Vaticano. Papa ad ambasciatore sudcoreano: no a staminali embrionali
Un appello contro le procedure scientifiche che portino a distruggere embrioni umani o a sperimentare forme di clonazione e' stato pronunciato l'11 ottobre da Benedetto XVI durante l'udienza al nuovo ambasciatore coreano presso la Santa Sede, Ji-Young Francesco Kim, rappresentante diplomatico della Corea del Sud, ricevuto per la presentazione delle lettere credenziali. Il Papa ha ripetuto il suo consenso e incoraggiamento alla ricerca che utilizza le cellule staminali adulte.
'Prego affinche' l'intrinseca sensibilita' morale del popolo coreano, come evidenziato dal suo rifiuto della clonazione umana e delle relative procedure, si accordera' con la comunita' internazionale in merito alle profonde implicazioni etiche e sociali della ricerca scientifica e dei suoi usi'.
Il Pontefice ha ricordato che la nazione coreana 'ha raggiunto notevoli successi nella ricerca e nello sviluppo scientifico. Preminenti tra questi sono i progressi nella biotecnologia, con il potenziale di trattare e curare malattie come pure di migliorare la qualita' della vita nella sua terra e all'estero'.
Secondo il Papa, 'le scoperte in questo campo invitano l'uomo a una piu' profonda consapevolezza delle pesanti responsabilita' riguardanti le loro applicazioni. Le speranze dell'uso per la societa' della scienza biomedica devono costantemente essere misurate rispetto a fermi e robusti principi etici'. E 'il principale tra questi' e' 'la dignita' della vita umana', perche' 'in nessuna circostanza un essere umano puo' essere manipolato o trattato come un semplice strumento di sperimentazione'.
'La distruzione degli embrioni umani, sia per acquisire cellule staminali che per ogni altra finalita', contraddice l'asserito intento dei ricercatori, dei legislatori e dei funzionari della salute pubblica di promuovere il benessere umano'.
'La Chiesa non esita ad approvare e incoraggiare la ricerca sulle cellule staminali adulte, non solo a causa dei favorevoli risultati ottenuti attraverso questi metodi alternativi, ma ancora piu' perche' essi si armonizzano con l'intento di rispettare la vita dell'essere umano in ogni stadio della sua esistenza'.
"Piena condivisione al richiamo di Papa Benedetto XVI contro chi persegue la cultura della morte, distruggendo gli embrioni umani per presunti scopi scientifici. Il premio Nobel assegnato pochi giorni fa al professor Mario Capecchi conferma che una ricerca incisiva, condotta attraverso le sole staminali adulte o animali, ma al tempo stesso rispettosa della vita umana, e' possibile". Lo afferma, in una nota, il capogruppo Udc alla Camera, Luca Volonte'.
"Tuttavia -fa notare l'esponente cattolico- la strategia anti-vita e anticattolica promossa dalle associazioni radicali e dalle lobby abortiste non si limita all'omicidio degli embrioni. Non possiamo lasciare campo libero a chi vuole introdurre a tutti i costi in Italia la pillola abortiva Ru486 e praticare l'eutanasia di Stato, in totale violazione della legge e di ogni principio etico".
"Siamo con il Papa. Si' alla ricerca, ma senza attaccare la vita, in ogni suo momento, dal concepimento fino alla sua fine naturale". Lo afferma Wanda Ciaraldi, responsabile del dipartimento bioetica dell'Udeur. "E' chiaro che la ricerca deve andare avanti, ma questo non puo' avvenire a scapito della vita umana, anche se essa e' al suo principio.
L'embrione ha piena dignita' di essere umano e questo e' un principio oramai da molti acquisito. Le staminali adulte offrono ampie possibilita', dunque non c'e' bisogno di distruggere embrioni".
'L'appello del Papa affinche' un essere umano non sia mai trattato come strumento di sperimentazione richiama ancora una volta l'intera comunita' internazionale al rispetto di ogni singolo essere umano, in espresso riferimento ad un uso improprio ed aberrante della ricerca scientifica, come quello, ad esempio, che manipola e viviseziona embrioni umani'. Lo dichiara Assuntina Morresi, docente di chimica, membro del Comitato nazionale di Bioetica, ed editorialista dell'organo di stampa della Conferenza episcopale italiana.
'Un giudizio che ricorre spesso nel pontificato di Benedetto XVI come in quello dei suoi predecessori, stavolta pronunciato non a caso all'ambasciatore della Corea del Sud presso la Santa Sede: un Paese che ha scommesso molto del suo sviluppo sulla ricerca scientifica e tecnologica, e che accanto a indubbi successi ha conosciuto anche la piu' grande frode scientifica di tutti i tempi, quella del veterinario coreano Hwang Woo Suk, che due anni fa annuncio' di essere riuscito nell'esperimento piu' controverso e piu' ambito: la clonazione di un embrione umano'. 'Dopo pochi mesi di gloria e notorieta' si scopri' che i dati erano falsi, e che parte del materiale umano utilizzato in laboratorio era stato ottenuto ricattando alcune ricercatrici dello stesso gruppo di lavoro'.
'La responsabilita' degli scienziati e' innanzitutto quella dell'onesta' intellettuale: la vera scienza e' la sfida continua fra la ragione umana e la possibilita' di comprendere il significato della realta'. Quando un uomo diventa uno strumento nelle mani di un altro uomo, stiamo parlando di altro'.
'Prego affinche' l'intrinseca sensibilita' morale del popolo coreano, come evidenziato dal suo rifiuto della clonazione umana e delle relative procedure, si accordera' con la comunita' internazionale in merito alle profonde implicazioni etiche e sociali della ricerca scientifica e dei suoi usi'.
Il Pontefice ha ricordato che la nazione coreana 'ha raggiunto notevoli successi nella ricerca e nello sviluppo scientifico. Preminenti tra questi sono i progressi nella biotecnologia, con il potenziale di trattare e curare malattie come pure di migliorare la qualita' della vita nella sua terra e all'estero'.
Secondo il Papa, 'le scoperte in questo campo invitano l'uomo a una piu' profonda consapevolezza delle pesanti responsabilita' riguardanti le loro applicazioni. Le speranze dell'uso per la societa' della scienza biomedica devono costantemente essere misurate rispetto a fermi e robusti principi etici'. E 'il principale tra questi' e' 'la dignita' della vita umana', perche' 'in nessuna circostanza un essere umano puo' essere manipolato o trattato come un semplice strumento di sperimentazione'.
'La distruzione degli embrioni umani, sia per acquisire cellule staminali che per ogni altra finalita', contraddice l'asserito intento dei ricercatori, dei legislatori e dei funzionari della salute pubblica di promuovere il benessere umano'.
'La Chiesa non esita ad approvare e incoraggiare la ricerca sulle cellule staminali adulte, non solo a causa dei favorevoli risultati ottenuti attraverso questi metodi alternativi, ma ancora piu' perche' essi si armonizzano con l'intento di rispettare la vita dell'essere umano in ogni stadio della sua esistenza'.
"Piena condivisione al richiamo di Papa Benedetto XVI contro chi persegue la cultura della morte, distruggendo gli embrioni umani per presunti scopi scientifici. Il premio Nobel assegnato pochi giorni fa al professor Mario Capecchi conferma che una ricerca incisiva, condotta attraverso le sole staminali adulte o animali, ma al tempo stesso rispettosa della vita umana, e' possibile". Lo afferma, in una nota, il capogruppo Udc alla Camera, Luca Volonte'.
"Tuttavia -fa notare l'esponente cattolico- la strategia anti-vita e anticattolica promossa dalle associazioni radicali e dalle lobby abortiste non si limita all'omicidio degli embrioni. Non possiamo lasciare campo libero a chi vuole introdurre a tutti i costi in Italia la pillola abortiva Ru486 e praticare l'eutanasia di Stato, in totale violazione della legge e di ogni principio etico".
"Siamo con il Papa. Si' alla ricerca, ma senza attaccare la vita, in ogni suo momento, dal concepimento fino alla sua fine naturale". Lo afferma Wanda Ciaraldi, responsabile del dipartimento bioetica dell'Udeur. "E' chiaro che la ricerca deve andare avanti, ma questo non puo' avvenire a scapito della vita umana, anche se essa e' al suo principio.
L'embrione ha piena dignita' di essere umano e questo e' un principio oramai da molti acquisito. Le staminali adulte offrono ampie possibilita', dunque non c'e' bisogno di distruggere embrioni".
'L'appello del Papa affinche' un essere umano non sia mai trattato come strumento di sperimentazione richiama ancora una volta l'intera comunita' internazionale al rispetto di ogni singolo essere umano, in espresso riferimento ad un uso improprio ed aberrante della ricerca scientifica, come quello, ad esempio, che manipola e viviseziona embrioni umani'. Lo dichiara Assuntina Morresi, docente di chimica, membro del Comitato nazionale di Bioetica, ed editorialista dell'organo di stampa della Conferenza episcopale italiana.
'Un giudizio che ricorre spesso nel pontificato di Benedetto XVI come in quello dei suoi predecessori, stavolta pronunciato non a caso all'ambasciatore della Corea del Sud presso la Santa Sede: un Paese che ha scommesso molto del suo sviluppo sulla ricerca scientifica e tecnologica, e che accanto a indubbi successi ha conosciuto anche la piu' grande frode scientifica di tutti i tempi, quella del veterinario coreano Hwang Woo Suk, che due anni fa annuncio' di essere riuscito nell'esperimento piu' controverso e piu' ambito: la clonazione di un embrione umano'. 'Dopo pochi mesi di gloria e notorieta' si scopri' che i dati erano falsi, e che parte del materiale umano utilizzato in laboratorio era stato ottenuto ricattando alcune ricercatrici dello stesso gruppo di lavoro'.
'La responsabilita' degli scienziati e' innanzitutto quella dell'onesta' intellettuale: la vera scienza e' la sfida continua fra la ragione umana e la possibilita' di comprendere il significato della realta'. Quando un uomo diventa uno strumento nelle mani di un altro uomo, stiamo parlando di altro'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti