Valle d'Aosta. Eta' media popolazione diminuisce grazie a immigrati
La presenza di cittadini immigrati compensa, da un punto di vista anagrafico, una popolazione alpina in fase di progressivo invecchiamento. La tendenza, come alle zone di montagna, assume, in Valle d'Aosta, una particolare evidenza, secondo i dati diffusi recentemente dal terzo Rapporto dell'Osservatorio per le politiche sociali in Valle d'Aosta.
La regione che, similmente ad altri territori italiani ed europei a elevato livello di sviluppo e di benessere, sta 'acquisendo - spiega il rapporto - una struttura demografica sempre piu' connotata dalla presenza di anziani e di immigrati provenienti dai paesi extracomunitari'.
Il lavoro di ricerca condotto dall'Assessorato regionale alle politiche sociali ha l'obiettivo di 'condurre - spiega l'assessore Antonio Fosson - un'indagine sociale in Valle d'Aosta che sappia far confluire i bisogni conoscitivi di tutti gli ambiti di cui si compone il governo regionale in modo da contribuire al superamento della frammentarieta' degli interventi e predisporre programmi di politica regionale a lungo termine che pongano al centro la persona'. Persona che, secondo Fosson, e' da intendere 'come unita' di diritti a prescindere dalla sua condizione sociale'.
Dal quadro demografico tracciato dal Rapporto emerge che la fascia di popolazione piu' numerosa (30-45 anni) supera le 30 mila unita', mentre le persone con piu' di 65 anni sono 25 mila, di cui 28 ultracentenari. L'indice di vecchiaia in Valle d'Aosta che indica ogni 100 giovani (15-64 anni) quanti anziani sono presenti nella popolazione, e' pari a 152,5.
Gli anziani piu' giovani, di eta' compresa tra 65 e 75 anni, presentano un profilo sempre piu' simile a quello della popolazione in eta' produttiva, godono di un discreto stato di salute e sono - in particolare nella fascia anagrafica piu' giovane - ancora attivi sul mercato del lavoro e nei compiti di assistenza alle famiglie piu' giovani dei figli e nipoti.
Per quanto riguarda, invece, gli immigrati, la popolazione mostra una struttura familiare caratterizzata dalla presenza della coppia completa dei genitori e da numerosi figli.
Trattando la dinamica demografica e documentando la crescita della popolazione valdostana alla quale stanno contribuendo anche i nati da uno o da entrambi i genitori stranieri, il Rapporto evidenzia anche che i neonati con la sola madre straniera nel 2002 erano quasi il 3% mentre nel 2006 sono quasi il 5%. 'Molto consistente - si legge nel documento - e' l'aumento sul totale dei nati della percentuale di bambini nati da entrambi i genitori stranieri che dal 5,5% nel 2002 sono saliti al 9,4% nel 2006'. Nel 2005 sono nati 100 bambini stranieri, mentre le persone decedute, sempre straniere, sono state solo 8, con un saldo naturale di 92 unita'.
'Le politiche sociali di settore della Regione - spiega l'assessore Fosson - hanno raggiunto il livello di qualita' adeguato a decretarne la bonta' nella soluzione dei problemi specifici'. 'Nei prossimi anni - ha aggiunto - devono raggiungere il livello di eccellenza necessario per essere da regia a tutti gli interventi finalizzati alla cura e al benessere dei cittadini dedicando particolare attenzione, oltre che priorita', a tutte le forme di contrasto della non autosufficienza'.
La regione che, similmente ad altri territori italiani ed europei a elevato livello di sviluppo e di benessere, sta 'acquisendo - spiega il rapporto - una struttura demografica sempre piu' connotata dalla presenza di anziani e di immigrati provenienti dai paesi extracomunitari'.
Il lavoro di ricerca condotto dall'Assessorato regionale alle politiche sociali ha l'obiettivo di 'condurre - spiega l'assessore Antonio Fosson - un'indagine sociale in Valle d'Aosta che sappia far confluire i bisogni conoscitivi di tutti gli ambiti di cui si compone il governo regionale in modo da contribuire al superamento della frammentarieta' degli interventi e predisporre programmi di politica regionale a lungo termine che pongano al centro la persona'. Persona che, secondo Fosson, e' da intendere 'come unita' di diritti a prescindere dalla sua condizione sociale'.
Dal quadro demografico tracciato dal Rapporto emerge che la fascia di popolazione piu' numerosa (30-45 anni) supera le 30 mila unita', mentre le persone con piu' di 65 anni sono 25 mila, di cui 28 ultracentenari. L'indice di vecchiaia in Valle d'Aosta che indica ogni 100 giovani (15-64 anni) quanti anziani sono presenti nella popolazione, e' pari a 152,5.
Gli anziani piu' giovani, di eta' compresa tra 65 e 75 anni, presentano un profilo sempre piu' simile a quello della popolazione in eta' produttiva, godono di un discreto stato di salute e sono - in particolare nella fascia anagrafica piu' giovane - ancora attivi sul mercato del lavoro e nei compiti di assistenza alle famiglie piu' giovani dei figli e nipoti.
Per quanto riguarda, invece, gli immigrati, la popolazione mostra una struttura familiare caratterizzata dalla presenza della coppia completa dei genitori e da numerosi figli.
Trattando la dinamica demografica e documentando la crescita della popolazione valdostana alla quale stanno contribuendo anche i nati da uno o da entrambi i genitori stranieri, il Rapporto evidenzia anche che i neonati con la sola madre straniera nel 2002 erano quasi il 3% mentre nel 2006 sono quasi il 5%. 'Molto consistente - si legge nel documento - e' l'aumento sul totale dei nati della percentuale di bambini nati da entrambi i genitori stranieri che dal 5,5% nel 2002 sono saliti al 9,4% nel 2006'. Nel 2005 sono nati 100 bambini stranieri, mentre le persone decedute, sempre straniere, sono state solo 8, con un saldo naturale di 92 unita'.
'Le politiche sociali di settore della Regione - spiega l'assessore Fosson - hanno raggiunto il livello di qualita' adeguato a decretarne la bonta' nella soluzione dei problemi specifici'. 'Nei prossimi anni - ha aggiunto - devono raggiungere il livello di eccellenza necessario per essere da regia a tutti gli interventi finalizzati alla cura e al benessere dei cittadini dedicando particolare attenzione, oltre che priorita', a tutte le forme di contrasto della non autosufficienza'.
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