Usa. Topi clonati da staminali della pelle
Per la prima volta sono stati clonati topi utilizzando il nucleo di cellule staminali della pelle, in particolare quelle dei follicoli piliferi. La ricerca, condotta negli Stati Uniti e pubblicata sulla rivista dell'Accademia americana delle Scienze (PNAS), dimostra per la prima volta che le cellule della pelle sono un'ottima fonte di materiale per il trasferimento nucleare.
Alla ricerca, coordinata da Elaine Fuchs e Peter Mombaerts, della Rockefeller University di New York, ha partecipato l'italiana Valentina Greco, che lavora nel laboratorio diretto da Elaine Fuchs dopo essersi laureata nell'universita' di Palermo e dopo un periodo di ricerca in Germania, nel Laboratorio Europeo di Biologia Molecolare (EMBL) di Heidelberg.
Il topo e' stato clonato per la prima volta nel 1997, nell'universita' delle Hawaii, utilizzando le cellule che circondano l'ovocita in formazione, quelle del cumulo ooforo, dalle quali prese il nome il primo clone di un topo: Cumulina.
Anche in quell'occasione all'esperimento partecipo' un italiano, Maurizio Zuccotti, ora nell'universita' di Parma.
Adesso i ricercatori della Rockefeller University hanno voluto sperimentare l'efficienza di differenti tipi di cellule staminali della pelle negli interventi di trasferimento nucleare: si voleva capire quali cellule progenitrici della pelle avevano un nucleo tale che, una volta prelevato e trasferito in un ovocita privato del suo nucleo, fosse in grado di dare origine a un nuovo individuo.
I ricercatori hanno scoperto innanzitutto che le cellule prelevate da donatori maschi sono piu' efficienti rispetto a quelli prelevati dalle femmine, e in secondo luogo che le staminali dei follicoli piliferi sono le piu' efficienti tra le cellule progenitrici della pelle. Le cellule della pelle hanno inoltre il vantaggio di essere piu' semplici da ottenere e facili da manipolare e, di conseguenza il loro utilizzo potrebbe dare un forte impulso agli esperimenti basati sulla clonazione.
Alla ricerca, coordinata da Elaine Fuchs e Peter Mombaerts, della Rockefeller University di New York, ha partecipato l'italiana Valentina Greco, che lavora nel laboratorio diretto da Elaine Fuchs dopo essersi laureata nell'universita' di Palermo e dopo un periodo di ricerca in Germania, nel Laboratorio Europeo di Biologia Molecolare (EMBL) di Heidelberg.
Il topo e' stato clonato per la prima volta nel 1997, nell'universita' delle Hawaii, utilizzando le cellule che circondano l'ovocita in formazione, quelle del cumulo ooforo, dalle quali prese il nome il primo clone di un topo: Cumulina.
Anche in quell'occasione all'esperimento partecipo' un italiano, Maurizio Zuccotti, ora nell'universita' di Parma.
Adesso i ricercatori della Rockefeller University hanno voluto sperimentare l'efficienza di differenti tipi di cellule staminali della pelle negli interventi di trasferimento nucleare: si voleva capire quali cellule progenitrici della pelle avevano un nucleo tale che, una volta prelevato e trasferito in un ovocita privato del suo nucleo, fosse in grado di dare origine a un nuovo individuo.
I ricercatori hanno scoperto innanzitutto che le cellule prelevate da donatori maschi sono piu' efficienti rispetto a quelli prelevati dalle femmine, e in secondo luogo che le staminali dei follicoli piliferi sono le piu' efficienti tra le cellule progenitrici della pelle. Le cellule della pelle hanno inoltre il vantaggio di essere piu' semplici da ottenere e facili da manipolare e, di conseguenza il loro utilizzo potrebbe dare un forte impulso agli esperimenti basati sulla clonazione.
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