Vaticano. Pontificio Consiglio della Famiglia: la vita non e' questione di tecnica e tecnici
"Come confermano alcune pratiche funeste oggi legalizzate in alcuni paesi, se l'uomo si arroga il potere di fabbricare l'uomo, allora si arroga anche il potere di distruggerlo". E' la dura condanna del Pontificio Consiglio per la Famiglia che interviene con forza in tema di bioetica con un ampio documento, intitolato "Famiglia e procreazione umana". "La trasmissione della vita diventa una questione di tecnica e di tecnici. A volte, questi ultimi sognano perfino di fabbricare la vita, vita di ineccepibile qualita'". Non solo: "la scienza e la tecnica hanno convinto alcuni a ritenere che tutto e' frutto dell'evoluzione, che l'uomo non ha, ne' sopra ne' sotto di se', alcun dio; che il dio del passato era fatto dall'uomo a sua immagine e somiglianza; che quel dio e' morto e che questa e' l'ora di poter produrre l'uomo veramente nuovo". Secondo il dicastero vaticano, "in questa prospettiva, si e' giunti alla situazione della cosiddetta abolizione dell'uomo, a credere nella fine della postmodernita' per dare inizio al periodo nuovo del futuro post umano". Il Pontificio Consiglio per la Famiglia individua due grandi minacce: "alla famiglia, poiche' l'uomo viene concepito soltanto come individuo" e alla "procreazione responsabile, poiche' l'uomo cosi' concepito deve tentare tutte le possibilita' della scienza e della tecnica per la produzione di un nuovo uomo, costruito secondo i criteri offerti dalla tecnica".
Ribadendo che "la procreazione umana ha un unico luogo degno della sua natura: la famiglia fondata sul matrimonio" e che "solo la famiglia e' il luogo adeguato per la procreazione", il dicastero vaticano sottolinea l'urgenza per la Chiesa di "proporre il pensiero cristiano sulla procreazione responsabile e familiare a tutti gli uomini del nostro tempo".
Il dicastero vaticano per la famiglia cita in proposito l'Istruzione "Donum Vitae" del 1987, che condanna con fermezza la "manipolazione genetica, sia per quanto si riferisce all'uso di embrioni, sia all'intervento, attraverso l'inseminazione artificiale o la fecondazione in 'vitro' nel processo della fecondazione". Tale condanna, firmata dall'allora card. Josef Ratzinger, e' dunque ancora in vigore ed e' attualizzata anche dall'affermazione che "all'essere umano in quanto persona dotata di dignita' spetta essere generato e non prodotto, venire alla vita non in virtu' di un processo artificiale, ma di un atto umano nel senso pieno del termine".
"La considerazione dell'uomo come essere dotato di dignita' inaleniabile -scrive il card. Alfonso Lopez Trujillo- e' profondamente unita all'affermazione del valore e della dignita' della famiglia, momento primario e fondamentale della vita sociale e ambito nel quale la vita e' chiamata a trasmettersi e a crescere nell'amore".
L'uomo e' stato creato per amore - conclude il Pontificio Consiglio per la Famiglia - capace di amare. E' stato creato maschio e femmina; il loro corpo e le loro anime sono complementari e correlativi, capaci di fare dono di se stessi e di trovare nei figli una proeizione e un senso alla loro esistenza". E "l'essere umano richiede di essere trattato come tale fin dal suo concepimento". Per questo che "la persona non puo' essere considerata oggetto, ma e' un fine".
Ribadendo che "la procreazione umana ha un unico luogo degno della sua natura: la famiglia fondata sul matrimonio" e che "solo la famiglia e' il luogo adeguato per la procreazione", il dicastero vaticano sottolinea l'urgenza per la Chiesa di "proporre il pensiero cristiano sulla procreazione responsabile e familiare a tutti gli uomini del nostro tempo".
Il dicastero vaticano per la famiglia cita in proposito l'Istruzione "Donum Vitae" del 1987, che condanna con fermezza la "manipolazione genetica, sia per quanto si riferisce all'uso di embrioni, sia all'intervento, attraverso l'inseminazione artificiale o la fecondazione in 'vitro' nel processo della fecondazione". Tale condanna, firmata dall'allora card. Josef Ratzinger, e' dunque ancora in vigore ed e' attualizzata anche dall'affermazione che "all'essere umano in quanto persona dotata di dignita' spetta essere generato e non prodotto, venire alla vita non in virtu' di un processo artificiale, ma di un atto umano nel senso pieno del termine".
"La considerazione dell'uomo come essere dotato di dignita' inaleniabile -scrive il card. Alfonso Lopez Trujillo- e' profondamente unita all'affermazione del valore e della dignita' della famiglia, momento primario e fondamentale della vita sociale e ambito nel quale la vita e' chiamata a trasmettersi e a crescere nell'amore".
L'uomo e' stato creato per amore - conclude il Pontificio Consiglio per la Famiglia - capace di amare. E' stato creato maschio e femmina; il loro corpo e le loro anime sono complementari e correlativi, capaci di fare dono di se stessi e di trovare nei figli una proeizione e un senso alla loro esistenza". E "l'essere umano richiede di essere trattato come tale fin dal suo concepimento". Per questo che "la persona non puo' essere considerata oggetto, ma e' un fine".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti