Veltroni: si' a voto agli immigrati...e il Pdl si spacca
'Uguaglianze' e' il forum tematico del Pd che opera al fine di una vera integrazione per una societa' multietnica e interculturale. Con l'obiettivo di arrivare al riconoscimento del diritto di voto amministrativo per gli immigrati regolari che vivono in Italia e il diritto di cittadinanza per i bambini di figli immigrati che nascono nel nostro Paese. L'iniziativa e' stata presentata ieri dal segretario del Pd, Walter Veltroni, assieme a Marcella Lucidi e Nando Dalla Chiesa, a cui hanno partecipato i vari rappresentanti di diverse culture e etnie che collaborano al progetto.
Partendo da quanto recita il codice etico del Pd, 'il contributo degli immigrati e' caratteristica propria dell'identita' del Pd', Veltroni ha ricordato che "la lotta a tutte le diseguaglianze e' la ragione stessa dell'esistenza del Partito democratico", ancor di piu' oggi quando la crisi sociale accentua le diseguaglianze con "dati drammatici", come rileva l'Istat, secondo i quali il 5,3 per cento delle famiglie italiane non hanno i soldi per acquistare cibo.
Il Pd nasce per "favorire tutti i processi di integrazione e contrastare la crescente tentazione" alla creazione di diseguaglianze. Integrazione e coesione anche per garantire la sicurezza, perche' "persino i piu' cinici devono sapere che senza integrazione non c'e' sicurezza nelle nostre citta'. So che dire queste cose e' navigare controcorrente, mentre cavalcare le paure crea consenso", ma "per me genera anche disastri e la forza e robustezza di un partito e' anche saper andare controcorrente". 'Uguaglianze', conclude Veltroni - "non e' il luogo degli immigrati nel Pd, ma il luogo in cui si sviluppano le politiche di integrazione".
Ed il leader del Pd elogia il presidente della Camera Gianfranco Fini, che da tempo sostiene la necessita' di aprire agli immigrati il voto delle amministrative. Ed e' polemica nel Pdl.
"Vogliamo rassicurare tutti, soprattutto gli elettori che ci hanno permesso di vincere alle ultime elezioni, che il voto agli extracomunitari non è, nè sarà mai nell'agenda di questo governo". Lo afferma il presidente dei senatori della Lega Nord Federico Bricolo puntualizzando la posizione del Carroccio e della maggioranza sul voto amministrativo agli extracomunitari.
"In campagna elettorale - ricorda Bricolo - lo avevamo escluso e, coerentemente, manterremo la nostra posizione. Questo dibattito lo lasciamo al presidente Fini e a Veltroni. Per quanto ci riguarda - conclude il capogruppo della Lega - in questo momento, a noi interessa invece parlare di piú dei problemi di come risolvere questa grave crisi economica che colpisce milioni di famiglie e di chi non arriva a fine mese".
"Non c'e' alcuna frattura tra Pdl e Lega sul voto amministrativo agli immigrati. Rassicuriamo Veltroni che di spaccature ne registra in quantita' alle sue spalle e dentro il suo partito. Il Pdl e' notoriamente contrario al diritto di voto per gli extracomunitari alle amministrative e rispetta la Costituzione repubblicana che riconosce il diritto di voto, sia amministrativo che politico, ai soli cittadini italiani. Cosi' e', e cosi' restera'". Lo dichiara il presidente del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.
Partendo da quanto recita il codice etico del Pd, 'il contributo degli immigrati e' caratteristica propria dell'identita' del Pd', Veltroni ha ricordato che "la lotta a tutte le diseguaglianze e' la ragione stessa dell'esistenza del Partito democratico", ancor di piu' oggi quando la crisi sociale accentua le diseguaglianze con "dati drammatici", come rileva l'Istat, secondo i quali il 5,3 per cento delle famiglie italiane non hanno i soldi per acquistare cibo.
Il Pd nasce per "favorire tutti i processi di integrazione e contrastare la crescente tentazione" alla creazione di diseguaglianze. Integrazione e coesione anche per garantire la sicurezza, perche' "persino i piu' cinici devono sapere che senza integrazione non c'e' sicurezza nelle nostre citta'. So che dire queste cose e' navigare controcorrente, mentre cavalcare le paure crea consenso", ma "per me genera anche disastri e la forza e robustezza di un partito e' anche saper andare controcorrente". 'Uguaglianze', conclude Veltroni - "non e' il luogo degli immigrati nel Pd, ma il luogo in cui si sviluppano le politiche di integrazione".
Ed il leader del Pd elogia il presidente della Camera Gianfranco Fini, che da tempo sostiene la necessita' di aprire agli immigrati il voto delle amministrative. Ed e' polemica nel Pdl.
"Vogliamo rassicurare tutti, soprattutto gli elettori che ci hanno permesso di vincere alle ultime elezioni, che il voto agli extracomunitari non è, nè sarà mai nell'agenda di questo governo". Lo afferma il presidente dei senatori della Lega Nord Federico Bricolo puntualizzando la posizione del Carroccio e della maggioranza sul voto amministrativo agli extracomunitari.
"In campagna elettorale - ricorda Bricolo - lo avevamo escluso e, coerentemente, manterremo la nostra posizione. Questo dibattito lo lasciamo al presidente Fini e a Veltroni. Per quanto ci riguarda - conclude il capogruppo della Lega - in questo momento, a noi interessa invece parlare di piú dei problemi di come risolvere questa grave crisi economica che colpisce milioni di famiglie e di chi non arriva a fine mese".
"Non c'e' alcuna frattura tra Pdl e Lega sul voto amministrativo agli immigrati. Rassicuriamo Veltroni che di spaccature ne registra in quantita' alle sue spalle e dentro il suo partito. Il Pdl e' notoriamente contrario al diritto di voto per gli extracomunitari alle amministrative e rispetta la Costituzione repubblicana che riconosce il diritto di voto, sia amministrativo che politico, ai soli cittadini italiani. Cosi' e', e cosi' restera'". Lo dichiara il presidente del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.
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