Vaticano. Cardinal Barragan: si' al testamento biologico
Sul testamento biologico "siamo d'accordo. Purche' sia ben chiaro che questo 'testamento' puo' comprendere solo la rinuncia all'accanimento terapeutico". Dopo giorni di dibattiti politici, ad aprire alla possibilita' del testamento biologico e', sulle pagine de La Stampa, Javier Lozano Barragan, capo del Pontificio consiglio per la Pastorale della salute, una sorta di ministro della salute del Vaticano, che pero' precisa senza mezzi termini: "in nessun modo, invece, siamo d'accordo sull'eutanasia, cioe' quell'azione od omissione destinata a causare la morte del paziente".
Secondo Barragan e' necessario quindi rifiutare l'accanimento terapeutico, ovvero "quei trattamenti inutili e sproporzionati davanti alla morte imminente del paziente, che avrebbero il solo risultato di prolungare l'agonia". E anche mettersi d'accordo che "chi determina che la cura vada interrotta innanzitutto deve essere lo stesso paziente, poi la sua famiglia. Quindi i medici che lo curano, la scienza e anche la societa'".
Quindi, per il responsabile della salute in Vaticano, di fronte alle sofferenze atroci "occorre lenire il dolore con tutti i mezzi che offre la medicina", che chi assiste il malato "sappia comprenderlo, identificarsi in lui", perche' "ognuno ha il diritto di arrivare al momento della morte con dignita'".
"Ogni caso va affrontato a se'", conclude su La Stampa Javier Lozano Barragan, la cosa migliore da fare e' "curare fin dove si puo'. E poi accompagnare il paziente fino alla fine, evitandogli i dolori", insomma "assisterlo con amore e comprensione".
Secondo Barragan e' necessario quindi rifiutare l'accanimento terapeutico, ovvero "quei trattamenti inutili e sproporzionati davanti alla morte imminente del paziente, che avrebbero il solo risultato di prolungare l'agonia". E anche mettersi d'accordo che "chi determina che la cura vada interrotta innanzitutto deve essere lo stesso paziente, poi la sua famiglia. Quindi i medici che lo curano, la scienza e anche la societa'".
Quindi, per il responsabile della salute in Vaticano, di fronte alle sofferenze atroci "occorre lenire il dolore con tutti i mezzi che offre la medicina", che chi assiste il malato "sappia comprenderlo, identificarsi in lui", perche' "ognuno ha il diritto di arrivare al momento della morte con dignita'".
"Ogni caso va affrontato a se'", conclude su La Stampa Javier Lozano Barragan, la cosa migliore da fare e' "curare fin dove si puo'. E poi accompagnare il paziente fino alla fine, evitandogli i dolori", insomma "assisterlo con amore e comprensione".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti