Sabato 6 giugno 2026
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Usa. Una voce cattolica dissidente dal comitato presidenziale di bioetica

AMERICHE - USA
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Un membro cattolico del President's Council on Bioethics ha apertamente dichiarato la sua posizione favorevole alla ricerca sul trasferimento nucleare somatico (SNTC).
Il dott. Paul McHugh, professore di Psichiatria alla Johns Hopkins School of Medicine, in un convegno pubblico, e successivamente in una rivista di medicina, ha esortato a considerare la tecnica della clonazione come un passo avanti positivo per la storia della scienza e della medicina. "Mi considero un buon cattolico", spiega McHugh "ma ritengo che la ricerca sugli embrioni, fino al 14° giorno di vita, sia moralmente accettabile. Ritengo infatti che il trasferimento nucleare somatico non produca organismi autonomamente viventi, ma tessuti utilizzabili per il beneficio di persone malate".
Secondo il professore, il problema della ricerca su embrioni deve essere ancora discusso sia dai cittadini statunitensi che dalla classe politica; manca infatti quell'informazione necessaria per creare consensi o dissensi dettati da argomentazioni razionali. Sulla rivista New England Journal of Medicine McHugh ha sottolineato la differenza fra fertilizzazione in vitro e concepimento tramite SNTC: "Dovremmo utilizzare la prima per dare vita a nuovi individui, con un patrimonio genetico proprio, e il secondo esclusivamente per estrarre staminali totipotenti. Il trasferimento nucleare, allo stato attuale delle cose, produce problemi di epigenesi gravi, che comprometterebbero sicuramente la sopravvivenza dell'embrione qualora si decida di proseguirne lo sviluppo. Utilizzare il termine 'potenziale' come giustificazione alla protezione dello sviluppo embrionale e' improprio: l'ingegneria genetica ci insegna che qualsiasi cellula somatica potrebbe potenzialmente dar luogo ad un organismo completo".
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