Giovedì 4 giugno 2026
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Vaticano. L'Osservatore Romano e la procreazione assistita: una legge comunque ingiusta

EUROPA - VATICANO
Notizia ·
Sull'Osservatore Romano, il quotidiano del Vaticano, e' toccato a monsignor Angel Rodríguez Luño, della Pontificia Universita' della Santa Croce, commentare "La legge italiana sulla procreazione medicalmente assistita". Un articolo -pubblicato lo scorso 13 febbraio- che occupava un'intera pagina, in cui dopo avere descritto punto per punto tutto il testo, si interrogava innanzi tutto sulla necessita' di avere una legge, per poi arrivare ad esprimere un giudizio anche di merito. Ne riportiamo alcuni stralci.
"[.] pur autorizzando il ricorso ad alcune tecniche che la morale cattolica ritiene inaccettabili, l'attuale legge non permette nulla di ingiusto che prima fosse vietato e invece dichiara illegali e punibili molte ingiustizie gravi che prima erano permesse. Il significato reale dell'operato di quanti hanno promosso e votato questa legge, dichiarando di aver perseguito il livello massimo di tutela della vita umana, della famiglia e della dignita' della procreazione che era possibile ottenere, sembra essere quello di sopprimere parzialmente una prassi e una situazione ingiusta la cui totale soppressione non risultava possibile. [.]
La morale cattolica ritiene che le tecniche di procreazione artificiale omologhe che sostituiscono la relazione coniugale sono moralmente illecite. Detto questo, bisogna aggiungere che esso non e' il punto che deve essere preso in considerazione in sede etico-politica, perche' non tutto cio' che e' moralmente negativo deve essere vietato o punito dalla legge civile, come tutti sanno. Le leggi vanno valutate in rapporto al bene comune. [.]
L'esperienza ottenuta sulle tecniche di procreazione artificiale nei diversi paesi ha prodotto l'evidenza che l'intimita' dell'amore coniugale e' l'unico contesto che garantisce al concepito una protezione adeguata al suo status antropologico. Appena la procreazione viene inserita in un contesto tecnico-strumentale ne scaturisce, malgrado ogni buona volonta' soggettiva, il trattamento tecnico-strumentale del concepito stesso. Il problema costituito dai depositi di decine di migliaia di embrioni sopravanzati crioconservati e' un dato oggettivo che parla da solo. Alcuni di questi problemi potranno essere evitati da una saggia applicazione della presente legge italiana, ma il consenso raggiunto in parlamento non e' stato suffiente per evitarli tutto. Non abbiamo di fronte una legge giusta. Essa e' ingiusta, anche se meno ingiusta di altre..
[.] non e' giusta una legge che viene incontro a quei legittimi desideri oltrepassando frontiere invalicabili. [.] Anche quanti possono essere limitatamente, ma ragionevolmente soddisfatti della presente legge, sono moralmente tenuti a invocare l'obiezione di coscienza se dovessero trovarsi immediatamente implicati nella sua applicazione pratica. [.]"
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