Domenica 7 giugno 2026
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Vaticano. Chiesa Cattolica contro quella Anglicana sull'eutanasia per i neonati gravemente malati

EUROPA - VATICANO
Notizia ·
"La posizione della Chiesa non varia, la vita non appartiene all'uomo ma al Signore. Non si può togliere la vita, con qualsiasi mezzo diretto o indiretto, a un essere innocente. L'eutanasia non è mai ammessa. E questo vale per i malati terminali e anche per i bambini, anche che nascono con gravi handicap". E' la ferma posizione espressa dal cardinale Javier Lozano Barragan, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, che ad Apcom spiega che "in nessuna condizione è ammessa l'eutanasia". Dura reazione, dunque, a quanto espresso ieri dalla Chiesa anglicana che, invece, si è detta favorevole a porre fine alla vita dei bambini malati gravi.
"La Chiesa non impone ma propone la sua dottrina -spiega il 'ministro della salute' vaticano- e la dignita della persona umana si basa su un principio numero uno, che è la vita e noi la vita la difendiamo dall'inizio fino al suo termine naturale".
"L'eutanasia è qualcosa di riprorevole e la Chiesa da sempre mantiene ferma questa convinzione. La nostra posizione non cambia. L'eutanasia è un'azione o omissione diretta ad estingere una vita e questo non lo ammettiamo".
E la madre che 'stacca la spina' al proprio figlio, nato gravemente malformato, commette peccato? "Soltanto il Signore giudica -ribatte il porporato- noi non ci intromettiamo nelle questioni interne e personali. Ognuno ha la sua coscienza e segue i propri principi. Noi diciamo che i nostri principi sono sì alla vita e no all'eutanasia in nessun caso".
Sulla questione dell'accanimento terapetico, il ministro della salute vaticano afferma di essere d'accordo. "Quello che non è consigliato è l'accanimento terapeutico che consiste nell'uso di strumenti o medicine sproporzionati o inutili davanti a una imminente morte e che non fanno altro che prolungare l'agonia. Su questo - conclude - siamo d'accordo che l'accanimento terapeutico non si debba usare".

ALTRI COMMENTI

"Nessuno puo' arbitrariamente decidere quale vita possa e debba essere vissuta". Questo il commento di Patrizia Paoletti Tangheroni deputata di Forza Italia, relativamente alla notizia pubblicata dai maggiori quotidiani nazionali, secondo cui la Chiesa anglicana, nella persona del vescovo di Southwark ,avrebbe ammesso che 'esistono dei casi in cui il diritto alla vita, per un neonato prematuro, con gravissime malformazioni, puo' essere superato dalla compassione cristiana'.
"Una cosa e' l'accanimento terapeutico che consiste nell'uso di strumenti o medicine sproporzionati o inutili davanti a un'imminente morte e che non fanno altro che prolungare l'agonia, altra cosa e' autorizzare l'uccisione di un essere umano innocente, feto o embrione che sia, bambino o adulto, vecchio, ammalato incurabile o agonizzante".
Come affermato dal Consiglio d'Europa, "e' necessario ribadire come assolutamente esiziale potrebbe risultare aprire una porta che ci condurrebbe in un futuro quanto mai prossimo all'eugenetica nazista, l'eutanasia non e' mai ammissibile. Questo vale per qualunque essere umano, sia esso un malato terminale, o un bambino affetto da gravi malformazioni".

"No all'eutanasia per i neonati prematuri e no al loro abbandono". Cosi' Paola Binetti, senatrice della Margherita, commenta il parere inviato dalla chiesa anglicana alla commissione scientifica inglese indipendente che sta valutando l'eticita' di rianimare e curare neonati nati con gestazioni troppo brevi (circa 24-26 settimane) e gravemente sottopeso (dai 500 grammi ad un chilo). "Questa situazione- continua Binetti- pone l'accento sulla sfida piu' difficile su cui il tema del testamento biologico, e della sua pericolosa deriva dell'eutanasia, si deve confrontare".
Per l'esponente cattolica, il parere della chiesa anglicana e' sbagliato: "Oggi va assicurato ogni supporto della scienza e della tecnica per questi bambini- spiega- certamente l'eutanasia 'attiva' non e' la soluzione per questi bambini".

"L'eutanasia nell'Islam è assolutamente proibita. Su questo ci schieriamo con la Chiesa cattolica e non con la Chiesa anglicana". E' conciso ma perentorio il giudizio di Mario Scialoja, Presidente della Lega Musulmana Mondiale in Italia, sul dibattito sull'eutanasia in caso di bambini nati prematuri con gravi malformazioni, che vede contrapposte le posizioni della Chiesa Anglicana e del Vaticano
"La vita - scandisce Scialoja ad Apcom - la dà solo Dio e solo Dio la toglie. È questo - conclude - il pensiero della bioetica islamica che conosco piuttosto bene".

La decisione della chiesa anglicana di dire sì all'eutanasia ai bambini nati con gravi malformazioni "mi fa pensare a quello che avveniva a Sparta, quando i bambini venivano lasciati morire su una collina". Il rabbino Capo della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Di Segni, condanna inequivocabilmente l'eutanasia, appoggiando dunque la tesi del Vaticano. "Non è affato lecito sopprimere un neonato - scandisce Di Segni ad Apcom - non mi risulta alcuna possibilità nella tradizione ebraica di consentire la soppressione di un essere vivente, per quanto le proprie condizioni siano gravi".
Per Di Segni, primario al reparto di Radiologia dell'Ospedale San Giovanni di Roma, "la decisione di uccidere un bambino, per quanto si tratti di una problematica estermamente penosa e con prospettive angoscianti - prosegue - mi fa pensare a quello che facevano ai bambini a Sparta". "La veste di medico mi dà una maggiore conoscenza del problema - conclude Di Segni - e su questa materia bisogna attivarsi piuttosto nella prevenzione e nella diagnosi prenatale".

'Nel leggere l'articolo del 'Corriere della Sera' sui neonati prematuri con gravi handicap e su cosa ne pensi in proposito la Chiesa anglicana, non sfugge il riferimento al documento approvato dai pediatri e dalla Commissione bioetica della Toscana: nient'altro che un irresponsabile scimmiottamento dell'eugenetica inglese'. Lo dichiara il capogruppo Udc alla Camera, Luca Volonte'.
'Negare, come si legge nel documento, le cure intensive ai nati dopo 22 o 23 settimane di gestazione, spacciandole per accanimento terapeutico, e' un modo, subdolo e vietato dalla legge, di introdurre nel paese, e ancor peggio nelle coscienze degli italiani, l'opinione che l'eutanasia -conclude- sia una soluzione praticabile e legale'.

"Si tratta di assurde e inumane richieste. L'Udeur e' del tutto contrario all'eutanasia". Ad affermarlo e' Dante D'Elpidio, capogruppo dei Popolari Udeur in commissione Bilancio, commentando l'apertura della chiesa anglicana alla possibilita' dell'eutanasia passiva, se si tratta di neonati con gravissimi e irrimediabili handicap.
"Solo alcuni giorni fa, l'associazione dei ginecologi inglesi, ha proposto l'eutanasia- spiega D'Elpidio- in qualche caso persino attiva, per i bambini che vengano alla luce con devastanti invalidita'". Sono "davvero sorpreso della posizione della chiesa anglicana- continua il parlamentare dell'Udeur- chi, come me, opera da anni nel mondo del volontariato, a stretto contatto con la grande realta' della disabilita', non puo' far altro che condannare fermamente tali assurde e inumane richieste".
D'Elpidio fa notare come molte persone con gravi malattie abbiano, "una straordinaria voglia di vivere e si dimostrino eccellenti maestri di vita- prosegue il parlamentare dei Popolari- facendoci capire quali sono le cose che veramente contano nella nostra esistenza. Questo ci insegna- conclude- che vale la pena vivere, sempre, fino all'ultimo momento naturale".

 'La presa di posizione della chiesa anglicana in favore dell'eutanasia praticata su neonati malati e disabili e' riprovevole e rappresenta una chiara sconfessione del principio alla base della dignita' di ogni persona e cioe' la difesa della vita'. Lo afferma il capogruppo di Forza Italia alla commissione Affari sociali della Camera, Domenico Di Virgilio.
'La vita - commenta Di Virgilio in una nota - e' un bene prezioso e non va tolto a nessuno, meno che mai ad un essere innocente ed indifeso come un neonato. Il punto - prosegue - e' che la vita deve essere salvaguardata sempre e comunque, senza alcuna discriminazione sulla qualita', perch, ogni persona, anche se malata, ha il diritto di vivere'. Una proposta del genere, conclude l'esponente di Fi, 'oltre che aberrante, rappresenta un ritorno alla 'rupe tarpea' e quindi al volersi disfare di esseri umani che non rispondono ai requisiti dettati da menti condizionate e non lucide, prive di una minima sensibilita' umana, che si celano dietro un presunto atto compassionevole'.

 "Un bambino che può avere degli handicap gravi può essere soppresso? No, è abominevole, non è accettabile dal medico, si tratta di un omicidio. Altrimenti, il nostro mestiere sarebbe una strage degli innocenti". È duro il commento del professor Costantino Romagnoli, primario del reparto di Neonatologia e responsabile della divisione Terapia Intensiva Nenonatale del Policlino Agostino Gemelli, sulla posizione della Chiesa anglicana di ammettere l'eutanasia in casi di bambini nati prematuri con danni neurologici.
"In virtù di cosa - argomenta il professor Romagoni con Apcom - posso io decidere se l'handicap di quel bambino sarà degna di essere vissuta o no. Il medico - prosegue Romagnoli - non si deve mai sostituire alla decisione dell'individuo, e visto che il bambino non può decidere, non può essere il genitore a sostituirsi a lui".
Per Romagnoli, insomma, non ci sono situazioni particolari che ammettano l'eutanasia. "Non approvo la posizione della Chiesa anglicana perché sennò chiudo il reparto e vado via - ammonisce - se ho una macchina che si rompe, cerco di aggiustarla, cerco di cambiare il motore, non butto via la macchina". In tal senso, per Romagnoli, non bisogna "mai decidere una sospensione di cura in funzione dell'handicap e mai sopprimere una vita, anche se il bambino nasce con handicap".
Un altro conto è invece "accompagnare la morte. E questo può avvenire quando il paziente è sulla soglia della sua morte, sta sofferendo, e io medico cerco di addolcirgli la morte, ma già è sull'orlo della morte". "Ma questo non è eutanasia - conclude il medico - e nel nostro lavoro cerchiamo sempre di dire fin dall'inizio quali sono i bambini che non ce la fanno".

 'Nel momento in cui si mette in discussione il principio, tutto cio' che su di esso si basa crolla miseramente. Sopprimere i neonati venuti alla luce troppo presto e segnati per questo da profondi handicap significa cedere alla logica di sempre, quella del forte che sopprime il debole'. Cosi' mons. Vinicio Albanesi, sul portale Inail dedicato alla disabilita', commenta la posizione del vescovo anglicano Tom Butler che si e' mostrato possibilista sull'eutanasia a bimbi prematuri gravemente malformati.
'Tanto piu' - aggiunge Albanesi - quando questo e' giustificato, come in questo caso, non solo da una presunta 'compassione', ma anche da motivazioni piu' strettamente economiche, dovute alle gestione e alla razionalizzazione delle spese sanitarie. E' il trionfo dell'efficientismo, di un efficientismo che non si cura della singola persona, ma ragiona solo globalmente'.

LA CHIESA ANGLICANA SMENTISCE?
 "Non sono stato coinvolto nella stesura della relazione": taglia corto l'arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, capo degli anglicani che ad Apcom afferma che la posizione della Chiesa anglicana sull'eutanasia riflette la posizione del singolo vescovo e non la sua.
La relazione 'incriminata' è quella del Vescovo di Southwark, il reverendo Tom Butler, in base alla quale la Chiesa anglicana ammette che esistono delle circostanze per consentire l'eutanasia, particolarmente in caso di bambini nati prematuri con gravi malformazioni.
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