Vaticano. Cardinal Martino: l'eutanasia e' come l'aborto procurato
"L'eutanasia e' come l'aborto procurato". I "parlamentari cattolici difendano la vita dal suo inizio alla sua fine naturale" ed impediscano che progetti di legge possano legalizzare la dolce morte come e' gia' accaduto in altri paesi europei. Il cardinale Renato Raffaele Martino riflette sul dibattito in corso evidenziando il pensiero della Chiesa teso a "difendere sempre la vita umana: un principio che non e' cattolico, ma fa parte della legge naturale".
Quanto al testamento biologico di cui tanto si parla, il presidente del Pontificio Consiglio di Giustizia e Pace fa sapere di avere inserito nelle sue ultime volonta' una postilla proprio per "rifiutare l'accanimento terapeutico qualora si dovesse presentare l'evenienza dato che desidero - ha spiegato - morire naturalmente. Nel mio testamento ho manifestato l'espressa volonta', se mi dovessi trovare in una situazione di malattia terminale grave, di non procedere all'accanimento terapeutico, lasciando fare alla natura".
"Per noi cristiani, e lo sappiamo bene, anche la sofferenza ha un valore ed e' una espressione di vita. Noi cristiani dobbiamo accettarla, cosi' come la ha accettata Gesu' Cristo morendo sulla croce" ha aggiunto il cardinale Martino.
Di fronte a leggi favorevoli all'eutanasia che avanzano in molti parlamenti ha proseguito: "Spero tanto che non si voglia fare dell'Italia quello che e' gia' accaduto, per esempio, in Olanda dove la gente non ha piu' fiducia nei medici, dove si permette di praticare l'eutanasia anche sui bambini dato che e' agli esperti che spetta la decisione della vita di un bambino. Cio' e' orribile. Semplicemente orribile".
Cosa si aspetta la Chiesa dai parlamentari cattolici di fronte a progetti di legge di questo tipo? "Solo che difendano la vita cosi' come e'".
"C'e' un valore comune da cui partire, quello della dignita' umana. E' un valore laico, cattolico e di tutte le confessioni religiose". Anna Finocchiaro, capogruppo dell'Ulivo al Senato, in una intervista al 'Messaggero' spinge per una intesa con il centrodestra sul testamento biologico, nel confronto in Parlamento sull' eutanasia.
"Su una questione che riguarda la vita, la morte, la sofferenza, ma innanzitutto la dignita' dell'uomo, sarebbe folle- sostiene l' esponente diessina - che la maggioranza cercasse i punti di convergenza esclusivamente dentro di se': e' obbligatorio cercarli nel Parlamento intero".
"Trovare l'accordo su un tema - precisa la Finocchiaro - non e' la soluzione, e' il metodo. E dobbiamo imparare a fidarci gli uni degli altri. Sgomberare il campo dall'equivoco che ci sia chi ha una gerarchia rigorosa di valori e chi di valore non ne ha".
IL DIBATTITO CONTINUA
"Io distinguo tra evitare l'accanimento terapeutico ed eutanasia. Eutanasia vuol dire dar qualcosa a qualcuno per farlo morire, mentre evitare l'accanimento terapeutico e' impedire che una vita umana sia legata soltanto al funzionamento di una macchina senza alcuna speranza di ripresa. Personalmente sono perplesso nei confronti dell'eutanasia". Lo ha detto il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Luciano Violante (Ds), ai microfoni di 'Radio Radicale' partecipando ieri sera alla Festa dell'Unita' di Catania. "Mi sembra singolare agevolare il suicidio delle persone - ha aggiunto - se noi poi non ci preoccupiamo che i ragazzi mettono il casco per non morire o se non ci allacciamo le cinture quando siamo in auto".
"Il rispetto della vita e' il primo, irrinunciabile principio da seguire, un rispetto sul quale non si puo' e non si deve innescare alcun dibattito". Interviene sull'eutanasia il senatore Mauro Cutrufo, capogruppo della Democrazia cristiana al Senato. "Come Democrazia cristiana siamo a favore dell'apertura di un dibattito per un testamento biologico che permetta al malato di essere protagonista delle proprie scelte e di decidere preventivamente se essere tenuto in vita dalle apparecchiature mediche in caso di grave malattia; e' con convinzione che siamo contro l'accanimento terapeutico - ha ribadito Cutrufo - ma solo di fronte a una scelta ponderata e personale, mancando la quale riteniamo che il medico debba fare tutto quello che e' in suo potere per salvare la vita del malato. Chiediamo invece l'intervento della commissione Vigilanza Rai, se corrisponde al vero che il programma di Minoli sulla televisione di cosiddetto servizio pubblico 'la storia siamo noi', proporra' lunedi' prossimo il filmato di un'eutanasia, in versione peraltro integrale, e cioe' fino alla morte del paziente. La sofferenza e la morte non sono uno spettacolo - ha concluso il senatore democristiano. Chi ne ha l'autorita' intervenga".
Intangibilita' della vita e necessita' di instaurare una effettiva e fattiva "alleanza terapeutica" tra sanitari da un lato e malati con i loro familiari dall'altro. E' la linea della "Associazione Bioetica & Persona" e "Associazione Medici Cattolici Italiani", (AMCI), di Torino, ribadita oggi in riferimento ai "significativi casi su cui riflettere", riportati in questi giorni dalla cronaca. Per l'Amci occorre evitare "ogni forma sia di abbandono che di accanimento terapeutico". "In tal modo si previene e si demotiva - e' convinzione dell'Amci - la drammatica richiesta di eutanasia, inaccettabile per le devastanti conseguenze in primis sulla persona, poi sulla scienza medica ed, infine, anche sulla societa'".
Per l'Associazione Medici Cattolici Italiani, "l'indisponibilita' della vita umana deriva non solo da principi di fede, ma anche dall'inviolabilita' dei diritti fondamentali dell'uomo".
"Nel programma di governo dell'Unione di centrosinistra c'e' un impegno preciso sul tema del testamento biologico e dunque allo stato attuale il Parlamento potrebbe procedere ad esaminare ed approvare una legge su questa delicata materia. I Socialisti ritengono che un confronto in Parlamento sia necessario, come ha sottolineato anche il Presidente della Repubblica". Lo scrive in una nota Nicola Zoller, segretario regionale Sdi.
"Sappiamo bene - afferma Zoller - che un conto e' l'eutanasia e un conto il testamento biologico, ma e' pur vero che attraverso un allargamento del consenso informato si potrebbero affrontare alcuni dei casi estremi, come quello di Welby che ha suscitato profonda emozione in tutti. Comunque - prosegue - non si vede proprio in quale modo sia possibile, come sostengono esponenti del centrodestra ma anche della Margherita, mettere paletti o censure ad un libero confronto parlamentare nel quale ciascuno possa esprimere le proprie convinzioni su tutti i temi che investono questa questione. Che l'eutanasia sia un problema ad alta sensibilita' etica, che tocca e divide credenti e non credenti - conclude l' esponete socialista -, impone che si affronti un dibattito senza avanzare pregiudiziali ideologiche e religiose che ci porterebbero facilmente in un vicolo cieco".
"Parole misurate, tono problematico e garbo istituzionale, ma la sostanza e' pesante come pietre". Famiglia Cristiana commenta cosi' "l'appello del Presidente della Repubblica alle Camere perche' esaminino il problema di chi invoca la morte come liberazione a una vita 'non piu' degna' e non piu' voluta". Ricordando che "sullo sfondo c'e' la vicenda umana di Giorgio Welby, un uomo malato di distrofia muscolare senza speranza di guarigione", il settimanale dei Paolini aggiunge: "proviamo una intensa pena interiore per le sofferenze di quest'uomo, ma ci sembra che la solidarieta' verso chi soffre debba escogitare soluzioni di aiuto alla vita, e non ipotesi espulsive sui sentieri della morte".
Secondo Famiglia Cristiana, "va insinuandosi nelle riflessioni sui dintorni della morte un concetto volontaristico di padronanza, di disponibilita', di 'libitum' che si mischia al mito della totale soggettivita' dell'etica e vorrebbe blindare i confini nella impenetrabile riserva dell'autoderminazione". Ma "non e' cosi' che l'etica del diritto fondata sulla grande e irrinunciabile parola del 'non uccidere' intende la vita, la nostra vita intrecciata nella relazione dell'appartenenza reciproca, gli uni per gli altri, gli uni accanto agli altri: l'eutanasia - conclude la nota - e' in realta' la disoperazione della disappartenenza".
"Non si puo' imporre a una persona di continuare a vivere e tanto meno si possono emanare leggi che la costringono alla sopravvivenza contro la sua volonta'. La strada giusta e' quella seguita dal Senato". Giovanni Berlinguer, medico, deputato al parlamento europeo nella lista dell'Ulivo e membro della commissione Ue per la Sanita', e' chiaro: "L'eutanasia e' da escludere, perche' si creerebbe un circuito di integralismi e manovre strumentali". Meglio, dunque, seguire la via del cosiddetto 'testamento biologico', anzi delle 'direttive anticipate del trattamento', come ci tiene a sottolineare Berlinguer.
"Si tratta della dichiarazione- continua il deputato Ue- di una persona che pensa che nel futuro non potra' esprimere la propria volonta'" e quindi la sottoscrive in un documento. Non e' un'alternativa all'eutanasia. Anzi, spiega Berlinguer, "va ribadito con chiarezza che nonostante la vita sia sacra bisogna riconoscere a ogni persona il diritto alle cure, ma anche alla cessazione delle cure". "E' il soggetto che decide" dice. Ma la Chiesa non la pensa cosi'. "Purtroppo- spiega il deputato Ue- la
Chiesa continua a dire che la vita non appartiene alle persone, ma a Dio e cerca di influire sulle decisioni dei cittadini e anche del parlamento, cercando di imporre norme vicine alle sue idee. E' un vero e proprio abuso nei confronti della laicita' dello Stato".
Ma com'e' la situazione negli altri Paesi Ue ed extra Ue? "Molti hanno deciso di aprire la strada alle direttive anticipate del trattamento- dice Berlinguer-. In Italia siamo ancora indietro. Ma vedo con interesse che in Senato si sta discutendo una proposta che va in questa direzione. E sono molto fiero del fatto che tra i firmatari del disegno di legge presentato al Senato ci sia anche Ignazio Roberto Marino, che stimo moltissimo sia come medico che come politico". Berlinguer ammette di essere rimasto molto colpito da un fatto accaduto a New York: "Qualche anno fa, all'aeroporto, insieme alla vendita di vari prodotti, cd, etc..., ho visto un intero scaffale che forniva i moduli e le procedure per il cosiddetto 'testamento biologico'. E lo stesso avviene in molti altri Paesi". Per l'Italia si tratta di aspettare, "almeno cinque anni" prima che si arrivi a una legge.
"Nell'Unione Europa non ci sono normative in merito- spiega Berlinguer- credo che bisognera' andare gradualmente, perche' ci sono culture molto diverse. Ed eviterei di metter mano a un provvedimento in questa fase, aspetterei almeno un decennio". Ma un'indicazione sulla strada da seguire c'e' e sta scritta, nero su bianco, nella Convenzione europea di Oviedo, che rappresenta una vera e propria carta della bioetica europea. Promossa dal Consiglio d'Europa e sottoscritta nel 1997, la Convenzione e' stata ratificata anche dall'Italia. "In questo documento- dice il deputato Ue- si dichiara che i medici devono tener conto delle volonta' anticipate espresse dai malati. Purtroppo, pero', questo aspetto della Convenzione non e' mai stato applicato in Italia".
E poi succede che ci si imbatta in quei famosi 'viaggi della speranza'. "Di questi casi ce ne sono molti determinati dalla nostra legislazione- ammette sconsolato Berlinguer- il piu' clamoroso e' quello dei voli charter prima della legge sull'aborto, quando le donne andavano ad abortire in Inghilterra. E poi ci sono i viaggi all'estero per la procreazione assistita. In questo campo, la nostra e' veramente una legge infame. Non escludo che ci siano viaggi della speranza anche per l'eutanasia".
Il problema, secondo Berlinguer, e' che in Italia si discute solo di eutanasia, cioe' "dei problemi finali, che in realta' arrivano da una lunghissima serie di errori e di egoismi". Mentre, bisognerebbe parlare di prevenzione. "Prima di tutto ci sono troppe persone che muoiono precocemente- spiega il medico Berlinguer- per malattie che avrebbero potuto essere curate in tempo o meglio. Poi c'e' la possibilita' che ai malati vengano offerte cure palliative. E c'e' la questione del dolore: tra i medici non c'e' abbastanza la sensazione che il dolore va alleviato. Nella legge, solo recentemente, per iniziativa di Veronesi, quand'era ministro, si e' aperta la strada agli oppiacei. Purtroppo in Italia, ancora si pensa che la somministrazione di oppiacei porti alla tossicodipendenza". Non ultimo c'e' il problema solitudine.
"Tutte questioni che vanno affrontate- conclude Berlinguer- perche' bisogna cercare di capire quello che bisogna fare prima che una persona decida di lasciarsi morire. E, invece, qui sembra che sia in gioco solo il problema eutanasia".
"A seguito delle affermazioni del sottosegretario alla Giustizia, Luigi Manconi, rilasciate nel corso della trasmissione 'Omnibus', e cioe' che in Italia sarebbe largamente praticata l'eutanasia presso gli ospedali e le cliniche, ho presentato un'interrogazione al ministro della Salute per conoscere come, quando e dove risultino al Governo essere avvenute soppressioni di pazienti con medici o infermieri che pongono fine volontariamente alla loro vita". Lo dichiara Carlo Giovanardi, componenete dell'Ufficio Politico dell'Udc.
Quanto al testamento biologico di cui tanto si parla, il presidente del Pontificio Consiglio di Giustizia e Pace fa sapere di avere inserito nelle sue ultime volonta' una postilla proprio per "rifiutare l'accanimento terapeutico qualora si dovesse presentare l'evenienza dato che desidero - ha spiegato - morire naturalmente. Nel mio testamento ho manifestato l'espressa volonta', se mi dovessi trovare in una situazione di malattia terminale grave, di non procedere all'accanimento terapeutico, lasciando fare alla natura".
"Per noi cristiani, e lo sappiamo bene, anche la sofferenza ha un valore ed e' una espressione di vita. Noi cristiani dobbiamo accettarla, cosi' come la ha accettata Gesu' Cristo morendo sulla croce" ha aggiunto il cardinale Martino.
Di fronte a leggi favorevoli all'eutanasia che avanzano in molti parlamenti ha proseguito: "Spero tanto che non si voglia fare dell'Italia quello che e' gia' accaduto, per esempio, in Olanda dove la gente non ha piu' fiducia nei medici, dove si permette di praticare l'eutanasia anche sui bambini dato che e' agli esperti che spetta la decisione della vita di un bambino. Cio' e' orribile. Semplicemente orribile".
Cosa si aspetta la Chiesa dai parlamentari cattolici di fronte a progetti di legge di questo tipo? "Solo che difendano la vita cosi' come e'".
"C'e' un valore comune da cui partire, quello della dignita' umana. E' un valore laico, cattolico e di tutte le confessioni religiose". Anna Finocchiaro, capogruppo dell'Ulivo al Senato, in una intervista al 'Messaggero' spinge per una intesa con il centrodestra sul testamento biologico, nel confronto in Parlamento sull' eutanasia.
"Su una questione che riguarda la vita, la morte, la sofferenza, ma innanzitutto la dignita' dell'uomo, sarebbe folle- sostiene l' esponente diessina - che la maggioranza cercasse i punti di convergenza esclusivamente dentro di se': e' obbligatorio cercarli nel Parlamento intero".
"Trovare l'accordo su un tema - precisa la Finocchiaro - non e' la soluzione, e' il metodo. E dobbiamo imparare a fidarci gli uni degli altri. Sgomberare il campo dall'equivoco che ci sia chi ha una gerarchia rigorosa di valori e chi di valore non ne ha".
IL DIBATTITO CONTINUA
"Io distinguo tra evitare l'accanimento terapeutico ed eutanasia. Eutanasia vuol dire dar qualcosa a qualcuno per farlo morire, mentre evitare l'accanimento terapeutico e' impedire che una vita umana sia legata soltanto al funzionamento di una macchina senza alcuna speranza di ripresa. Personalmente sono perplesso nei confronti dell'eutanasia". Lo ha detto il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Luciano Violante (Ds), ai microfoni di 'Radio Radicale' partecipando ieri sera alla Festa dell'Unita' di Catania. "Mi sembra singolare agevolare il suicidio delle persone - ha aggiunto - se noi poi non ci preoccupiamo che i ragazzi mettono il casco per non morire o se non ci allacciamo le cinture quando siamo in auto".
"Il rispetto della vita e' il primo, irrinunciabile principio da seguire, un rispetto sul quale non si puo' e non si deve innescare alcun dibattito". Interviene sull'eutanasia il senatore Mauro Cutrufo, capogruppo della Democrazia cristiana al Senato. "Come Democrazia cristiana siamo a favore dell'apertura di un dibattito per un testamento biologico che permetta al malato di essere protagonista delle proprie scelte e di decidere preventivamente se essere tenuto in vita dalle apparecchiature mediche in caso di grave malattia; e' con convinzione che siamo contro l'accanimento terapeutico - ha ribadito Cutrufo - ma solo di fronte a una scelta ponderata e personale, mancando la quale riteniamo che il medico debba fare tutto quello che e' in suo potere per salvare la vita del malato. Chiediamo invece l'intervento della commissione Vigilanza Rai, se corrisponde al vero che il programma di Minoli sulla televisione di cosiddetto servizio pubblico 'la storia siamo noi', proporra' lunedi' prossimo il filmato di un'eutanasia, in versione peraltro integrale, e cioe' fino alla morte del paziente. La sofferenza e la morte non sono uno spettacolo - ha concluso il senatore democristiano. Chi ne ha l'autorita' intervenga".
Intangibilita' della vita e necessita' di instaurare una effettiva e fattiva "alleanza terapeutica" tra sanitari da un lato e malati con i loro familiari dall'altro. E' la linea della "Associazione Bioetica & Persona" e "Associazione Medici Cattolici Italiani", (AMCI), di Torino, ribadita oggi in riferimento ai "significativi casi su cui riflettere", riportati in questi giorni dalla cronaca. Per l'Amci occorre evitare "ogni forma sia di abbandono che di accanimento terapeutico". "In tal modo si previene e si demotiva - e' convinzione dell'Amci - la drammatica richiesta di eutanasia, inaccettabile per le devastanti conseguenze in primis sulla persona, poi sulla scienza medica ed, infine, anche sulla societa'".
Per l'Associazione Medici Cattolici Italiani, "l'indisponibilita' della vita umana deriva non solo da principi di fede, ma anche dall'inviolabilita' dei diritti fondamentali dell'uomo".
"Nel programma di governo dell'Unione di centrosinistra c'e' un impegno preciso sul tema del testamento biologico e dunque allo stato attuale il Parlamento potrebbe procedere ad esaminare ed approvare una legge su questa delicata materia. I Socialisti ritengono che un confronto in Parlamento sia necessario, come ha sottolineato anche il Presidente della Repubblica". Lo scrive in una nota Nicola Zoller, segretario regionale Sdi.
"Sappiamo bene - afferma Zoller - che un conto e' l'eutanasia e un conto il testamento biologico, ma e' pur vero che attraverso un allargamento del consenso informato si potrebbero affrontare alcuni dei casi estremi, come quello di Welby che ha suscitato profonda emozione in tutti. Comunque - prosegue - non si vede proprio in quale modo sia possibile, come sostengono esponenti del centrodestra ma anche della Margherita, mettere paletti o censure ad un libero confronto parlamentare nel quale ciascuno possa esprimere le proprie convinzioni su tutti i temi che investono questa questione. Che l'eutanasia sia un problema ad alta sensibilita' etica, che tocca e divide credenti e non credenti - conclude l' esponete socialista -, impone che si affronti un dibattito senza avanzare pregiudiziali ideologiche e religiose che ci porterebbero facilmente in un vicolo cieco".
"Parole misurate, tono problematico e garbo istituzionale, ma la sostanza e' pesante come pietre". Famiglia Cristiana commenta cosi' "l'appello del Presidente della Repubblica alle Camere perche' esaminino il problema di chi invoca la morte come liberazione a una vita 'non piu' degna' e non piu' voluta". Ricordando che "sullo sfondo c'e' la vicenda umana di Giorgio Welby, un uomo malato di distrofia muscolare senza speranza di guarigione", il settimanale dei Paolini aggiunge: "proviamo una intensa pena interiore per le sofferenze di quest'uomo, ma ci sembra che la solidarieta' verso chi soffre debba escogitare soluzioni di aiuto alla vita, e non ipotesi espulsive sui sentieri della morte".
Secondo Famiglia Cristiana, "va insinuandosi nelle riflessioni sui dintorni della morte un concetto volontaristico di padronanza, di disponibilita', di 'libitum' che si mischia al mito della totale soggettivita' dell'etica e vorrebbe blindare i confini nella impenetrabile riserva dell'autoderminazione". Ma "non e' cosi' che l'etica del diritto fondata sulla grande e irrinunciabile parola del 'non uccidere' intende la vita, la nostra vita intrecciata nella relazione dell'appartenenza reciproca, gli uni per gli altri, gli uni accanto agli altri: l'eutanasia - conclude la nota - e' in realta' la disoperazione della disappartenenza".
"Non si puo' imporre a una persona di continuare a vivere e tanto meno si possono emanare leggi che la costringono alla sopravvivenza contro la sua volonta'. La strada giusta e' quella seguita dal Senato". Giovanni Berlinguer, medico, deputato al parlamento europeo nella lista dell'Ulivo e membro della commissione Ue per la Sanita', e' chiaro: "L'eutanasia e' da escludere, perche' si creerebbe un circuito di integralismi e manovre strumentali". Meglio, dunque, seguire la via del cosiddetto 'testamento biologico', anzi delle 'direttive anticipate del trattamento', come ci tiene a sottolineare Berlinguer.
"Si tratta della dichiarazione- continua il deputato Ue- di una persona che pensa che nel futuro non potra' esprimere la propria volonta'" e quindi la sottoscrive in un documento. Non e' un'alternativa all'eutanasia. Anzi, spiega Berlinguer, "va ribadito con chiarezza che nonostante la vita sia sacra bisogna riconoscere a ogni persona il diritto alle cure, ma anche alla cessazione delle cure". "E' il soggetto che decide" dice. Ma la Chiesa non la pensa cosi'. "Purtroppo- spiega il deputato Ue- la
Chiesa continua a dire che la vita non appartiene alle persone, ma a Dio e cerca di influire sulle decisioni dei cittadini e anche del parlamento, cercando di imporre norme vicine alle sue idee. E' un vero e proprio abuso nei confronti della laicita' dello Stato".
Ma com'e' la situazione negli altri Paesi Ue ed extra Ue? "Molti hanno deciso di aprire la strada alle direttive anticipate del trattamento- dice Berlinguer-. In Italia siamo ancora indietro. Ma vedo con interesse che in Senato si sta discutendo una proposta che va in questa direzione. E sono molto fiero del fatto che tra i firmatari del disegno di legge presentato al Senato ci sia anche Ignazio Roberto Marino, che stimo moltissimo sia come medico che come politico". Berlinguer ammette di essere rimasto molto colpito da un fatto accaduto a New York: "Qualche anno fa, all'aeroporto, insieme alla vendita di vari prodotti, cd, etc..., ho visto un intero scaffale che forniva i moduli e le procedure per il cosiddetto 'testamento biologico'. E lo stesso avviene in molti altri Paesi". Per l'Italia si tratta di aspettare, "almeno cinque anni" prima che si arrivi a una legge.
"Nell'Unione Europa non ci sono normative in merito- spiega Berlinguer- credo che bisognera' andare gradualmente, perche' ci sono culture molto diverse. Ed eviterei di metter mano a un provvedimento in questa fase, aspetterei almeno un decennio". Ma un'indicazione sulla strada da seguire c'e' e sta scritta, nero su bianco, nella Convenzione europea di Oviedo, che rappresenta una vera e propria carta della bioetica europea. Promossa dal Consiglio d'Europa e sottoscritta nel 1997, la Convenzione e' stata ratificata anche dall'Italia. "In questo documento- dice il deputato Ue- si dichiara che i medici devono tener conto delle volonta' anticipate espresse dai malati. Purtroppo, pero', questo aspetto della Convenzione non e' mai stato applicato in Italia".
E poi succede che ci si imbatta in quei famosi 'viaggi della speranza'. "Di questi casi ce ne sono molti determinati dalla nostra legislazione- ammette sconsolato Berlinguer- il piu' clamoroso e' quello dei voli charter prima della legge sull'aborto, quando le donne andavano ad abortire in Inghilterra. E poi ci sono i viaggi all'estero per la procreazione assistita. In questo campo, la nostra e' veramente una legge infame. Non escludo che ci siano viaggi della speranza anche per l'eutanasia".
Il problema, secondo Berlinguer, e' che in Italia si discute solo di eutanasia, cioe' "dei problemi finali, che in realta' arrivano da una lunghissima serie di errori e di egoismi". Mentre, bisognerebbe parlare di prevenzione. "Prima di tutto ci sono troppe persone che muoiono precocemente- spiega il medico Berlinguer- per malattie che avrebbero potuto essere curate in tempo o meglio. Poi c'e' la possibilita' che ai malati vengano offerte cure palliative. E c'e' la questione del dolore: tra i medici non c'e' abbastanza la sensazione che il dolore va alleviato. Nella legge, solo recentemente, per iniziativa di Veronesi, quand'era ministro, si e' aperta la strada agli oppiacei. Purtroppo in Italia, ancora si pensa che la somministrazione di oppiacei porti alla tossicodipendenza". Non ultimo c'e' il problema solitudine.
"Tutte questioni che vanno affrontate- conclude Berlinguer- perche' bisogna cercare di capire quello che bisogna fare prima che una persona decida di lasciarsi morire. E, invece, qui sembra che sia in gioco solo il problema eutanasia".
"A seguito delle affermazioni del sottosegretario alla Giustizia, Luigi Manconi, rilasciate nel corso della trasmissione 'Omnibus', e cioe' che in Italia sarebbe largamente praticata l'eutanasia presso gli ospedali e le cliniche, ho presentato un'interrogazione al ministro della Salute per conoscere come, quando e dove risultino al Governo essere avvenute soppressioni di pazienti con medici o infermieri che pongono fine volontariamente alla loro vita". Lo dichiara Carlo Giovanardi, componenete dell'Ufficio Politico dell'Udc.
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