Sabato 6 giugno 2026
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Varsavia blocca giornata contro la pena di morte: sia contro aborto ed eutanasia

U.E.
Notizia ·
"La giornata europea contro la pena di morte è solo uno slogan vuoto, i veri problemi sono l'aborto e l'eutanasia". Lo dichiara ad Apcom Robert Szaniawski, portavoce del Ministero degli Esteri di Varsavia.
Nessun passo indietro dunque dalle sponde della Vistola. I rappresentanti di Varsavia, durante le discussioni a livello tecnico a Bruxelles, si sono opposti alla creazione della 'Giornata europea contro la pena di morte', fortemente voluta dalla Commissione e dalla presidenza di turno portoghese. "Non ce n'è nessun bisogno, la pena capitale è già scomparsa dall'Ue da tempo".
Il portavoce degli Esteri polacco ha poi respinto le speculazioni apparse già ieri fra i media internazionali sulla condizionalità del veto di Varsavia all'istituzione di un parallelo giorno a difesa della vita e contro l'aborto e l'eutanasia: "si tratta di illazioni completamente infondate. Noi non fissiamo alcun paletto. Siamo disposti a discutere sulle vere questioni e problematiche legate al diritto alla vita".
"Quella della giornata europea contro la pena di morte è solo un modo per evitare di discutere dei veri problemi".
La pena di morte in Polonia è stata abolita nel settembre del 1998, ma già da dieci anni prima il ricorso al boia era andato in disuso.
Le posizioni di Varsavia sulla pena capitale avevano fatto già fatto scalpore negli anni scorsi, quando sia il presidente Lech Kaczynski, che il suo fratello gemello e primo ministro Jaroslaw Kaczynski si erano dichiarati a favore della sua reintroduzione per casi particolarmente efferati.

Luisa Morgantini, vicepresidente dell'Europarlamento, ha definito "scandaloso e inaccettabile" il 'no' del governo polacco all'istituzione della Giornata europea contro la pena di morte.
In una nota diffusa nel pomeriggio, Morgantini dice di "condividere le preoccupazioni espresse ieri dall'ex Presidente polacco, ex-leader di Solidarnosc, nonché Premio Nobel per la Pace, Lech Walesa" sulla situazione attuale in Polonia e sulle "decisioni discutibili, antidemocratiche, a volte xenofobe del governo dei gemelli Kaczynski".
L'ultima di queste decisioni, rileva l'europarlamentare di Rifondazione, è il veto posto oggi a Bruxelles dagli emissari di Varsavia all'istituzione della Giornata europea contro la pena di morte (che ha bisogno dell'unanimità degli Stati membri per essere approvata), nonostante il fatto che l'aver abolito la pena capitale sia uno dei criteri per l'ingresso nell'Unione europea e che questo punto sia alla base della sua Carta dei diritti fondamentali dell'Ue.
"Proporre di allargare il significato dell'evento contro la Pena di morte ad una giornata europea in difesa della vita che condanni allo stesso tempo l'aborto e l'eutanasia, è una forzatura che rischia di minare l'unità europea su una questione tanto importante come la pena capitale, legandola a questioni di fatto controverse, quali aborto e eutanasia, sulle quali l'Europa è tuttora spaccata", osserva Morgantini.
"Varsavia dovrebbe tener presenti le possibili ricadute politiche negative sull'iniziativa europea, voluta fortemente dall'Italia, per la presentazione alle Nazioni Unite della risoluzione sulla moratoria delle esecuzioni capitali nel mondo". Morgantini conclude esprimendo la speranza che la Polonia riveda le sue posizioni entro il 9 ottobre, data della firma a Lisbona della dichiarazione comune dell'Ue e del Consiglio d'Europa per sancire la nascita della Giornata europea contro la pena di morte.
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