Vaticano/Italia. Rivera critica Vaticano su funerali Welby. Oss. Romano, e' un terrorista; e i sindacati, stupido
E' bufera sul concerto del primo maggio a Roma. Le provocazioni del presentatore Andrea Rivera contro la chiesa, dal palco di piazza San Giovanni, scatenano le reazioni del mondo politico. E provocano la dura replica dell'Osservatore romano, che senza mezzi termini accomuna le parole pronunciate al concertone per la festa del lavoro al 'terrorismo'. Secca la presa di posizione dell'organo della Santa sede che punta il dito contro Rivera, colpevole di 'alimentare furori ciechi e irrazionali' ed e' 'vile e terroristico lanciare sassi questa volta addirittura contro il Papa, sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile'. Viale Mazzini respinge ogni critica: 'La Rai e in particolare Raitre non ha alcuna responsabilita' su quanto accaduto ieri', perche' non partecipa ne' alla contrattualizzazione degli artisti ne' alla scaletta o ai testi del concerto.
Dal Portogallo il presidente del Consiglio, Romano Prodi, stigmatizza le espressioni usate dal palco di piazza San Giovanni e chiede di usare serenita' e buonsenso. Sono mesi, ricorda il premier, che i toni si stanno alzando e il paese invece ha bisogno di serenita'. Quanto alle parole pronunciate a piazza San Giovanni il presidente del Consiglio lancia un appello al senso di responsabilita'. Ci sono sempre gli scriteriati, persone che usano un linguaggio sopra le righe, ma chi ha piu' buonsenso lo usi.
L'opposizione cavalca la protesta contro il presentatore del concertone. Il presidente di Alleanza nazionale Gianfranco Fini dice 'no' al 'becero anticlericalismo'. Forza Italia chiede che il governo riferisca in aula alla Camera 'sui gravissimi attacchi alla chiesa'. E Alleanza nazionale si associa alla richiesta degli azzurri.
Il coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi esprime 'preoccupazione' e 'disgusto per il degrado politico, civile e culturale che sommerge il Paese". Imbarazzo anche nella maggioranza.
'Di Rivera mi piaceva quello che giocava con il numero 10', taglia corto il ministro della Giustizia, Clemente Mastella. E la Margherita con Renzo Lusetti 'prende le distanze' dalle parole del comico. Il conduttore della manifestazione si difende: 'I miei testi li ho proposti agli autori e sono stati approvati', e' la replica di Rivera alle accuse. Ma nei giorni delle minacce al presidente della Cei, Angelo Bagnasco, le frasi contestate pesano come macigni: "Il Papa dice di non credere nell'evoluzionismo, e c'ha ragione: la Chiesa in duemila anni -aveva detto Rivera- non si e' evoluta affatto". E ancora: "Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato il funerale a Welby, cosa che non ha fatto per Pinochet, per Franco e per uno della banda della Magliana".
Di fronte a queste parole anche l'Osservatore romano abbandona il fioretto per entrare duro: 'Anche questo e' terrorismo. E' terrorismo lanciare attacchi alla Chiesa. E' terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell'amore, l'amore per la vita e l'amore per l'uomo. E' vile e terroristico lanciare sassi questa volta addirittura contro il Papa, sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile. Ed usando argomenti risibili, manifestando la solita sconcertante ignoranza sui temi nei quali si pretende di intervenire pur facendo tutt'altro mestiere'. Per il quotidiano della Santa Sede, quello di Rivera e' stato un 'piccolo comizio nel quale ha mischiato varie cose e varie aggressioni verbali, dando vita ad un confuso e approssimativo discorso sull'evoluzionismo e sui temi della vita e della morte. Tutto questo di fronte a circa 400.000 persone e ad un piu' numeroso pubblico televisivo'. 'I sindacati ed altri partecipanti alla manifestazione si sono dissociati dalle parole del 'conduttore'. Eppure -prosegue l'Osservatore Romano- resta il fatto che questo personaggio, al quale purtroppo si e' costretti a concedere ora un'immeritata notorieta', da qualcuno e' stato scelto'.
'E chi l'ha scelto -avverte l'organo di stampa del Vaticano- non ha tenuto conto del momento che stiamo vivendo. Le parole del 'conduttore' forse sono solo espressione di una sconcertante superficialita'. Ma la loro pericolosita' non e' altrettanto superficiale'. Infatti, ricorda il quotidiano, 'sono di queste ore gli attacchi e le minacce, pesanti, rivolte al presidente della Cei, l'arcivescovo Angelo Bagnasco, cui e' arrivata l'apprezzata solidarieta' del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che si sta battendo con coraggio anche sul tema degli incidenti sul lavoro'.
In serata scende in campo con un'intervistas al Tg1 Padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa della Santa Sede. 'I commenti irrispettosi verso il Papa e la Chiesa durante il Concerto del 1 maggio sono stati evidentemente un atto irresponsabile. E' giusto dirlo, e bene hanno fatto i responsabili sindacali a dissociarsene. Allo stesso tempo - ha aggiunto padre Lombardi - come ci hanno ricordato autorevolmente in questi giorni sia il Presidente Giorgio Napolitano sia il Segretario di Stato Vaticano, Card. Tarcisio Bertone, e' bene che tutti ci diamo da fare per disinnescare le tensioni e per ricreare le condizioni per un dialogo sereno nella nostra societa'. In questo senso - ha concluso Lombardi - e' bene che quella che in realta' e' stata una evidente sciocchezza non diventi una tragedia, e non sia occasione per un riaccendersi di sproporzionati conflitti'.
'Sono di queste ore -insiste l'Osservatore romano- anche gli slogan nei cortei inneggianti ai terroristi, i messaggi che appaiono su internet, provenienti da 'br' in carcere, un'offensiva che cerca di trovare terreno fertile nell'odio anticlericale. Un odio purtroppo coscientemente alimentato da chi fa del laicismo la sua sola ragione d'essere, per convenienza politica'.
Secondo il quotidiano c'e' chi 'forza' i discorsi di Bagnasco 'per aprire una 'guerra' strisciante, una nuova stagione della tensione, dalla quale trae ispirazione chi cerca motivi per tornare ad impugnare le armi, per rivitalizzare organizzazioni che hanno perso su tutti i fronti, primo fra tutti quello della storia. Anacronismi. Come quella presenza sul palco a San Giovanni. Un residuato in mezzo a tanti giovani'.
Il centrodestra si schiera dalla parte del Vaticano, attaccando a testa bassa il concertone del primo maggio. "Ascoltando le parole pronunciate da Andrea Rivera dal palco della festa del 1 maggio e le dichiarazioni non meno gravi di alcuni parlamentari della maggioranza -avverte Bondi- viene un senso di preoccupazione e di disgusto per il degrado politico, civile e culturale che sommerge il Paese". Secco il commento di Fini: 'Non riesco a capire cosa c'entra il signor Rivera con la festa dei lavoratori. Non si puo' usare una festa come quella del 1 maggio ed un palco come quello per fare della becera propaganda anticlericale", scandisce il leader di An. L'Udc, con Luca Volonte', parla di 'parole volgari, offensive e arroganti' che 'squalificano' l'intero concertone.
"Ricordo al conduttore -sottolinea il capogruppo centrista a Montecitorio- che la Chiesa di San Francesco e' la stessa del vescovo Bagnasco, da giorni vittima di sconcertanti intimidazioni'. Volonte' indica poi nei radicali i 'mandanti' delle invettive del presentatore: 'Gli argomenti di Rivera -sottolinea- sono identici a quelli di Pannella". Pollice verso anche da Gianfranco Rotondi: 'Rivera con le sue irriverenti uscite contro il Santo Padre al concerto del 1 maggio ha ottenuto quello che voleva: farsi pubblicita'. C'e' riuscito benissimo ma il suo 'show' -sottolinea il segretario della Democrazia cristiana per le autonomie- e' francamente desolante. E' chiaro che non e' un fuoriclasse come il suo famosissimo omonimo'.
"Mi piaceva Rivera, quello che giocava con il numero 10, questo Rivera e' come tutte le cose in replica: sono inconcludenti, inefficaci e inespressive". E' il commento di Mastella alle affermazioni del presentatore del concerto del primo maggio.
"Bisogna stare molto attenti -avverte il leader dell'Udeur- perche' in quella piazza ci saremo il 12 maggio e mi auguro che non succeda nulla, parlero' anche con il mio collega, il ministro degli Interni, affinche' rafforzi la protezione per evitare che quella giornata possa scivolare lungo chine su cui e' giusto che non si vada'. 'Deve essere una giornata di grande serenita' -spiega il Guardasigilli parlando del family day- le cose dette ieri sono di una indecenza incredibile: ieri c'era la gioia del 1 maggio e andava festeggiata come tale, utilizzarla come una forma di falsa accademia politica da parte di chi politico non e' significa inventarsi cantanti o attore quando non lo si e'. Ogni stia al suo posto".
Alla domanda se l'Osservatore Romano' avesse ragione di parlare di 'terrorismo', Mastella ha risposto: "c'e' un terrorismo anche anche culturale che vedo in giro. Non e' soltanto una visione anticlericale -fa notare il segretario del Campanile- non e' un laicismo ad oltranza, relativista, assolutamente no, e' una forma di terrorismo culturale, e all'interno di questo humus possono scaturire tante cose che spero non vengano fuori". Il capogruppo di Italia dei valori alla Camera, Massimo Donadi, parla di 'episodio brutto e deplorevole' ma non un atto terroristico. Solo 'un tentativo, squallido e volgare, di ricavarsi un momento di celebrita', usando una platea ben piu' nobile e una ricorrenza di ben altro spessore'.
Netta la posizione della Margherita: "Prendiamo le distanze dalle affermazioni fatte dal conduttore Rivera nel corso del concerto del 1 maggio', sottolinea Lusetti. 'E' squallido -insiste- approfittare di un'occasione di aggregazione, musica e divertimento per infierire contro la chiesa, il Santo Padre e l'intero mondo cattolico".'Ma non vorrei -dice il responsabile informazione di Dl- che di un episodio del genere se ne faccia un caso politico. Rivera non rappresenta nessuno se non se stesso, non e' portavoce del pensiero di questo governo e non e' monitorato da nessuno. E' solo un comico che, dispiace per lui, non e' riuscito a far sorridere nessuno'.
Da Lusetti arriva anche la 'solidarieta' al Papa Benedetto XVI, a monsignor Bagnasco, a tutto il mondo ecclesiastico e a tutti quei cattolici che, come me, si sono sentiti offesi dagli insulti di Rivera'. Secca anche la presa di posizione del 'nuovo acquisto' della maggioranza, Marco Follini. "Il concerto di piazza S.
Giovanni mi sembra il percorso piu' breve che conduce dai banchi della maggioranza a quelli dell'opposizione. Naturalmente -scandisce il leader di Italia di mezzo- spero di sbagliarmi". Pesa le parole il responsabile editoria e informazione dei Ds, Roberto Cuillo. I comici possono sbagliare, ma non sparano. Esagerata quindi l'accusa di terrorismo.
"Di fronte alle polemiche sul concerto del primo maggio -dice Cuillo- ritengo utile per il Paese che ci sia un passo indietro da parte di tutti. Accusare un comico di terrorismo appare eccessivo. I comici possono sbagliare, ma non sparano. Ma gettare benzina sul fuoco, come sta facendo la destra in queste ore e' ancora piu' grave.
In questo paese esiste il diritto alla liberta' di espressione e il dovere di rispettare le diverse sensibilita' etiche e religiose.
Questi diritti e questi doveri sono valori e a'patrimonio comune di tutti gli italiani, laici, cattolici o di altre religioni'.
'Centrodestra e centrosinistra hanno il dovere di difenderli insieme -sottolinea Cuillo- nello spirito indicato nell'appello di Prodi alla serenita' e al buonsenso'. Si spinge piu' in la' il leader dello Sdi, Enrico Boselli, che non se la prende con Rivara, ma con l'Osservatore romano.
"Evocare il terrorismo a sproposito per le critiche fatte dal presentatore Andrea Rivera al Papa -sottolinea- significa solo aprire una vera e propria caccia alle streghe invocando di fatto la censura".
"Si puo' essere d'accordo o meno con quanto ha detto Rivera, e per quanto ci riguarda in gran parte lo siamo, ma non si puo' confondere la critica pur aspra che si muove sul terreno delle idee -avverte l'esponente della Rosa nel pugno- con gli atti di intimidazione e di violenza che sono propri del terrorismo'. 'Se ci muovessimo con questo metro assurdo -insiste Boselli- le condanne delle gerarchie ecclesiastiche nei confronti delle coppie di fatto potrebbero essere considerate corresponsabili delle intimidazioni e delle violenze nei confronti degli omosessuali. E' meglio che tutti tornino al senso delle proporzioni se si vuole che ci sia un dibattito sereno'.
Contro Rivera e' un vero e proprio coro di critiche. Il centrista Maurizio Ronconi parla di 'laicismo d'accatto' che contagia il concerto del primo maggio ed e' 'inqualificabile ed ingiustificabile che un concerto organizzato dalla federazione sindacale scada in un anticlericalismo offensivo per tutti i cattolici". Sullo stesso tono le critiche del presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione: "Qualcuno a sinistra al concerto del primo maggio non sente il bisogno di esprimere solidarieta' a monsignor Bagnasco, oggetto di inqualificabili attacchi alla liberta' di espressione dei cristiani. Qualcuno non ha nemmeno la prudenza e la dignita' di tacere. Da piazza S.Giovanni si elevano parole di sarcasmo e di incitamento all'odio. Questa e' una mancanza di rispetto a tutti i lavoratori cristiani ed a tutti gli uomini che amano il dialogo e la liberta'', attacca il presidente dell'Udc.
"Chiediamo agli organizzatori della manifestazione ed ai sindacati che la hanno organizzata se questo e' il modo in cui pensano di dare seguito alle parole inequivocabili del capo dello Stato e se questo e' il modo in cui pensano di dare il loro contributo ad isolare i violenti". Critica Rivera anche Giorgio Lainati, capogruppo di Forza Italia in Vigilanza Rai: "Per confermare che quest'anno il concerto del 1 maggio da piazza S.Giovanni a Roma e' piu' che mai un gigantesco spot a favore della sinistra, uno dei conduttori, Andrea Rivera, non ha trovato di meglio da fare che esordire con un attacco gratuito e privo di senso a Papa Benedetto XVI e alla Chiesa cattolica. Il tutto e' avvenuto naturalmente dagli schermi del servizio pubblico radiotelevisivo, quello pagato da milioni di abbonati'.
E Domenico Di Virgilio, capogruppo azzurro in commissione Affari sociali della Camera si scaglia contro le espressioni di 'gravita' inaudita'. 'Non possiamo che criticare con forza il comizio del conduttore -afferma- che dovrebbe scusarsi per la sua arroganza e per la sua ignoranza verso il mondo cattolico che evidentemente non conosce per nulla'. 'Le parole del signor Rivera rischiano di alimentare l'odio verso la Chiesa ed i suoi massimi rappresentanti con conseguenze pericolose per la stessa tenuta democratica', avverte Di Virgilio.
Anche la Cisl si dissocia dalle parole Rivera, giudicandole "inopportune " ed esprime solidarieta' a Papa Benedetto XVI, al mondo ecclesiastico e a tutti i cattolici. 'Il conduttore Andrea Rivera dovrebbe scusarsi subito con il Vaticano, ma anche con i sindacati, perche' ha usato impropriamente il concerto del primo maggio come occasione di propaganda ideologica', sottolinea Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl. 'Valuteremo nei prossimi giorni, insieme a Cgil e Uil -annuncia- se chiedere i danni a questa persona per aver leso, in qualche modo, l'immagine di tolleranza e di convivenza tipica del concerto del primo maggio che anche quest'anno e' stata una straordinaria occasione di aggregazione sociale per i giovani'.
'In ogni caso non bisogna cadere nell'errore opposto di strumentalizzare politicamente la bravata isolata di questo conduttore. In particolare -ammonisce il leader della Cisl- nessuno puo' e deve offuscare il significato alto delle manifestazioni di ieri del primo maggio dedicate in tutta Italia al problema delle morti bianche e della tutela della sicurezza in tutti i posti di lavoro'.
Amaro il commento dell'organizzatore del concerto Marco Godano che parla di polemiche 'eccessivamente aspre'. 'Avremmo preferito oggi parlare del successo avuto in piazza -ammette- piuttosto che delle parole di Andrea Rivera che, come gia' detto ieri a caldo, ritengo inopportune e banali'.
A difendere Rivera restano i radicali e la sinistra. "Spiegare ad un cittadino non italiano quello che sta accadendo in queste ore e' impresa improba. Di cosa stiamo parlando? Mi pare che 'L'Osservatore romano' sia andato completamente fuori misura", dice Daniele Capezzone. "Rimettiamo tutto nella dimensione appropriata: un conduttore ha detto una cosa (che alcuni possono condividere e altri no), la piazza ha condiviso, altri hanno preso le distanze (i leader sindacali con una fretta degna di miglior causa). Ma ora non ci sia una caccia alle streghe e soprattutto, nessuno parli di terrorismo, che e' una cosa tragicamente seria. Se non c'e' senso della misura -avverte il presidente della commissione Attivita' produttive della Camera- ci sia almeno senso dell'umorismo".
Sensibile alle parole dedicate a Piero Welby, Marco Cappato. "E' bastato che un presentatore rivolgesse critiche ironiche e non certo insultanti nei confronti del Vaticano perche' si scatenasse il solito putiferio del festival clericale. Coloro che invocano la liberta' di espressione per le gerarchie Vaticane -sottolinea l'esponente radicale- non sembrano disposti a concedere la stessa liberta' sul palco di un concerto'. 'Manca solo la restaurazione della messa all'indice e l'introduzione del reato di lesa maesta' vaticana per completare l'opera", insiste. Cappato poi sottolinea l'importanza del 'boato di consensi' che ha accolto le frasi di Rivera 'sui funerali negati a Welby'.
Si scaglia contro l'Osservatore Romano anche Salvatore Cannavo' della sinistra del Prc. Quanto scrive l'organo di stampa della Santa sede e' 'inaudito e gravissimo'. 'La semplice e civilissima critica mossa dal presentatore del concerto del 1 maggio, Andrea Rivera, ai funerali negati a Welby, viene equiparata al terrorismo, alle br, alle scritte intimidatorie. Si tratta -rileva Cannavo'- di una reazione scomposta e provocatoria che contribuisce a minimizzare i veri rischi, le vere aggressioni, confondendo tutto e il contrario di tutto. Un tentativo di alzare il livello dello scontro sociale e politico che e' molto distante dal magistero di amore e pietas cui dovrebbe ispirarsi la Chiesa'.
'La Chiesa ha tutto il diritto di esprimere le proprie idee e i propri convincimenti, ma non quello -avverte l'esponente di Sinistra critica- di intimidire le persone come ad esempio avviene in Messico a proposito della legge sull'aborto. L'attacco dell'Osservatore Romano si colloca fuori da un'idea di confronto civile e si colloca invece nell'alveo di uno 'scontro di civilta' di cui vorremmo fare volentieri a meno". Il capogruppo del Pdci alla Camera, Pino Sgobio, ricorda invece che 'non siamo nella Roma papalina'. Secondo l'esponente comunista 'si sta perdendo il senso delle cose e della misura. Una battuta di un comico non puo' essere letta e interpretata come atto terroristico".
"Quando si arriva a parlare di terrorismo rispetto alla battuta di un comico, come fa oggi l'Osservatore Romano -dice Sgobio- significa che, a livello comunicativo e non solo, siamo ad un punto di guardia sinceramente pericoloso e che rischia di imbarbarire il dibattito corrente. Ribadiamo la solidarieta' al presidente della Cei Bagnasco, ma a tutto c'e' un limite e questo -scandisce- non va mai dimenticato'. E anche il Verde, Mauro Bulgarelli, bolla come 'esagitati e immotivati' gli attacchi del Vaticano a Rivera. 'Le accuse di terrorismo a Rivera mi sembrano l'ennesima manifestazione dell'iperpoliticismo che contraddistingue da tempo le uscite pubbliche della Santa Sede'.
'Sembra essere tornati indietro di decenni, quando la chiesa non aveva alcun timore nell'imporre al mondo della politica la linea di condotta e nel lanciare scomuniche nei confronti di chi osasse fare della satira sgradita alle alte gerarchie ecclesiastiche", sottolinea.
Rivera -continua il senatore dei Verdi- non ha fatto generici attacchi al mondo cattolico, ma ha posto una questione specifica, grave e dolorosa, riguardante il comportamento tenuto dal Vaticano durante il calvario di Piergiorgio Welby criticando, in particolare, il rifiuto opposto alla celebrazione dei suoi funerali cattolici'.
'Sono critiche che condivido pienamente, che hanno suscitato un vasto dibattito nell'opinione pubblica, e trovo inaccettabile che l'Osservatore giunga a ritenerle un incoraggiamento al terrorismo, ritenendole addirittura minacce per il pontefice. Penso sarebbe bene se il Vaticano decidesse finalmente di abbassare i toni e rinunciasse ad avere un ruolo cosi' invadente nella vita pubblica italiana e soprattutto -rimarca Bulgarelli- si dimostrasse piu' rispettoso per la liberta' di espressione garantita dalla nostra Costituzione". Critico con l'Osservatore romano anche il consigliere Rai, Sandro Curzi.
"Quando si arriva a parlare di terrorismo per la battuta di un giovane comico mi pare che si faccia, anche se involontariamente, della pericolosa provocazione". "Scrivere: 'Anche questo e' terrorismo' -avverte Curzi- significa in tutta evidenza rischiare di fare esattamente cio' di cui si accusa l'avversario, anzi il 'nemico'". (AdnKronos)
"Secondo l'Osservatore romano, anche le critiche e la satira contro il Papa sono terrorismo, dopo aborto e eutanasia. Nel frattempo, i parlamentari messicani che hanno votato la regolamentazione dell'aborto, contro il flagello dell'aborto clandestino, vengono scomunicati. Ci piacerebbe poter dire che siamo soltanto "al delirio", oltre che a parole offensive contro le vittime del terrorismo, quello vero" ma Marco Cappato, deputato europeo radicale, prosegue dicendo che "purtroppo, invece, siamo di fronte a una strategia esplicita di potere fondamentalista, sul modello della reazione fomentata da autorita' religiose islamiche contro la satira che ha osato occuparsi di Maometto. Da nonviolenti e laici non accetteremo di lasciarci trascinare dal ricatto con il quale si cerca di impedire la libera espressione della contestazione anticlericale".
"L'Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) esprime la propria solidarietà al comico Andrea Rivera, accusato di 'terrorismo' dall'Osservatore Romano per una battuta indirizzata alla Chiesa Cattolica in occasione del concerto del Primo Maggio". E' quanto si legge in una nota dell'Unione.
"Al di là dell'opportunità di quelle frasi in quel contesto, al di là delle valutazioni su quanto davvero facessero ridere e al di là delle rapide prese di distanza da parte di organizzatori e politici - prosegue la nota - l'Uaar intende ricordare che nel nostro paese chiunque ha il diritto di esprimere le proprie opinioni. E ritiene che l'accusa di terrorismo sia decisamente sproporzionata rispetto all'entità dei fatti".
"Il comico presentatore, infatti - per l'Uaar - non ha fatto altro che volgere in battuta il pensiero di molti, espresso nei mesi scorsi anche da numerosi esponenti politici: la Chiesa Cattolica ha negato i funerali a Piergiorgio Welby ma non ad Augusto Pinochet. E sempre la Chiesa Cattolica ostacola in molti modi gli scienziati che fanno ricerca sui temi dell'evoluzionismo. Difficile negare che siano considerazioni giuste, tanto che nessuno dei settecentomila in piazza San Giovanni lo ha fischiato (a differenza di quanto è avvenuto con Claudia Gerini che si è pubblicamente lamentata di avere un mutuo da pagare)".
Dal Portogallo il presidente del Consiglio, Romano Prodi, stigmatizza le espressioni usate dal palco di piazza San Giovanni e chiede di usare serenita' e buonsenso. Sono mesi, ricorda il premier, che i toni si stanno alzando e il paese invece ha bisogno di serenita'. Quanto alle parole pronunciate a piazza San Giovanni il presidente del Consiglio lancia un appello al senso di responsabilita'. Ci sono sempre gli scriteriati, persone che usano un linguaggio sopra le righe, ma chi ha piu' buonsenso lo usi.
L'opposizione cavalca la protesta contro il presentatore del concertone. Il presidente di Alleanza nazionale Gianfranco Fini dice 'no' al 'becero anticlericalismo'. Forza Italia chiede che il governo riferisca in aula alla Camera 'sui gravissimi attacchi alla chiesa'. E Alleanza nazionale si associa alla richiesta degli azzurri.
Il coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi esprime 'preoccupazione' e 'disgusto per il degrado politico, civile e culturale che sommerge il Paese". Imbarazzo anche nella maggioranza.
'Di Rivera mi piaceva quello che giocava con il numero 10', taglia corto il ministro della Giustizia, Clemente Mastella. E la Margherita con Renzo Lusetti 'prende le distanze' dalle parole del comico. Il conduttore della manifestazione si difende: 'I miei testi li ho proposti agli autori e sono stati approvati', e' la replica di Rivera alle accuse. Ma nei giorni delle minacce al presidente della Cei, Angelo Bagnasco, le frasi contestate pesano come macigni: "Il Papa dice di non credere nell'evoluzionismo, e c'ha ragione: la Chiesa in duemila anni -aveva detto Rivera- non si e' evoluta affatto". E ancora: "Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato il funerale a Welby, cosa che non ha fatto per Pinochet, per Franco e per uno della banda della Magliana".
Di fronte a queste parole anche l'Osservatore romano abbandona il fioretto per entrare duro: 'Anche questo e' terrorismo. E' terrorismo lanciare attacchi alla Chiesa. E' terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell'amore, l'amore per la vita e l'amore per l'uomo. E' vile e terroristico lanciare sassi questa volta addirittura contro il Papa, sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile. Ed usando argomenti risibili, manifestando la solita sconcertante ignoranza sui temi nei quali si pretende di intervenire pur facendo tutt'altro mestiere'. Per il quotidiano della Santa Sede, quello di Rivera e' stato un 'piccolo comizio nel quale ha mischiato varie cose e varie aggressioni verbali, dando vita ad un confuso e approssimativo discorso sull'evoluzionismo e sui temi della vita e della morte. Tutto questo di fronte a circa 400.000 persone e ad un piu' numeroso pubblico televisivo'. 'I sindacati ed altri partecipanti alla manifestazione si sono dissociati dalle parole del 'conduttore'. Eppure -prosegue l'Osservatore Romano- resta il fatto che questo personaggio, al quale purtroppo si e' costretti a concedere ora un'immeritata notorieta', da qualcuno e' stato scelto'.
'E chi l'ha scelto -avverte l'organo di stampa del Vaticano- non ha tenuto conto del momento che stiamo vivendo. Le parole del 'conduttore' forse sono solo espressione di una sconcertante superficialita'. Ma la loro pericolosita' non e' altrettanto superficiale'. Infatti, ricorda il quotidiano, 'sono di queste ore gli attacchi e le minacce, pesanti, rivolte al presidente della Cei, l'arcivescovo Angelo Bagnasco, cui e' arrivata l'apprezzata solidarieta' del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che si sta battendo con coraggio anche sul tema degli incidenti sul lavoro'.
In serata scende in campo con un'intervistas al Tg1 Padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa della Santa Sede. 'I commenti irrispettosi verso il Papa e la Chiesa durante il Concerto del 1 maggio sono stati evidentemente un atto irresponsabile. E' giusto dirlo, e bene hanno fatto i responsabili sindacali a dissociarsene. Allo stesso tempo - ha aggiunto padre Lombardi - come ci hanno ricordato autorevolmente in questi giorni sia il Presidente Giorgio Napolitano sia il Segretario di Stato Vaticano, Card. Tarcisio Bertone, e' bene che tutti ci diamo da fare per disinnescare le tensioni e per ricreare le condizioni per un dialogo sereno nella nostra societa'. In questo senso - ha concluso Lombardi - e' bene che quella che in realta' e' stata una evidente sciocchezza non diventi una tragedia, e non sia occasione per un riaccendersi di sproporzionati conflitti'.
'Sono di queste ore -insiste l'Osservatore romano- anche gli slogan nei cortei inneggianti ai terroristi, i messaggi che appaiono su internet, provenienti da 'br' in carcere, un'offensiva che cerca di trovare terreno fertile nell'odio anticlericale. Un odio purtroppo coscientemente alimentato da chi fa del laicismo la sua sola ragione d'essere, per convenienza politica'.
Secondo il quotidiano c'e' chi 'forza' i discorsi di Bagnasco 'per aprire una 'guerra' strisciante, una nuova stagione della tensione, dalla quale trae ispirazione chi cerca motivi per tornare ad impugnare le armi, per rivitalizzare organizzazioni che hanno perso su tutti i fronti, primo fra tutti quello della storia. Anacronismi. Come quella presenza sul palco a San Giovanni. Un residuato in mezzo a tanti giovani'.
Il centrodestra si schiera dalla parte del Vaticano, attaccando a testa bassa il concertone del primo maggio. "Ascoltando le parole pronunciate da Andrea Rivera dal palco della festa del 1 maggio e le dichiarazioni non meno gravi di alcuni parlamentari della maggioranza -avverte Bondi- viene un senso di preoccupazione e di disgusto per il degrado politico, civile e culturale che sommerge il Paese". Secco il commento di Fini: 'Non riesco a capire cosa c'entra il signor Rivera con la festa dei lavoratori. Non si puo' usare una festa come quella del 1 maggio ed un palco come quello per fare della becera propaganda anticlericale", scandisce il leader di An. L'Udc, con Luca Volonte', parla di 'parole volgari, offensive e arroganti' che 'squalificano' l'intero concertone.
"Ricordo al conduttore -sottolinea il capogruppo centrista a Montecitorio- che la Chiesa di San Francesco e' la stessa del vescovo Bagnasco, da giorni vittima di sconcertanti intimidazioni'. Volonte' indica poi nei radicali i 'mandanti' delle invettive del presentatore: 'Gli argomenti di Rivera -sottolinea- sono identici a quelli di Pannella". Pollice verso anche da Gianfranco Rotondi: 'Rivera con le sue irriverenti uscite contro il Santo Padre al concerto del 1 maggio ha ottenuto quello che voleva: farsi pubblicita'. C'e' riuscito benissimo ma il suo 'show' -sottolinea il segretario della Democrazia cristiana per le autonomie- e' francamente desolante. E' chiaro che non e' un fuoriclasse come il suo famosissimo omonimo'.
"Mi piaceva Rivera, quello che giocava con il numero 10, questo Rivera e' come tutte le cose in replica: sono inconcludenti, inefficaci e inespressive". E' il commento di Mastella alle affermazioni del presentatore del concerto del primo maggio.
"Bisogna stare molto attenti -avverte il leader dell'Udeur- perche' in quella piazza ci saremo il 12 maggio e mi auguro che non succeda nulla, parlero' anche con il mio collega, il ministro degli Interni, affinche' rafforzi la protezione per evitare che quella giornata possa scivolare lungo chine su cui e' giusto che non si vada'. 'Deve essere una giornata di grande serenita' -spiega il Guardasigilli parlando del family day- le cose dette ieri sono di una indecenza incredibile: ieri c'era la gioia del 1 maggio e andava festeggiata come tale, utilizzarla come una forma di falsa accademia politica da parte di chi politico non e' significa inventarsi cantanti o attore quando non lo si e'. Ogni stia al suo posto".
Alla domanda se l'Osservatore Romano' avesse ragione di parlare di 'terrorismo', Mastella ha risposto: "c'e' un terrorismo anche anche culturale che vedo in giro. Non e' soltanto una visione anticlericale -fa notare il segretario del Campanile- non e' un laicismo ad oltranza, relativista, assolutamente no, e' una forma di terrorismo culturale, e all'interno di questo humus possono scaturire tante cose che spero non vengano fuori". Il capogruppo di Italia dei valori alla Camera, Massimo Donadi, parla di 'episodio brutto e deplorevole' ma non un atto terroristico. Solo 'un tentativo, squallido e volgare, di ricavarsi un momento di celebrita', usando una platea ben piu' nobile e una ricorrenza di ben altro spessore'.
Netta la posizione della Margherita: "Prendiamo le distanze dalle affermazioni fatte dal conduttore Rivera nel corso del concerto del 1 maggio', sottolinea Lusetti. 'E' squallido -insiste- approfittare di un'occasione di aggregazione, musica e divertimento per infierire contro la chiesa, il Santo Padre e l'intero mondo cattolico".'Ma non vorrei -dice il responsabile informazione di Dl- che di un episodio del genere se ne faccia un caso politico. Rivera non rappresenta nessuno se non se stesso, non e' portavoce del pensiero di questo governo e non e' monitorato da nessuno. E' solo un comico che, dispiace per lui, non e' riuscito a far sorridere nessuno'.
Da Lusetti arriva anche la 'solidarieta' al Papa Benedetto XVI, a monsignor Bagnasco, a tutto il mondo ecclesiastico e a tutti quei cattolici che, come me, si sono sentiti offesi dagli insulti di Rivera'. Secca anche la presa di posizione del 'nuovo acquisto' della maggioranza, Marco Follini. "Il concerto di piazza S.
Giovanni mi sembra il percorso piu' breve che conduce dai banchi della maggioranza a quelli dell'opposizione. Naturalmente -scandisce il leader di Italia di mezzo- spero di sbagliarmi". Pesa le parole il responsabile editoria e informazione dei Ds, Roberto Cuillo. I comici possono sbagliare, ma non sparano. Esagerata quindi l'accusa di terrorismo.
"Di fronte alle polemiche sul concerto del primo maggio -dice Cuillo- ritengo utile per il Paese che ci sia un passo indietro da parte di tutti. Accusare un comico di terrorismo appare eccessivo. I comici possono sbagliare, ma non sparano. Ma gettare benzina sul fuoco, come sta facendo la destra in queste ore e' ancora piu' grave.
In questo paese esiste il diritto alla liberta' di espressione e il dovere di rispettare le diverse sensibilita' etiche e religiose.
Questi diritti e questi doveri sono valori e a'patrimonio comune di tutti gli italiani, laici, cattolici o di altre religioni'.
'Centrodestra e centrosinistra hanno il dovere di difenderli insieme -sottolinea Cuillo- nello spirito indicato nell'appello di Prodi alla serenita' e al buonsenso'. Si spinge piu' in la' il leader dello Sdi, Enrico Boselli, che non se la prende con Rivara, ma con l'Osservatore romano.
"Evocare il terrorismo a sproposito per le critiche fatte dal presentatore Andrea Rivera al Papa -sottolinea- significa solo aprire una vera e propria caccia alle streghe invocando di fatto la censura".
"Si puo' essere d'accordo o meno con quanto ha detto Rivera, e per quanto ci riguarda in gran parte lo siamo, ma non si puo' confondere la critica pur aspra che si muove sul terreno delle idee -avverte l'esponente della Rosa nel pugno- con gli atti di intimidazione e di violenza che sono propri del terrorismo'. 'Se ci muovessimo con questo metro assurdo -insiste Boselli- le condanne delle gerarchie ecclesiastiche nei confronti delle coppie di fatto potrebbero essere considerate corresponsabili delle intimidazioni e delle violenze nei confronti degli omosessuali. E' meglio che tutti tornino al senso delle proporzioni se si vuole che ci sia un dibattito sereno'.
Contro Rivera e' un vero e proprio coro di critiche. Il centrista Maurizio Ronconi parla di 'laicismo d'accatto' che contagia il concerto del primo maggio ed e' 'inqualificabile ed ingiustificabile che un concerto organizzato dalla federazione sindacale scada in un anticlericalismo offensivo per tutti i cattolici". Sullo stesso tono le critiche del presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione: "Qualcuno a sinistra al concerto del primo maggio non sente il bisogno di esprimere solidarieta' a monsignor Bagnasco, oggetto di inqualificabili attacchi alla liberta' di espressione dei cristiani. Qualcuno non ha nemmeno la prudenza e la dignita' di tacere. Da piazza S.Giovanni si elevano parole di sarcasmo e di incitamento all'odio. Questa e' una mancanza di rispetto a tutti i lavoratori cristiani ed a tutti gli uomini che amano il dialogo e la liberta'', attacca il presidente dell'Udc.
"Chiediamo agli organizzatori della manifestazione ed ai sindacati che la hanno organizzata se questo e' il modo in cui pensano di dare seguito alle parole inequivocabili del capo dello Stato e se questo e' il modo in cui pensano di dare il loro contributo ad isolare i violenti". Critica Rivera anche Giorgio Lainati, capogruppo di Forza Italia in Vigilanza Rai: "Per confermare che quest'anno il concerto del 1 maggio da piazza S.Giovanni a Roma e' piu' che mai un gigantesco spot a favore della sinistra, uno dei conduttori, Andrea Rivera, non ha trovato di meglio da fare che esordire con un attacco gratuito e privo di senso a Papa Benedetto XVI e alla Chiesa cattolica. Il tutto e' avvenuto naturalmente dagli schermi del servizio pubblico radiotelevisivo, quello pagato da milioni di abbonati'.
E Domenico Di Virgilio, capogruppo azzurro in commissione Affari sociali della Camera si scaglia contro le espressioni di 'gravita' inaudita'. 'Non possiamo che criticare con forza il comizio del conduttore -afferma- che dovrebbe scusarsi per la sua arroganza e per la sua ignoranza verso il mondo cattolico che evidentemente non conosce per nulla'. 'Le parole del signor Rivera rischiano di alimentare l'odio verso la Chiesa ed i suoi massimi rappresentanti con conseguenze pericolose per la stessa tenuta democratica', avverte Di Virgilio.
Anche la Cisl si dissocia dalle parole Rivera, giudicandole "inopportune " ed esprime solidarieta' a Papa Benedetto XVI, al mondo ecclesiastico e a tutti i cattolici. 'Il conduttore Andrea Rivera dovrebbe scusarsi subito con il Vaticano, ma anche con i sindacati, perche' ha usato impropriamente il concerto del primo maggio come occasione di propaganda ideologica', sottolinea Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl. 'Valuteremo nei prossimi giorni, insieme a Cgil e Uil -annuncia- se chiedere i danni a questa persona per aver leso, in qualche modo, l'immagine di tolleranza e di convivenza tipica del concerto del primo maggio che anche quest'anno e' stata una straordinaria occasione di aggregazione sociale per i giovani'.
'In ogni caso non bisogna cadere nell'errore opposto di strumentalizzare politicamente la bravata isolata di questo conduttore. In particolare -ammonisce il leader della Cisl- nessuno puo' e deve offuscare il significato alto delle manifestazioni di ieri del primo maggio dedicate in tutta Italia al problema delle morti bianche e della tutela della sicurezza in tutti i posti di lavoro'.
Amaro il commento dell'organizzatore del concerto Marco Godano che parla di polemiche 'eccessivamente aspre'. 'Avremmo preferito oggi parlare del successo avuto in piazza -ammette- piuttosto che delle parole di Andrea Rivera che, come gia' detto ieri a caldo, ritengo inopportune e banali'.
A difendere Rivera restano i radicali e la sinistra. "Spiegare ad un cittadino non italiano quello che sta accadendo in queste ore e' impresa improba. Di cosa stiamo parlando? Mi pare che 'L'Osservatore romano' sia andato completamente fuori misura", dice Daniele Capezzone. "Rimettiamo tutto nella dimensione appropriata: un conduttore ha detto una cosa (che alcuni possono condividere e altri no), la piazza ha condiviso, altri hanno preso le distanze (i leader sindacali con una fretta degna di miglior causa). Ma ora non ci sia una caccia alle streghe e soprattutto, nessuno parli di terrorismo, che e' una cosa tragicamente seria. Se non c'e' senso della misura -avverte il presidente della commissione Attivita' produttive della Camera- ci sia almeno senso dell'umorismo".
Sensibile alle parole dedicate a Piero Welby, Marco Cappato. "E' bastato che un presentatore rivolgesse critiche ironiche e non certo insultanti nei confronti del Vaticano perche' si scatenasse il solito putiferio del festival clericale. Coloro che invocano la liberta' di espressione per le gerarchie Vaticane -sottolinea l'esponente radicale- non sembrano disposti a concedere la stessa liberta' sul palco di un concerto'. 'Manca solo la restaurazione della messa all'indice e l'introduzione del reato di lesa maesta' vaticana per completare l'opera", insiste. Cappato poi sottolinea l'importanza del 'boato di consensi' che ha accolto le frasi di Rivera 'sui funerali negati a Welby'.
Si scaglia contro l'Osservatore Romano anche Salvatore Cannavo' della sinistra del Prc. Quanto scrive l'organo di stampa della Santa sede e' 'inaudito e gravissimo'. 'La semplice e civilissima critica mossa dal presentatore del concerto del 1 maggio, Andrea Rivera, ai funerali negati a Welby, viene equiparata al terrorismo, alle br, alle scritte intimidatorie. Si tratta -rileva Cannavo'- di una reazione scomposta e provocatoria che contribuisce a minimizzare i veri rischi, le vere aggressioni, confondendo tutto e il contrario di tutto. Un tentativo di alzare il livello dello scontro sociale e politico che e' molto distante dal magistero di amore e pietas cui dovrebbe ispirarsi la Chiesa'.
'La Chiesa ha tutto il diritto di esprimere le proprie idee e i propri convincimenti, ma non quello -avverte l'esponente di Sinistra critica- di intimidire le persone come ad esempio avviene in Messico a proposito della legge sull'aborto. L'attacco dell'Osservatore Romano si colloca fuori da un'idea di confronto civile e si colloca invece nell'alveo di uno 'scontro di civilta' di cui vorremmo fare volentieri a meno". Il capogruppo del Pdci alla Camera, Pino Sgobio, ricorda invece che 'non siamo nella Roma papalina'. Secondo l'esponente comunista 'si sta perdendo il senso delle cose e della misura. Una battuta di un comico non puo' essere letta e interpretata come atto terroristico".
"Quando si arriva a parlare di terrorismo rispetto alla battuta di un comico, come fa oggi l'Osservatore Romano -dice Sgobio- significa che, a livello comunicativo e non solo, siamo ad un punto di guardia sinceramente pericoloso e che rischia di imbarbarire il dibattito corrente. Ribadiamo la solidarieta' al presidente della Cei Bagnasco, ma a tutto c'e' un limite e questo -scandisce- non va mai dimenticato'. E anche il Verde, Mauro Bulgarelli, bolla come 'esagitati e immotivati' gli attacchi del Vaticano a Rivera. 'Le accuse di terrorismo a Rivera mi sembrano l'ennesima manifestazione dell'iperpoliticismo che contraddistingue da tempo le uscite pubbliche della Santa Sede'.
'Sembra essere tornati indietro di decenni, quando la chiesa non aveva alcun timore nell'imporre al mondo della politica la linea di condotta e nel lanciare scomuniche nei confronti di chi osasse fare della satira sgradita alle alte gerarchie ecclesiastiche", sottolinea.
Rivera -continua il senatore dei Verdi- non ha fatto generici attacchi al mondo cattolico, ma ha posto una questione specifica, grave e dolorosa, riguardante il comportamento tenuto dal Vaticano durante il calvario di Piergiorgio Welby criticando, in particolare, il rifiuto opposto alla celebrazione dei suoi funerali cattolici'.
'Sono critiche che condivido pienamente, che hanno suscitato un vasto dibattito nell'opinione pubblica, e trovo inaccettabile che l'Osservatore giunga a ritenerle un incoraggiamento al terrorismo, ritenendole addirittura minacce per il pontefice. Penso sarebbe bene se il Vaticano decidesse finalmente di abbassare i toni e rinunciasse ad avere un ruolo cosi' invadente nella vita pubblica italiana e soprattutto -rimarca Bulgarelli- si dimostrasse piu' rispettoso per la liberta' di espressione garantita dalla nostra Costituzione". Critico con l'Osservatore romano anche il consigliere Rai, Sandro Curzi.
"Quando si arriva a parlare di terrorismo per la battuta di un giovane comico mi pare che si faccia, anche se involontariamente, della pericolosa provocazione". "Scrivere: 'Anche questo e' terrorismo' -avverte Curzi- significa in tutta evidenza rischiare di fare esattamente cio' di cui si accusa l'avversario, anzi il 'nemico'". (AdnKronos)
"Secondo l'Osservatore romano, anche le critiche e la satira contro il Papa sono terrorismo, dopo aborto e eutanasia. Nel frattempo, i parlamentari messicani che hanno votato la regolamentazione dell'aborto, contro il flagello dell'aborto clandestino, vengono scomunicati. Ci piacerebbe poter dire che siamo soltanto "al delirio", oltre che a parole offensive contro le vittime del terrorismo, quello vero" ma Marco Cappato, deputato europeo radicale, prosegue dicendo che "purtroppo, invece, siamo di fronte a una strategia esplicita di potere fondamentalista, sul modello della reazione fomentata da autorita' religiose islamiche contro la satira che ha osato occuparsi di Maometto. Da nonviolenti e laici non accetteremo di lasciarci trascinare dal ricatto con il quale si cerca di impedire la libera espressione della contestazione anticlericale".
"L'Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) esprime la propria solidarietà al comico Andrea Rivera, accusato di 'terrorismo' dall'Osservatore Romano per una battuta indirizzata alla Chiesa Cattolica in occasione del concerto del Primo Maggio". E' quanto si legge in una nota dell'Unione.
"Al di là dell'opportunità di quelle frasi in quel contesto, al di là delle valutazioni su quanto davvero facessero ridere e al di là delle rapide prese di distanza da parte di organizzatori e politici - prosegue la nota - l'Uaar intende ricordare che nel nostro paese chiunque ha il diritto di esprimere le proprie opinioni. E ritiene che l'accusa di terrorismo sia decisamente sproporzionata rispetto all'entità dei fatti".
"Il comico presentatore, infatti - per l'Uaar - non ha fatto altro che volgere in battuta il pensiero di molti, espresso nei mesi scorsi anche da numerosi esponenti politici: la Chiesa Cattolica ha negato i funerali a Piergiorgio Welby ma non ad Augusto Pinochet. E sempre la Chiesa Cattolica ostacola in molti modi gli scienziati che fanno ricerca sui temi dell'evoluzionismo. Difficile negare che siano considerazioni giuste, tanto che nessuno dei settecentomila in piazza San Giovanni lo ha fischiato (a differenza di quanto è avvenuto con Claudia Gerini che si è pubblicamente lamentata di avere un mutuo da pagare)".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti