Il Vaticano si sente offeso da Calderoli
E' ormai scontro aperto tra Lega e Vaticano sulle stragi di immigrati - dopo settimane di polemiche crescenti - con il botta e risposta tra mons. Antonio Maria Veglio', presidente del Pontificio consiglio per i Migranti, e il ministro leghista Roberto Calderoli.
L' alto esponente della gerarchia ecclesiastica ha bollato come 'inaccettabili e offensive' le parole usate da Calderoli dei giorni scorsi nei suoi confronti, puntualizzando - a scanso di equivoci - di parlare 'a nome della Santa Sede'. Pronta la contro replica dell'esponente del Carroccio: Veglio' 'non si deve sentire accusato' ma piuttosto 'riflettere sul fatto che la sua uscita da' l'impressione di un conflitto interno alla Chiesa'. Al di la' dell'episodio, comunque, le tensioni tra Lega e Oltretevere hanno raggiunto ormai livelli di guardia, tanto da far scattare l'attenzione, si ragiona in ambienti della maggioranza, anche a Palazzo Chigi. In agenda non c'e' ancora un incontro tra Silvio Berlusconi e il pontefice ( sara' il sottosegretario Gianni Letta a rappresentare il governo in occasione della visita di Benedetto XVI a Viterbo il prossimo 6 settembre). Ma proprio oggi fonti di governo hanno confermato che il premier partecipera' venerdi' prossimo, 28 agosto, alla festa della Perdonanza all'Aquila, dove vedra', accompagnato da Letta - anche a cena - il cardinale Tarcisio Bertone, 'ministro degli Esteri' del papa, insieme ai vertici ecclesiastici abruzzesi.
Probabilmente infastidito dalla ridda di indiscrezioni sul mancato incontro con il pontefice dopo il G8, il presidente del Consiglio - poco prima di Ferragosto - aveva puntualizzato di non aver mai 'inseguito' alcun incontro 'con le alte gerarchie ecclesiastiche o con il Papa': i rapporti, aveva assicurato, 'sono quelli di sempre'. E anche in ambienti della maggioranza, nessuno vuol sentir parlare di 'disgelo' tra Palazzo Chigi e Santa Sede. Ma e' evidente che il colloquio tra Berlusconi e Bertone rappresenta una ripresa di contatti ad altissimo livello dopo mesi bollenti di polemiche sul 'caso Noemi' e le 'piccanti' rivelazioni sulla vita privata del premier.
E' in quest'ottica che Berlusconi, con Bertone, cerchera' probabilmente, di fare il punto sulla posizione del Carroccio sull'immigrazione, che da tormentone estivo rischia di trasformarsi in un serio grattacapo per tutto il governo. Oltretevere non hanno mai fatto mistero delle molte perplessita' sulla politica dei respingimenti adottata dall'esecutivo su forte impulso della Lega. Tensioni che hanno attraversato in maniera carsica gli ultimi mesi e che sono esplose dopo la strage nel canale di Sicilia, nella quale sarebbero morti 73 eritrei. Di fronte alle critiche della Chiesa - e ai richiami alla 'responsabilita'' di mons. Veglio' - prima Umberto Bossi aveva liquidato quelle dei vescovi come parole 'con poco senso'. E poi era stato Calderoli a chiamare in causa direttamente Veglio': i clandestini morti nelle acque del canale di Sicilia, aveva sostenuto il ministro, sarebbero partiti 'anche sulla base dei messaggi dell'opposizione o di monsignor Veglio''.
A distanza di tre giorni e' arrivata la reazione indignata dell'alto prelato, che ha innescato nuove polemiche, con il Carroccio - per bocca del deputato Matteo Salvini - che ha accusato il Vaticano di essere 'sempre piu' lontano dalla chiesa di base'.
Il malumore che serpeggia negli ambienti ecclesiastici si legge d'altra parte anche nelle parole del numero due di Veglio', mons. Agostino Marchetto: 'E' un controsenso infatti - secondo il prelato - che alcuni uomini politici si dicano cattolici se non accettano la dottrina sociale cattolica'.
L'opposizione attacca. Il Pd osserva come l'Italia stia 'scivolando verso una deriva razzista' e punta il dito contro l'ennesima 'brutta figura' del governo con il Vaticano. Mentre i ministri Frattini e La Russa provano a gettare acqua sul fuoco: 'Ho grande rispetto per la Chiesa e mi inchino alla sua missione, che e' quella della carita' - premette il titolare della Difesa -. Poi c'e' una missione diversa, che e' quella di chi ha il dovere di far rispettare le leggi, missione che appartiene alle istituzioni'. Mentre il capo della diplomazia osserva che 'il diritto alla vita di ogni essere umano non e' in discussione per nessuno' e il governo non fa altro che applicare le regole europee sui respingimenti.
L' alto esponente della gerarchia ecclesiastica ha bollato come 'inaccettabili e offensive' le parole usate da Calderoli dei giorni scorsi nei suoi confronti, puntualizzando - a scanso di equivoci - di parlare 'a nome della Santa Sede'. Pronta la contro replica dell'esponente del Carroccio: Veglio' 'non si deve sentire accusato' ma piuttosto 'riflettere sul fatto che la sua uscita da' l'impressione di un conflitto interno alla Chiesa'. Al di la' dell'episodio, comunque, le tensioni tra Lega e Oltretevere hanno raggiunto ormai livelli di guardia, tanto da far scattare l'attenzione, si ragiona in ambienti della maggioranza, anche a Palazzo Chigi. In agenda non c'e' ancora un incontro tra Silvio Berlusconi e il pontefice ( sara' il sottosegretario Gianni Letta a rappresentare il governo in occasione della visita di Benedetto XVI a Viterbo il prossimo 6 settembre). Ma proprio oggi fonti di governo hanno confermato che il premier partecipera' venerdi' prossimo, 28 agosto, alla festa della Perdonanza all'Aquila, dove vedra', accompagnato da Letta - anche a cena - il cardinale Tarcisio Bertone, 'ministro degli Esteri' del papa, insieme ai vertici ecclesiastici abruzzesi.
Probabilmente infastidito dalla ridda di indiscrezioni sul mancato incontro con il pontefice dopo il G8, il presidente del Consiglio - poco prima di Ferragosto - aveva puntualizzato di non aver mai 'inseguito' alcun incontro 'con le alte gerarchie ecclesiastiche o con il Papa': i rapporti, aveva assicurato, 'sono quelli di sempre'. E anche in ambienti della maggioranza, nessuno vuol sentir parlare di 'disgelo' tra Palazzo Chigi e Santa Sede. Ma e' evidente che il colloquio tra Berlusconi e Bertone rappresenta una ripresa di contatti ad altissimo livello dopo mesi bollenti di polemiche sul 'caso Noemi' e le 'piccanti' rivelazioni sulla vita privata del premier.
E' in quest'ottica che Berlusconi, con Bertone, cerchera' probabilmente, di fare il punto sulla posizione del Carroccio sull'immigrazione, che da tormentone estivo rischia di trasformarsi in un serio grattacapo per tutto il governo. Oltretevere non hanno mai fatto mistero delle molte perplessita' sulla politica dei respingimenti adottata dall'esecutivo su forte impulso della Lega. Tensioni che hanno attraversato in maniera carsica gli ultimi mesi e che sono esplose dopo la strage nel canale di Sicilia, nella quale sarebbero morti 73 eritrei. Di fronte alle critiche della Chiesa - e ai richiami alla 'responsabilita'' di mons. Veglio' - prima Umberto Bossi aveva liquidato quelle dei vescovi come parole 'con poco senso'. E poi era stato Calderoli a chiamare in causa direttamente Veglio': i clandestini morti nelle acque del canale di Sicilia, aveva sostenuto il ministro, sarebbero partiti 'anche sulla base dei messaggi dell'opposizione o di monsignor Veglio''.
A distanza di tre giorni e' arrivata la reazione indignata dell'alto prelato, che ha innescato nuove polemiche, con il Carroccio - per bocca del deputato Matteo Salvini - che ha accusato il Vaticano di essere 'sempre piu' lontano dalla chiesa di base'.
Il malumore che serpeggia negli ambienti ecclesiastici si legge d'altra parte anche nelle parole del numero due di Veglio', mons. Agostino Marchetto: 'E' un controsenso infatti - secondo il prelato - che alcuni uomini politici si dicano cattolici se non accettano la dottrina sociale cattolica'.
L'opposizione attacca. Il Pd osserva come l'Italia stia 'scivolando verso una deriva razzista' e punta il dito contro l'ennesima 'brutta figura' del governo con il Vaticano. Mentre i ministri Frattini e La Russa provano a gettare acqua sul fuoco: 'Ho grande rispetto per la Chiesa e mi inchino alla sua missione, che e' quella della carita' - premette il titolare della Difesa -. Poi c'e' una missione diversa, che e' quella di chi ha il dovere di far rispettare le leggi, missione che appartiene alle istituzioni'. Mentre il capo della diplomazia osserva che 'il diritto alla vita di ogni essere umano non e' in discussione per nessuno' e il governo non fa altro che applicare le regole europee sui respingimenti.
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