Venerdì 5 giugno 2026
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Vaticano: la fecondazione assistita implica pratica nazista dell'eugenetica

EUROPA - VATICANO
Notizia ·
Duro attacco dell'Osservatore Romano alla tecnica della fecondazione artificiale: in un articolo pubblicato ieri sul quotidiano della Santa Sede, che parte dalla recente istruzione sulla bioetica della Congregazione per la Dottrina della Fede 'Dignitas Personae', il teologo morale Maurizio Faggioni analizza quella che chiama la 'vena eugenetica della fecondazione in vitro'.
'Uno degli aspetti piu' tristi e paradossali delle tecniche di fecondazione in vitro - si legge nell'articolo - e' la perdita di embrioni che le accompagna. Sembra, infatti, che la vita donata ad alcune creature debba quasi necessariamente passare attraverso la perdita volontaria o, almeno, prevista di tante altre'.
Faggioni spiega che 'le percentuali di successo delle diverse tecniche di fecondazione in vitro sono migliorate, ma si aggirano sempre intorno a circa il 30 per cento dei tentativi, con differenze - anche piuttosto significative - in base al tipo di tecnica adottata e all'eta' della donna'.
'Nessuna persona di buon senso, nessun medico di buona coscienza, nessuna legislazione civile - commenta - permetterebbero che si praticassero ordinariamente interventi medici o chirurgici che comportassero - anche quando eseguiti ai massimi livelli di efficienza e di sicurezza - la perdita dell'80 per cento dei soggetti coinvolti'.
Il teologo precisa che la Chiesa, in se', non e' contraria alle tecniche di fecondazione artificiale, perche' esse 'non comporterebbero distruzione volontaria di embrioni'. 'Ma pare insito nella logica tecnologica ed efficientistica che presiede a queste tecniche eliminare gli embrioni sia prima sia dopo l'impianto, se la loro sussistenza puo' essere per qualche ragione non desiderabile ai fini della riuscita ottimale del processo'.
La 'vena eugenetica che percorre l'applicazione delle tecniche di fecondazione artificiale' conclude l'Osservatore Romano, 'si esprime, appunto, con la selezione degli embrioni nella fase del reimpianto' e con 'la distruzione diretta degli embrioni per qualche ragione indesiderati, non di rado avviandoli a fini strumentali o praticando l'aborto selettivo o 'riduzione embrionale' in caso di gravidanza multipla'.

Lettera dell'autore:
Nel numero 13 del 2009 dell'Archvio ADUC il mio intervento sull'Osservatore Romano è stato riassunto correttamente nel testo, ma viene collocato in una prospettiva inaccettabile dal titolo che parla di "eugenetica nazista". Il titolo propone al lettore una prospettiva distorta e pregiudiziale. Nell'articolo questa espressione non c'è e si parla solo di "eugenetica". Io, fra l'altro, quando dico eugenetica, in quanto medico e bioeticista, penso più a Galton che a Hitler, ma forse ADUC conosce i miei reconditi pensieri più di me.
Spero che nei prossimi congressi a cui parteciperò non sia subito individuato come quello che accusa la fecondazione in vitro di essere una pratica nazista.
Saluti.
Maurizio Faggioni

Replica della redazione:
Lei vuole dirci che l'Osservatore Romano (un quotidiano che interviene sovente e pesantemente in dibattiti politici italiani, e non una rivista scientifica per medici o bioeticisti), nel parlare ad ogni pie' sospinto di eugenetica in riferimento a chi lotta per il diritto all'aborto, all'eutanasia, alla liberta' di ricerca e alla fecondazione artificiale, non intende in alcun modo rievocare il nazismo, ma solo Sir Galton? Se e' cosi', ci scusiamo con Lei e soprattutto con i lettori.
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