Venerdì 5 giugno 2026
Menu

Il Vaticano contro Obama: no alla ricerca con le staminali embrionali

EUROPA - VATICANO
Notizia ·
Ieri mattina il Presidente del Pontificio consiglio per la salute, il cardinale Javier Lozano Barragan, ha confermato la posizione ormai consolidata della Chiesa contraria alla ricerca sulle cellule staminali embrionali e favorevole invece all'utilizzo delle cellule staminali adulte. Il cardinale ha toccato l'argomento rispondendo a una domanda sulla scelta del nuovo presidente degli Stati Uniti di finanziare con fondi federali la ricerca sulle staminali embrionali.  Il porporato, che presentava la conferenza internazionale 'La pastorale nella cura dei bambini malati' che si svolgera' in Vaticano dal 13 al 15 novembre, non ha pero' polemizzato direttamente con il presidente Obama "ne' dargli consigli" e ha voluto solo ribadire la posizione del Vaticano. Le staminali embrionali, ha detto il cardinale, 'non servono a nulla e finora non c' e' mai stata una guarigione'. In particolare invece il cardinale ha sottolineato il favore della Chiesa alle cellule staminali adulte tratte dal cordone ombelicale.  Obama, come del resto l'avversario repubblicano John McCain, aveva fatto della ricerca sulle staminali embrionali uno dei punti del suo programma elettorale approvato dagli elettori Usa.

PD COMBATTUTTO FRA LAICITA' E CLERICALISMO - Un punto di riferimento per il Pd che pero' ora rischia di infrangersi sullo scoglio scivolosissimo dei temi eticamente sensibili. Barack Obama annuncia l'intenzione di eliminare alcune decisioni assunte dall'amministrazione Bush, tra cui elenca anche le restrizioni sull'utilizzo in ricerca delle cellule staminali e subito il Vaticano insorge. E nei democratici italiani arrivano i primi distinguo, soprattutto nell'area ex popolare gia' in fibrillazione dopo il dibattito che si e' aperto sulle possibili alleanze di nuovo conio: "Obama non e' mica il nostro segretario", osserva la bindiana Margherita Miotto. Le future scelte del nuovo presidente americano, quindi, fanno prendere le prime distanze nell'area cattolica del Pd: "E' vero che siamo in piena globalizzazione, ma le decisioni prese dall'amministrazione americana in merito ai problemi etici non devono trasferirsi automaticamente in Italia", osserva il teodem Enzo Carra. Tranquillizza invece Pierluigi Castagnetti, ex segretario dei Popolari: "Cattolici tranquilli, Obama non e' mica Zapatero". "Io credo che Obama si limitera' ad abrogare alcune leggi che erano state approvate strumentalmente dall'amministrazione Bush, ma non credo che adottera' una strategia zapateriana, e dunque credo che i cattolici non debbano preoccuparsi", spiega Castagnetti che osserva: "Del resto lui ha avuto un sostegno molto importante dai cattolici americani e penso che al di la' delle sue convinzioni personali terra' conto anche di questo". La teodem Emanuela Baio attende "fiduciosa" e con "cautela" le prime mosse di Obama alla Casa Bianca: "Credo che serva molta chiarezza  la vittoria di Obama rappresenta una grande scelta di cambiamento per l'America e per il mondo e una persona cattolica e credente in politica guarda alle grandi trasformazioni". Detto questo, per Baio "cio' non significa che tutto quello che Obama decidera' sara' condivisibile". Ad esempio, sui "temi dirimenti in Italia come negli Usa, come l'aborto, la ricerca sulle staminali, la fine della vita e la famiglia, serve molta cautela". Ad ora, precisa Baio, "io non esprimo ne' apprezzamento ne' diniego, aspetto di conoscere le sue scelte e mi auguro che saranno rispettati tutti i credenti che lo hanno votato. Il voto cattolico mi auguro influenzera' positivamente le scelte di Obama". Piu' netta la Miotto: "Quello di Obama non e' mica il nostro programma. E' chiaro che tra lui e Bush preferiamo Obama, ma cio' non vuol dire che dobbiamo condividere le sue scelte, non e' mica il nostro segretario". E Carra chiosa: "Non e' il nostro capo, nessuno ha pensato di eleggerlo presidente del Pd". E se c'e' distanza sui temi etici, "su tanti altri, come la guerra e i problemi sociali, siamo d'accordo".   
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →