Vaticano. Sgreccia: un cristiano non puo' non obiettare su eutanasia
Mons. Elio Sgreccia ribadisce la necessita' della obiezione di coscienza del cristiano di fronte ad aborto, eutanasia, matrimonio tra gay.
Il presidente della Pontificia accademia della vita riprende oggi ai microfoni della Radio vaticana, i temi che aveva illustrato nei giorni scorsi, presentando il convegno su 'Coscienza cristiana e difesa del diritto alla vita', promosso proprio dalla PAV e cominciato oggi in Vaticano.
'L'obiettivo del convegno - ha spiegato il vescovo alla emittente pontificia - e' duplice. In primo luogo si vuole sottolineare l'identita' di una coscienza cristiana e, quindi, cosa vuol dire essere cristiani ed avere un giudizio capace di orientare la vita quotidiana, specialmente sui problemi della difesa della vita nel contesto di oggi. Il secondo obiettivo e' quello di fare una rassegna dei problemi nuovi che esigono l'obiezione di coscienza'. Tra questi, spiega, spiccano temi classici come l'obiezione di coscienza verso il servizio militare e l'aborto, ma anche problemi nuovi, che toccano anche la questione delle coppie omosessuali. 'C'e' il problema nuovo dell'eutanasia e ci sono problemi che riguardano anche la famiglia. Gia' in Spagna ci si e' posto il problema di un ufficiale civico che viene chiamato a celebrare un matrimonio fra due persone omosessuali e la domanda che ci si pone e' se, come credente, possa farlo. C'e' una coscientizzazione da fare sulle novita' in questo campo'. 'Se pensiamo che la coscienza sia la carta di identita', la bussola di una persona e che nel pluralismo attuale, nel contrasto e nella confusione anche di idee non e' facile farsi una coscienza cristiana che e' l'ultima difesa in una democrazia, penso che risulti allora l'attualita' e l'importanza di questo Convegno'.
Il presidente della Pontificia accademia della vita riprende oggi ai microfoni della Radio vaticana, i temi che aveva illustrato nei giorni scorsi, presentando il convegno su 'Coscienza cristiana e difesa del diritto alla vita', promosso proprio dalla PAV e cominciato oggi in Vaticano.
'L'obiettivo del convegno - ha spiegato il vescovo alla emittente pontificia - e' duplice. In primo luogo si vuole sottolineare l'identita' di una coscienza cristiana e, quindi, cosa vuol dire essere cristiani ed avere un giudizio capace di orientare la vita quotidiana, specialmente sui problemi della difesa della vita nel contesto di oggi. Il secondo obiettivo e' quello di fare una rassegna dei problemi nuovi che esigono l'obiezione di coscienza'. Tra questi, spiega, spiccano temi classici come l'obiezione di coscienza verso il servizio militare e l'aborto, ma anche problemi nuovi, che toccano anche la questione delle coppie omosessuali. 'C'e' il problema nuovo dell'eutanasia e ci sono problemi che riguardano anche la famiglia. Gia' in Spagna ci si e' posto il problema di un ufficiale civico che viene chiamato a celebrare un matrimonio fra due persone omosessuali e la domanda che ci si pone e' se, come credente, possa farlo. C'e' una coscientizzazione da fare sulle novita' in questo campo'. 'Se pensiamo che la coscienza sia la carta di identita', la bussola di una persona e che nel pluralismo attuale, nel contrasto e nella confusione anche di idee non e' facile farsi una coscienza cristiana che e' l'ultima difesa in una democrazia, penso che risulti allora l'attualita' e l'importanza di questo Convegno'.
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