Venerdì 5 giugno 2026
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Usava eroina in gravidanza. Aperto processo

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Durante la gravidanza ha fumato eroina e quando il bambino e' nato ha presentato sintomi che per i medici erano causati da una sospetta crisi di astinenza.
L'analisi delle urine ha segnalato la positivita' agli oppiacei.
Sono trascorsi piu' di due anni, il bambino, dato in affidamento, sta bene. La madre, una donna di 27 anni, è stata accusata dal tribunale di Cremona di 'avere somministrato al feto sostanze stupefacenti'.
E' il primo caso in Italia quello che e' stato discusso davanti al gup Guido Salvini al quale il pm Fabio Saponara ha chiesto di rinviare a giudizio la donna, mentre il difensore Simona Bracchi ha insistito perche' venisse dichiarato il 'non luogo a procedere'.
La madre deve anche rispondere di lesione personale grave, ma poiche' il bambino non ha avuto rischi per la salute, lo stesso pm ha ritenuto che vada scagionata. Nel processo l'avvocato Alessandro Nolli, curatore speciale del minore, si è costituito parte civile. La decisione del gup Salvini e' attesa per il 7 luglio prossimo.
Alla madre si contesta la violazione dell'articolo 73 del Dpr 309/90: detenzione di stupefacente ai fini di spaccio. Circa la condotta, la norma punisce la 'vendita' o la 'cessione'; non e' prevista la 'somministrazione', circostanza che l'avvocato Bracchi ha evidenziato in una delle tre memorie depositate al giudice Salvini.
'Il feto non è un soggetto ricettizio - spiega l'avvocato - pertanto non puo' essere considerato un soggetto terzo ricevente sostanze stupefacenti. Sicuramente non tramite vendita, ma neppure a mezzo di cessione, poiche' tale condotta si diversifica dalla prima non essendo previsto un corrispettivo, ma comunque, per entrambe le condotte citate, esse non possono estendersi ad una unica persona, contemporaneamente cessionaria ed assuntrice della medesima droga'.
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