Giovedì 4 giugno 2026
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Vaticano: non militarizzare le frontiere

MONDO
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Tutti i Paesi hanno "il diritto" di regolare il flusso migratorio, ma "chiudere le porte sarebbe insensato per gli europei". Lo ha affermato al meeting interreligioso di Napoli il segretario del dicastero vaticano per la pastorale degli immigrati, arcivescovo Agostino Marchetto. "Gestire l'immigrazione - ha spiegato - non e' soltanto una questione di porte aperte e di unione di forze a livello internazionale, ma richiede anche che ciascun Paese faccia di piu' per integrare i nuovi arrivati". Per mons.
Marchetto, infatti, "soltanto una strategia creativa di integrazione garantira' ai vari Paesi che gli immigrati arricchiscano la societa' ospite piu' di quanto la disorientino. Gli immigrati sono parte della soluzione, non parte del problema". "In questo ventunesimo secolo - ha continuato - gli emigranti hanno bisogno dell'Europa. Ma anche l'Europa ha bisogno degli emigranti. Un'Europa chiusa sarebbe un'Europa piu' mediocre, piu' povera, piu' debole, piu' vecchia. Un'Europa aperta sara' un'Europa piu' equa, piu' ricca, piu' forte, piu' giovane, purche' sia un'Europa che gestisce bene l'immigrazione". I migranti in Europa, "in prospettiva di futuro", ha ricordato mons. Marchetto, rappresentano un "fattore di pace fra le persone, i popoli e le nazioni, in favore dello sviluppo integrale". Il segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli itineranti, tuttavia, "l'immigrazione illegale e' un problema reale, e gli Stati hanno bisogno di collaborare nei rispettivi sforzi per fermarla". "Combattere l'immigrazione illegale - ha concluso il presule - dovrebbe pero' essere parte di una strategia piu' ampia. I Paesi dovrebbero fornire veri e propri canali per l'immigrazione legale, e cercare di coglierne i benefici nella salvaguardia dei diritti umani fondamentali degli emigrati".
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