Venerdì 5 giugno 2026
Menu

Vaticano. Papa: ricerca biomedica proceda, ma rispettando l'uomo

EUROPA - VATICANO
Notizia ·
Appello del Papa perche' la ricerca scientifica, "evitando ogni tentazione di manipolazione sull'uomo", esplori le risorse "per il sostegno della vita umana, la cura delle malattie e la soluzione dei sempre nuovi problemi in ambito biomedico" e perche' venga superato "l'inaccettabile fossato" che anche in questo campo separa i Paesi ricchi da quelli in via di sviluppo.
"La Chiesa -ha detto Giovanni Paolo II, ricevendo in udienza i partecipanti alla nona assemblea della Pontificia accademia per la vita, il 24 febbraio- rispetta ed appoggia la ricerca scientifica, quando essa persegue un orientamento autenticamente umanistico, rifuggendo ogni forma di strumentalizzazione o distruzione dell'essere umano e mantenendosi libera dalla schiavitu' degli interessi politici ed economici".
E' una prospettiva alla quale vanno sottomessi non solo gli scopi della ricerca, ma anche "i metodi e i mezzi" della ricerca, che "devono essere sempre rispettosi della dignita' di ogni essere umano in ogni stadio del suo sviluppo e in ogni fase di sperimentazione".
Il Papa, nel suo discorso, si e' a lungo soffermato sull'importanza che la Chiesa da' alla ricerca scientifica ed ha rinnovato l'appello agli scienziati a trovare "soluzioni 'naturali' ai problemi di infertilita' coniugale", ribadendo pero' che la Chiesa non puo' tacere se si tocca il "limite invalicabile" che la ricerca ha di fronte alla tutela della vita e della dignita' umana.
"Tutti, credenti e non credenti, dobbiamo rendere omaggio ed esprimere sincero appoggio" allo sforzo della scienza biomedica, visto che "i miglioramenti della medicina nella cura delle malattie dipendono prioritariamente dai progressi della ricerca". Ma la ricerca, a giudizio di Giovanni Paolo II, non puo' essere svincolata dalla morale. "Oggi -ha detto in proposito- forse piu' che in altri tempi dato l'enorme sviluppo delle biotecnologie anche sperimentali sull'uomo, e' necessario che gli scienziati siano consapevoli dei limiti invalicabili che la tutela della vita, dell'integrita' e dignita' di ogni essere umano impone alla loro attivita' di ricerca. Sono tornato piu' volte su questo argomento, perche' sono convinto che tacere di fronte a certi esiti o pretese della sperimentazione sull'uomo non e' permesso a nessuno e tanto meno alla Chiesa, cui quell'eventuale silenzio sarebbe domani imputato da parte della storia e forse degli stessi cultori della scienza".
Piu' volte i papi, ha ricordato Giovanni Paolo II, si sono rivolti agli scienziati, come quando Paolo VI nell'Enciclica Humanae Vitae, "rivolse a ricercatori e scienziati, affinche' offrissero il loro contributo 'al bene della famiglia e del matrimonio', cercando di 'chiarire piu' a fondo le diverse condizioni che favoriscono un'onesta regolazione della procreazione umana'. E' invito che faccio mio sottolineandone la permanente attualita', resa anche piu' acuta dalla crescente urgenza di trovare soluzioni 'naturali' ai problemi di infertilita' coniugale".
Due sottolineature, infine, nell'intervento di Giovanni Paolo II: la prima e' stata una particolare raccomandazione agli scienziati ed alle istituzioni cattoliche; la seconda una particolare raccomandazione a favore del terzo mondo.
Chi si pone nel campo della ricerca "ponendosi dal punto di vista della ragione illuminata dalla fede" e' in una prospettiva "che non restringe il campo di osservazione, ma piuttosto lo amplia, perche' la luce della Rivelazione viene in aiuto della ragione per una piu' piena comprensione di cio' che e' proprio della dignita' dell'uomo. Non e' forse l'uomo che, come scienziato, promuove la ricerca? Spesso e' ancora l'uomo il soggetto su cui si compie la sperimentazione. In ogni caso, e' sempre lui il destinatario dei risultati della ricerca biomedica".
Oltre che agli scienziati cattolici, il Papa si e' rivolto "alle istituzioni ed alle universita', che si fregiano della qualifica di 'cattoliche', perche' si impegnino ad essere sempre all'altezza dei valori ideali che ne hanno propiziato l'origine. Occorre un vero e proprio movimento di pensiero e una nuova cultura di alto profilo etico e di ineccepibile valore scientifico, per promuovere un progresso autenticamente umano ed effettivamente libero nella stessa ricerca".
Il Papa, come gia' in passato, ha infine riaffermato "l'urgenza di colmare il gravissimo e inaccettabile fossato che separa il mondo in via di sviluppo dal mondo sviluppato, quanto alla capacita' di portare avanti la ricerca biomedica, a beneficio dell'assistenza sanitaria e a sostegno delle popolazioni afflitte dalla miseria e da disastrose epidemie. Penso, in special modo, al dramma dell'AIDS, particolarmente grave in molti Paesi dell'Africa. Occorre rendersi conto che lasciare queste popolazioni senza le risorse della scienza e della cultura significa non soltanto condannarle alla poverta', allo sfruttamento economico e alla mancanza di organizzazione sanitaria, ma anche commettere un'ingiustizia e alimentare una minaccia a lungo termine per il mondo globalizzato".
Garantire "l'equilibrio sanitario" e', in definitiva, "contribuire alla pace del mondo intero. L'istanza morale relativa alla ricerca scientifica biomedica si apre cosi' necessariamente ad un discorso di giustizia e di solidarieta' internazionale".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →