Il Vaticano precisa: nessun cambiamento di rotta sui trapianti
Non c'e' nessuna novita' nella posizione della Chiesa cattolica rispetto al tema della donazione degli organi e le parole del Papa pronunciate ieri vanno nel senso di confermare quanto stabilito fino adesso, e cioe' la validita' dei criteri scientifici in base ai quali si puo' effettuare un espianto d'organo per un trapianto. In tal senso si ricorda che il catechismo, il magistero dei pontefici e i documenti della Pontificia accademia per la vita accolgono e sostengono i trapianti d'organi e le norme che oggi li regolano. E' quanto afferma, fra gli altri, il prof. Antonio Spagnolo, ordinario di Bioetica all'Universita' di Macerata e Membro del Centro ateneo di bioetica dell'Universita' Cattolica del Sacro Cuore, che in questi giorni ha preso parte al convegno 'Un dono per la vita', organizzato dalla Pontificia Accademia per la Vita, che si e' chiuso ieri a Roma. Spagnolo, uno de massimi esperti cattolici di questioni bioetiche, ai microfoni della 'Radio Vaticana' ha di fatto voluto diradare i dubbi circa le parole del Pontefice sul problema degli espianti d'organi, secondo alcuni organi d'informazione infatti il Papa avrebbe chiesto criteri piu' restrittivi sulla delicata questione dell'accertamento della morte. La questione fu originata da un articolo apparso sull'Osservatore romano, nel quale si affermava che dal punto di vista della morale cattolica la morte cerebrale non poteva essere considerata un elemento sufficiente per stabilire l'effettiva fine della vita e quindi procedere con l'espianto d'organi.
Il Vaticano preciso' subito che quella non era la posizione del magistero e anzi da parte delle strutture sanitarie cattoliche arrivo' una netta sconfessione della tesi sostenuta sull'Osservatore romano. Sulla questione e' tornato in questi giorni anche il presidente della Pontificia accademia per la Vita, mons. Rino Fisichella, confermando il favore della Chiesa ai trapianti d'organi, proprio in concomitanza con il convegno sui trapianti svoltosi in Vaticano. La questione ha infine anche un versante italiano con l'elaborazione in corso di una legge da parte del Parlamento sul 'fine vita' e quindi anche sulle dichiarazioni anticipate di trattamento di cui ha parlato lo stesso Fisichella.
La volonta' della Chiesa e' che si arrivi all'elaborazione di un testo il piu' possibile condiviso, per quanto su alcuni punti le distanze rimangano ampie fra maggioranza e opposizione. Da parte cattolica fra gli altri sta lavorando a questa soluzione Eugenia Rocella, gia' portavoce del Family day, editorialista di Avvenire e attualmente deputata del Pdl. Insieme al tema dei trapianti del resto su tutta la questione incombe la sentenza della Corte di Cassazione sul caso Englaro che si conoscera' il prossimo 11 novembre. Ma andiamo con ordine. Oggi Spagnolo ha affermato che 'l'attenzione del convegno e' stata posta soprattutto all'aspetto della cultura del dono, della donazione, dell'allocazione degli organi da trapiantare, dell'evitare gli aspetti commerciali'.
Quindi ha precisato in merito alle parole del Papa: 'Per quanto riguarda la questione dell'accertamento della morte, la ragionevole certezza dal punto di vista scientifico ci porta a dire che non ci sono altre cose nuove su questo tema'. 'Quindi le indicazioni date dalla scienza, valutate anche dal magistero della Chiesa (ricordiamo un bellissimo discorso del Papa Giovanni Paolo II) alcuni anni fa, che ha confermato anche che il concetto della morte cerebrale rappresenta un concetto di verita', ragionevole verita', di ragionevole certezza della morte della persona, non ci sono elementi di novita''. Spagnolo ha osservato che questo vale 'sul piano scientifico, direi, e sul piano etico, sul piano anche della morale cristiana'.
'Quindi credo che la regola che il soggetto debba essere morto prima di prelevare gli organi, che e' la cosiddetta 'dead donor rule', deve continuare a valere e tutt'al piu' si tratta di evitare che questa regola venga sconfessata, nel senso che possono esserci tentativi non tanto di rendere piu' difficile, ma piuttosto di facilitare, e quindi alleggerire il concetto della morte della persona, considerando come morti anche soggetti che, secondo queste regole abbastanza chiare ormai, non sarebbero morti'.
'In realta' - ha spiegato ancora Spagnolo - il criterio di accertamento della morte, cosi' come previsto attualmente e dalla legge italiana e dalla comunita' scientifica internazionale, e' abbastanza garantistico. Quella italiana, in particolare, e' una legge abbastanza garantista su questi criteri'. Nei giorni scorsi mons. Fisichella aveva a sua volta messo in luce un fatto importante che riguarda l'Italia e in modo specifico una legge inerente al principio di 'fine vita': 'In Italia - ha detto mons. Fisichella - e' aperto un dibattito politico su questa legge e quindi credo che sia importante in questo momento rispettare il lavoro parlamentare che e' fatto di un dialogo tra le diverse forze politiche sempre, ci auguriamo, in attesa di poter arrivare ad una soluzione condivisa e partecipata di una estensione, la piu' ampia possibile, del Parlamento, visto che si toccano tematiche di sensibilita' etica alquanto importanti e determinanti per la vita'.
A sua volta, nel corso del convengo svoltosi in via della Conciliazione, era intervenuto il vicepresidente della Pontificia accademia per la Vita, mons. Jean Lafitte, il quale ha messo in relazione la questione trapianti con le dichiarazioni anticipate di trattamento: 'Esistono due modalita' molto diverse di espressione - ha spiegato mons .Lafitte - del consenso alla donazione di organi o tramite la persona stessa, prima della morte, o da un familiare, se dal soggetto in questione non vengono espresse indicazioni al riguardo'.
Il consenso diretto, a sua volta, per Lafitte 'puo' essere espresso in diversi modi, con il classico testamento, con le dichiarazioni anticipate di trattamento, tramite banche dati specializzate, verbalmente in maniera ripetuta e verificabile'. In ogni caso, secondo l'esponente vaticano, 'l'espressione diretta del consenso esprime al meglio il dono', perche' entrano in gioco fattori come 'il rapporto con il corpo e con la propria morte' e 'la consapevolezza dei limiti della propria esistenza'. Ancora Lafitte ha ricordato che di fronte a una chiara volonta' del paziente, la donazione di organi e' eticamente giustificabile. Allo stesso tempo da parte vaticana si sottolinea l'importanza della denuncia compiuta dal Pontefice sul traffico illegale d'organi e sul problema delle liste d'attesa.
Il Vaticano preciso' subito che quella non era la posizione del magistero e anzi da parte delle strutture sanitarie cattoliche arrivo' una netta sconfessione della tesi sostenuta sull'Osservatore romano. Sulla questione e' tornato in questi giorni anche il presidente della Pontificia accademia per la Vita, mons. Rino Fisichella, confermando il favore della Chiesa ai trapianti d'organi, proprio in concomitanza con il convegno sui trapianti svoltosi in Vaticano. La questione ha infine anche un versante italiano con l'elaborazione in corso di una legge da parte del Parlamento sul 'fine vita' e quindi anche sulle dichiarazioni anticipate di trattamento di cui ha parlato lo stesso Fisichella.
La volonta' della Chiesa e' che si arrivi all'elaborazione di un testo il piu' possibile condiviso, per quanto su alcuni punti le distanze rimangano ampie fra maggioranza e opposizione. Da parte cattolica fra gli altri sta lavorando a questa soluzione Eugenia Rocella, gia' portavoce del Family day, editorialista di Avvenire e attualmente deputata del Pdl. Insieme al tema dei trapianti del resto su tutta la questione incombe la sentenza della Corte di Cassazione sul caso Englaro che si conoscera' il prossimo 11 novembre. Ma andiamo con ordine. Oggi Spagnolo ha affermato che 'l'attenzione del convegno e' stata posta soprattutto all'aspetto della cultura del dono, della donazione, dell'allocazione degli organi da trapiantare, dell'evitare gli aspetti commerciali'.
Quindi ha precisato in merito alle parole del Papa: 'Per quanto riguarda la questione dell'accertamento della morte, la ragionevole certezza dal punto di vista scientifico ci porta a dire che non ci sono altre cose nuove su questo tema'. 'Quindi le indicazioni date dalla scienza, valutate anche dal magistero della Chiesa (ricordiamo un bellissimo discorso del Papa Giovanni Paolo II) alcuni anni fa, che ha confermato anche che il concetto della morte cerebrale rappresenta un concetto di verita', ragionevole verita', di ragionevole certezza della morte della persona, non ci sono elementi di novita''. Spagnolo ha osservato che questo vale 'sul piano scientifico, direi, e sul piano etico, sul piano anche della morale cristiana'.
'Quindi credo che la regola che il soggetto debba essere morto prima di prelevare gli organi, che e' la cosiddetta 'dead donor rule', deve continuare a valere e tutt'al piu' si tratta di evitare che questa regola venga sconfessata, nel senso che possono esserci tentativi non tanto di rendere piu' difficile, ma piuttosto di facilitare, e quindi alleggerire il concetto della morte della persona, considerando come morti anche soggetti che, secondo queste regole abbastanza chiare ormai, non sarebbero morti'.
'In realta' - ha spiegato ancora Spagnolo - il criterio di accertamento della morte, cosi' come previsto attualmente e dalla legge italiana e dalla comunita' scientifica internazionale, e' abbastanza garantistico. Quella italiana, in particolare, e' una legge abbastanza garantista su questi criteri'. Nei giorni scorsi mons. Fisichella aveva a sua volta messo in luce un fatto importante che riguarda l'Italia e in modo specifico una legge inerente al principio di 'fine vita': 'In Italia - ha detto mons. Fisichella - e' aperto un dibattito politico su questa legge e quindi credo che sia importante in questo momento rispettare il lavoro parlamentare che e' fatto di un dialogo tra le diverse forze politiche sempre, ci auguriamo, in attesa di poter arrivare ad una soluzione condivisa e partecipata di una estensione, la piu' ampia possibile, del Parlamento, visto che si toccano tematiche di sensibilita' etica alquanto importanti e determinanti per la vita'.
A sua volta, nel corso del convengo svoltosi in via della Conciliazione, era intervenuto il vicepresidente della Pontificia accademia per la Vita, mons. Jean Lafitte, il quale ha messo in relazione la questione trapianti con le dichiarazioni anticipate di trattamento: 'Esistono due modalita' molto diverse di espressione - ha spiegato mons .Lafitte - del consenso alla donazione di organi o tramite la persona stessa, prima della morte, o da un familiare, se dal soggetto in questione non vengono espresse indicazioni al riguardo'.
Il consenso diretto, a sua volta, per Lafitte 'puo' essere espresso in diversi modi, con il classico testamento, con le dichiarazioni anticipate di trattamento, tramite banche dati specializzate, verbalmente in maniera ripetuta e verificabile'. In ogni caso, secondo l'esponente vaticano, 'l'espressione diretta del consenso esprime al meglio il dono', perche' entrano in gioco fattori come 'il rapporto con il corpo e con la propria morte' e 'la consapevolezza dei limiti della propria esistenza'. Ancora Lafitte ha ricordato che di fronte a una chiara volonta' del paziente, la donazione di organi e' eticamente giustificabile. Allo stesso tempo da parte vaticana si sottolinea l'importanza della denuncia compiuta dal Pontefice sul traffico illegale d'organi e sul problema delle liste d'attesa.
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