Vaticano. Il progresso porta a scegliere la droga
'Ingannato da facili profeti' e 'fragile nelle relazioni', l'uomo di oggi troppo spesso 'sceglie la morte credendo di inneggiare alla vita'. Lo denuncia il Papa Benedetto XVI nel Messaggio di Natale letto dalla loggia centrale della Basilica di San Pietro.Nonostante 'navighi su Internet', 'riesca a decifrare persino i codici meravigliosi del genoma umano', viva in un 'piccolo villaggio globale', secondo Papa Ratzinger, l'umanita' 'gaudente e disperata' del terzo millennio ha sempre bisogno di essere salvata. L'uomo del ventunesimo secolo, che pure 'si presenta come sicuro ed autosufficiente artefice del proprio destino', in realta', spiega il Pontefice teologo, e' insidiato da una doppia minaccia. Da un lato soffre ancora delle piaghe di sempre: fame, malattia, poverta', odio razziale e religioso, violenza, terrorismo. Dall'altra si e' aggiunta un'illusione di autosufficienza. 'Che fare per aiutare chi e' ingannato da facili profeti di felicita', chi e' fragile nelle relazioni e incapace di assumere stabili responsabilita' per il proprio presente e per il proprio futuro, si trova a camminare nel tunnel della solitudine e finisce spesso schiavo dell'alcool o della droga?', si domanda Joseph Ratzinger. 'Che pensare - incalza con parole che sembrano riferirsi anche al caso Welby - di chi sceglie la morte credendo di inneggiare alla vita?'.
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