Sabato 6 giugno 2026
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Vaticano. Antonio Maria Costa ricevuto dal Papa

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Il direttore dell'Unodc, Antonio Maria Costa, si e' recato in Vaticano , dove e' stato ricevuto dal Papa e dal segretario di Stato del Vaticano, card. Angelo Sodano.
"Ho illustrato al Papa -ha detto Costa dopo il colloquio- il nostro lavoro, che e' anche di prevenzione del terrorismo, perche' e' ormai dimostrato che tutte le organizzazioni di quel mondo si servono del traffico di stupefacenti come di un mezzo di finanziamento".
Al cardinale Sodano il Direttore esecutivo dell'UNODC ha anche mostrato un grafico dal quale risulta la "specializzazione" dei diversi gruppi del terrorismo. "Cosi', per stare ai piu' noti, Al Qaida traffica eroina, come altri gruppi operanti in Sri Lanka, Myanmar, Turchia ed Uzbekistan; le Farc colombiane spacciano cocaina, mentre la marijuana e' oggetto dei traffici di Hezbollah, maoisti nepalesi e degli uomini di Abu Sayyaf nelle Filippine".
"E c'e' anche il problema dell'Aids, del quale noi ci occupiamo in quanto fenomeno indotto anche dall'uso di stupefacenti e che e' in aumento soprattutto nell'Europa orientale e nei Paesi baltici. Il Papa ha mostrato interesse e dalle sue domande si vedeva che conosce bene il problema, soprattutto per quello che riguarda la Colombia e l'aumento delle tossicodipendenze nei Paesi dell'Est. Frutto del traffico di droga e' anche la corruzione uno dei reati piu' maligni, che annualmente sottrae piu' di un miliardo di dollari ai traffici leciti, divenendo cosi' il vero nemico dello sviluppo. Sempre il traffico di droga trasforma la poverta' di milioni di persone in lussuosi stili di vita per coloro che agiscono da intermediari e il traffico di esseri umani, vera nuova forma di schiavitu', che intrappola ogni anno un milione di persone privandole della loro liberta' e sottoponendole alle peggiori forme di sfruttamento".
"Di fronte a tali fenomeni la repressione, pur necessaria, non e' sufficiente. Bisogna invece elevare il contrasto che viene dalla societa' civile. Sono molto importanti le misure di prevenzione: bisogna far capire il male che c'e' nella droga e dietro di essa nelle scuole, che non vedo molto impegnate, negli ambienti di lavoro, in quelli di svago, come le discoteche, e in quelli di culto, penso anche agli oratori. I comportamenti antisociali minano il tessuto dell'intera societa', e possono essere efficacemente affrontati dalla societa' nel suo insieme".
"In tale prospettiva e con l'obiettivo di tenere i nostri giovani lontani dalla droga, dal crimine e dal terrorismo e' stata esplorata l'eventuale collaborazione tra l'UNODC e gli enti sociali cattolici presenti nel mondo, specialmente nel rafforzare le capacita' delle famiglie e della comunita' nel far fronte ai comportamenti antisociali".
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