Domenica 7 giugno 2026
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Vaticano. Papa: no a eutanasia. Cuccurullo (Consiglio Superiore Sanita'): siamo quasi tutti d'accordo con lui

EUROPA - VATICANO
Notizia ·
'Appello' del Papa a tutela della vita 'dal concepimento al suo termine naturale'.
Contro l'aborto, perche' la vita 'non venga negata...neppure al piu' piccolo e indifeso..., tantomeno quando presenta gravi disabilita''. E contro l' 'inganno' di legittimarne l'interruzione 'con l'eutanasia, magari mascherandola con un velo di umana pieta''. La Chiesa italiana celebra oggi la Giornata della vita, in occasione della quale ha diffuso in novembre un messaggio incentrato sulla condanna dell'aborto e dell'eutanasia, e il Papa la appoggia. La diocesi di Roma, inoltre, e' solita celebrare insieme alla Giornata della vita anche la Settimana della vita e della famiglia, e Benedetto XVI prende spunto da questo per parlare della 'profonda crisi' della famiglia e per chiedere azioni anche 'politiche' per tutelare la 'unicita' della famiglia fondata sul matrimonio'. 'Sappiamo bene - ha detto Benedetto XVI davanti ad alcune migliaia di persone radunate in piazza San Pietro per la recita dell'Angelus - come la famiglia fondata sul matrimonio costituisca l'ambiente naturale per la nascita e per l'educazione dei figli, e quindi per assicurare l'avvenire dell'umanita''. 'Sappiamo pure - ha aggiunto - come essa sia segnata da una profonda crisi e debba oggi affrontare molteplici sfide. Occorre pertanto difenderla, aiutarla, tutelarla e valorizzarla nella sua unicita' irripetibile'. Ma 'se questo impegno compete in primo luogo agli sposi, e' anche prioritario dovere della Chiesa e di ogni pubblica istituzione sostenere la famiglia attraverso iniziative pastorali e politiche che tengano conto dei reali bisogni dei coniugi, degli anziani e delle nuove generazioni'.
Molte persone in piazza innalzano striscioni per la vita e palloncini bianchi e verdi, mentre papa Ratzinger spiega la sua vicinanza ai 'venerati predecessori' e ai 'vescovi italiani' nella difesa di vita e matrimonio eterosessuale. Dalle prime settimane del pontificato infatti Benedetto XVI su questo tema si e' schierato con la Chiesa italiana: eletto il 19 aprile, il 7 maggio di due anni fa, nel discorso di insediamento come vescovo di Roma, ha affermato la 'inviolabilita' della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale' aggiungendo che la 'liberta' di uccidere non e' vera liberta', ma e' una tirannia che riduce l'essere umano in schiavitu''. Il 30 maggio, alla assemblea generale della Cei, ha approvato l'impegno dei vescovi italiani per l'astensione nel referendum sulla procreazione assistita. Della vita umana come 'bene primario' da rispettare in tutte le sue fasi ha parlato anche nella visita al Quirinale del 24 giugno 2005 quando pure ha sottolineato la 'doverosita' di adeguate cure palliative che rendano la morte piu' umana'.
Vita e famiglia sono stati al centro inoltre, con parole identiche, sia del messaggio che Benedetto XVI ha inviato a novembre 2005 alla assemblea della Cei ad Assisi, che soprattutto nel discorso che il Papa ha tenuto lo scorso ottobre a Verona, alla Chiesa italiana riunita per il suo convegno nazionale. Ogni volta che la predicazione papale coincide con particolari situazioni sociali o politiche, come recentemente la fine di Pierluigi Welby o in questi giorni il dibattito parlamentare per la regolamentazione delle coppie di fatto, il Papa viene accusato di ingerenza, la Chiesa lo difende appellandosi a una 'sana laicita'' e rivendica il diritto per il Papa e i vescovi di impegnarsi sui 'valori non negoziabili'.

'In Italia esiste un largo schieramento contro l'eutanasia attiva e passiva'. Lo afferma il presidente del Consiglio superiore di sanita' Franco Cuccurullo, commentando le parole del papa Benedetto XVI.
'Se c'e' dunque una forte chiusura per l'eutanasia - aggiunge il presidente del Css - c'e' invece una grande apertura nei confronti del testamento di vita o meglio per le cosiddette dichiarazioni anticipate, nell'intento di rispettare la volonta' del malato e il suo diritto al rifiuto delle cure. L'accanimento terapeutico e' una pratica riprovevole - ha aggiunto Cuccurullo - e occorre rispettare la volonta' del paziente dove il rifiuto della terapia' un suo diritto'.
Secondo Cuccurullo cosi' come suggerito dal Consiglio Superiore di Sanita' e dal Presidente della Corte di Cassazione, in occasione dell Inaugurazione dell anno giudiziario, 'e' auspicabile che si proceda, in tempi rapidi, all emanazione di specifiche Linee guida di riferimento per ricondurre l accanimento terapeutico ad una sfera di principi e valori definiti e condivisi, delineandone gli estremi di liceita' entro i quali deve necessariamente muoversi la cura del paziente'.
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