Venerdì 5 giugno 2026
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Vaticano. Ambasciatore spagnolo: no a eutanasia e aborto per ricucire rapporti diplomatici

EUROPA - VATICANO
Notizia ·
I rapporti tra Spagna e Santa Sede "dal punto di vista diplomatico sono proprio ottimi" e tra il governo e la Chiesa spagnola "stanno migliorando". Cosi' il nuovo ambasciatore di Spagna presso la Santa Sede, il socialista e cattolico Francisco Vazquez y Vazquez riassume in una intervista a Famiglia cristiana lo stato delle relazioni, all'approssimarsi del viaggio del Papa a Valencia, l'8 e 9 luglio per il quinto incontro mondiale delle famiglie.
Il rappresentante del governo Zapatero afferma che la sua nomina ha di fatto sbloccato il dialogo, visto che "Zapatero ha nominato un ambasciatore cattolico e la Conferenza episcopale ha accettato il dialogo politico con la vicepresidente: le questioni tecniche verranno risolte tra ministeri e commissioni episcopali".
Sul finanziamento della Chiesa spiega che "la quantita', cioe' se sara' 8 o 7 o altro, verra' discussa in sede tecnica", mentre sul fronte dell'insegnamento della religione ammette che effettivamente "c'e' qualche tensione ma penso che un accordo potrebbe essere firmato entro settembre".
A proposito dei temi che maggiormente preoccupano la Santa Sede, e cioe' quelli collegati alla famiglia e alle unioni gay, l'ambasciatore racconta di aver "spiegato che erano decisioni prevista dal programma di governo del Psoe, il partito socialista operaio spagnolo, presentato agli elettori. Ma ho anche assicurato al Papa -prosegue il diplomatico- che il mio governo non intende facilitare ne' l'aborto ne' proporre l'eutanasia; ammetto tuttavia che in Spagna non c'e' stato dialogo con la Chiesa prima dell'approvazione delle leggi; ma ora le tensioni si stanno superando, c'e' volonta' di mediazione da entrambe le parti".
Vazquez y Vazquez, che come cattolico non ha votato i provvedimenti su unioni di fatto, divorzio veloce e matrimonio gay, sottolinea che "la societa' spagnola non e' divisa" semmai "sta cambiando" e "il governo sa bene che le radici cattoliche sono molto profonde e che l'opinione pubblica cattolica conta molto. Io penso che anche la Chiesa debba cambiare qualcosa, sta perdendo consenso soprattutto tra i giovani, forse deve uscire di piu' sulla piazza, stare un po' meno comoda, ne ho parlato con molti vescovi e cardinali e ho trovato accordo sulla necessita' di una maggiore testimonianza nella societa'".
Quanto ai rapporti tra Chiesa e regime franchista, il diplomatico rilevando che dal punto di vista storico la questione e' ormai acclarata, non esita a rimarcare che "nel periodo della transizione verso la democrazia il ruolo della Chiesa e' stato molto importante". Il diplomatico conclude che "non si possono proporre politiche anticlericali per questo motivo".
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