Domenica 7 giugno 2026
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Usare gli embrioni 'abbandonati'. Convegno

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Ci sono diverse centinaia, forse migliaia di embrioni 'abbandonati' nei freezer dei centri di riproduzione assistita, che non possono essere impiantati e nemmeno smaltiti. Perche' allora non utilizzarli per la ricerca scientifica, in particolare per far avanzare le tecniche di procreazione? E' il tema di fondo del convegno promosso dall'Associazione mondiale di medicina riproduttiva (Warm), in corso a Milano.
In Italia sono diverse migliaia le coppie infertili, o addirittura sterili, che chiedono di poter comunque avere biologicamente un figlio. Per loro esistono numerose tecniche di procreazione e fecondazione assistita, ma non sempre queste risolvono il problema e portano ad una gravidanza. L'idea di poter invece utilizzare gli embrioni e le staminali che contengono e' molto delicata, dal momento che dal 2004 una legge vieta in Italia 'gli esperimenti sugli embrioni e la clonazione umana'.
Da tempo pero' Severino Antinori, presidente Warm, sottolinea l'importanza di 'autorizzare le ricerche sugli embrioni anche per curare la sterilita''. Anche la sterilita' umana, sottolineo' il ginecologo gia' in occasione del via libera votato diversi anni fa in Gran Bretagna alle ricerche sugli embrioni per scopi terapeutici, 'deve essere considerata una patologia, come i casi severissimi di sterilita' maschile senza linea germinale. Il consorzio per la clonazione riproduttiva sta portando avanti uno studio che prevede nelle suddette problematiche l'uso di embrioni clonati da trasferire in utero umano. Tale eventualita' deve essere considerata eticamente piu' accettabile rispetto a quanto previsto dalla legislazione britannica che, per quanto lodevole, implica la distruzione degli embrioni'.
Quello delle staminali embrionali, cosi' come quello della clonazione umana, sono temi delicatissimi: fece parecchio scalpore l'annuncio nel 2001 di Antinori di aver 'clonato il primo embrione umano', secondo quanto riportava la rivista New Scientist. Da quel momento in poi si sono susseguiti negli anni diversi annunci di 'umani clonati', sia da parte del ginecologo italiano (lui la chiama "riprogrammazione genetica a fini terapeutici") che da parte di un suo ex collaboratore, il greco-americano Panayiotis Zavos, ma anche da Brigitte Boisselier, che si definisce 'scienziata raeliana'. Il susseguirsi di questi annunci porto' una commissione di scienziati e giuristi nel a lanciare un appello all'ONU, nel 2003, 'per far si' che la clonazione umana sia dichiarata un crimine contro l'umanita''.
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