Domenica 7 giugno 2026
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Vaticano. Congresso "Scienza e fede nel terzo millennio. L'identita' dell'embrione"

EUROPA - VATICANO
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'Se dall'inizio, dal concepimento, l'embrione e' persona, non possiamo non trarne le conseguenze e trattarlo come tale'. Cosi' Rafael Pascual, decano di filosofia all'ateneo Regina Apostolorum, a proposito del congresso 'Scienza e fede nel terzo millennio-L'identita' dell'embrione' che si svolgera' dal 15 al 17 novembre nell'ambito del Progetto Stoq curato da sei universita' pontificie coordinate dal Pontificio consiglio per la cultura.
Giuseppe Noia, docente di medicina dell'eta' prenatale alla Cattolica, ha denunciato una 'schizofrenia culturale per cui si propone, ed e' una cosa buona, una moratoria mondiale sulla pena di morte contro gente magari oggettivamente colpevole, e non pensiamo a una moratoria sui 53milioni di aborti nel mondo'.
Mons. Gianfranco Ravasi, neopresidente del Pontificio consiglio per la cultura, ha risposto affermativamente a chi gli chiedeva se non sia necessario che i cattolici usino anche la 'comunicazione emozionale' per sensibilizzare sui temi etici, come sembra fare chi accusa la chiesa di voler negare le cure alle persone, per la sua intransigenza sulle staminali. 'C'e' la necessita' per la Chiesa di poter ricorrere alla dimensione emozionale, e magari di imparare a usare un lessico molto ristretto' come quello del linguaggio comune, per elaborare concetti complessi.
Noia ha anche posto il problema della incidenza sulla salute delle donne degli aborti, sia spontanei che provocati. 'Da studi fatti non da cattolici, ma da una letteratura laica onesta si ricava che per le donne che abortiscono c'e' un rischio di depressione quattro volte superiore negli anni successivi, e anche il tasso di suicidi e' piu' alto'.
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