Giovedì 11 giugno 2026
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Usa. Uragano Katrina: medico ed infermieri accusati di omicidio e non di eutanasia

AMERICHE - USA
Notizia ·
Un medico e due infermiere di un ospedale di New Orleans sono stati arrestati perche' avrebbero volontariamente provocato la morte di loro pazienti che non potevano essere evacuati, dopo che la citta' era stata devastata dall'uragano Katrina.
Nei confronti del medico e delle infermiere, la magistratura non procede per eutanasia, ma per omicidio volontario. Come si legge nei mandati di cattura, la dottoressa Anna Pou e le infermiere Lori Budo e Cheri Landry avrebbero ucciso quattro pazienti del Memorial Medical Center "somministrando o decidendo la somministrazione di dosi letali di solfato di morfina e midazolam (un potente sedativo)".
"Pensavano di essere Dio" ha detto il procuratore generale della Louisiana Charles Foti, durante una conferenza stampa, ripetendo piu volte la frase "Questa non e' eutanasia, questo e' omicidio". Foti ha spiegato che entrambi i medicinali dati ai pazienti sono potenzialmente mortali, ma che messi insieme costituiscono "un cocktail letale che garantisce la morte". Gli arresti e i rinvii a giudizio sono il risultato di un'inchiesta partita da voci secondo cui personale medico del Memorial Medical Center di New Orleans avrebbe proceduto a eutanasie su pazienti che erano in condizioni di sofferenza e che, dopo il passaggio dell'uragano, non potevano piu' essere ne' curati ne' evacuati.
Secondo un agente del Dipartimento di giustizia della Louisiana, citato dalla Ap, la dottoressa Pou avrebbe detto a un'infermiera, tre giorni dopo l'uragano, che era stato deciso di somministrare dosi letali ai pazienti che non potevano essere evacuati. La Pou avrebbe aggiunto che i malati che fossero rimasti non avevano possibilita' di sopravvivere.
Il procuratore generale Foti sostiene, invece, che i quattro pazienti in esame non sarebbero morti senza la somministrazione del cocktail, ma non ha avanzato ipotesi sui moventi degli omicidi.
L'inchiesta prosegue, con indagini su altri decessi e altri possibili coinvolgimenti all'interno dell'ospedale. Potrebbero esserci nuovi arresti.
Il Memorial Medical Center, che ha 317 letti, venne investito dall'uragano e parzialmente inondato il 29 agosto e rimase senza corrente: per quattro giorni, quando finalmente si fece l'evacuazione, personale e pazienti rimasero nel complesso, con temperature intorno ai 40 gradi. In quelle ore, 34 pazienti morirono.
Sulle loro morti, s'e' indagato prelevando dai resti campioni di tessuti per verificare la presenza di dosi potenzialmente letali di farmaci come morfina. Gli inquirenti sono giunti alla conclusione che il medico e le due infermiere arrestati soppressero volontariamente dei pazienti per rendere piu' facile l'evacuazione.
In un'intervista rilasciata lo scorso dicembre, la Pou aveva dichiarato che nell'ospedale c'erano alcuni pazienti in condizioni critiche che, indipendentemente dall'uragano, non avrebbero dovuto essere rianimati, in caso di arresto cardiaco. Il procuratore Foti ha pero' sostenuto nella conferenza stampa che i quattro decessi sospetti non hanno niente a che fare con i pazienti da non rianimare.
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