Mercoledì 10 giugno 2026
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Vaticano. Sgreccia: dopo pena di morte, fermare aborto ed eutanasia

EUROPA - VATICANO
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'Nel caso della sofferenza e dell'avvicinarsi della morte, quello che si deve fare dal punto di vista umano e medico e cristiano e', prima di tutto, sostenere spiritualmente il paziente, aiutandolo a dare senso alla vita vissuta e anche al momento del dolore e della morte; in secondo luogo, lenire il dolore e fare compagnia, essere vicini'. Lo afferma mons. Elio Sgreccia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, alla vigilia del convegno sul tema "Dignita' della morte o morte della dignita'? L'eutanasia oggi: dall'eclissi del valore della persona, alla relativistica deriva etico-culturale", che si svolge oggi presso il Santuario di Pompei su iniziativa della Federazione Universitaria Cattolica Italiana, del Gruppo San Paolino di Pompei e del Movimento per la Vita della Prelatura di Pompei.
'Se e' importante fermare la mano per la soppressione di chi ha gravemente commesso delitti contro la vita umana, perche' non e' lecito sopprimere neppure il colpevole, tanto piu' noi dobbiamo domandarci perche' vengono uccisi gli innocenti, come lo e' il caso dei bambini non ancora nati, come e' il caso dei moribondi'.
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