Domenica 7 giugno 2026
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Uso staminali fetali non in contrasto con linee CNB

U.E. - ITALIA
Notizia ·
E' una procedura accettata dal comitato nazionale di bioetica nel 2005 quella annunciata all'universita' Sapienza di Roma con la quale e' stato effettuato un trapianto di cellule staminali 'salva-fegato' proveniente da un feto abortito, su di un uomo di 72 anni con insufficienza epatica grave.
Lo afferma il direttore del Centro Nazionale trapianti Alessandro Nanni Costa che cita un caso analogo a Firenze per il quale il Cnt chiese appunto ai consulenti della presidenza del consiglio un parere. 'In quella vicenda - ricorda Nanni Costa - alcuni ricercatori dell'universita' chiesero di poter effettuare un test usando cellule neurali per la cura di una malattia neurologica (la Corea di Hunghtinton). Il Cnb disse che l'uso di cellule del feto provenienti da un aborto terapeutico non era preclusivo per un trapianto di cellule di questo tipo ma ad alcune condizioni: che ci fosse il consenso della donna, che non ci fosse interesse da parte di chi ha praticato l'aborto, che le equipe mediche fossero separate da chi le usava. Non si tratta dunque di procedure illegali ma dentro norme e procedure regolamentate'.
Il caso del trapianto di cellule staminali eseguito al policlinico Umberto I di Roma, spiega il direttore del Cnt, si configura come un trapianto di cellule; una procedura con versioni differenti e originali ma gia' usata per esempio con gli epatociti (le cellule del fegato). Nel caso dell'ateneo romano si tratta di cellule staminali fetali prelevate da un aborto terapeutico e trasferite in una persona con insufficienza epatica grave.
Tuttavia Nanni Costa definisce 'innovativa e intelligente' la proposta del biologo Angelo Vescovi di promuovere una rete di centri che raccolgano staminali da feti morti spontaneamente anziche' quelli provenienti da aborti terapeutici. 'La proposta e' buona e consente di superare una serie di problematiche bioetiche' come quelle sollevate da esponenti della Chiesta Cattolica.
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