Lunedì 8 giugno 2026
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Veneto. Inizia iter delle tre proposte di legge sull'immigrazione

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Inizia domani presso la commissione Attivita' produttive del Consiglio regionale del Veneto, presieduta da Giuliana Fontanella (FI), l'iter di tre diverse proposte di legge che aggiornano la legislazione veneta in materia di immigrazione.
Al disegno di legge della Giunta si sono aggiunte infatti altre due proposte di legge, la prima sottoscritta da tutti i gruppi del centrosinistra, primo firmatario Nicola Atalmi (Pdci), e la seconda presentata da Marco Zabotti della lista civica 'Per il Veneto con Carraro' e sottoscritta anche dal capogruppo Udc Onorio De Boni e da Damiano Rossato dell'Italia dei Valori.
Tutte e tre le iniziative legislative si prefiggono il superamento della legge regionale vigente (la numero 9 del 1990), anche alla luce della legge nazionale Bossi-Fini, e prevedono uno stanziamento annuo di 3 milioni e 700 mila euro di spesa corrente.
Il disegno di legge della Giunta, dal titolo 'Disposizioni e interventi in materia di immigrazione', mantiene l'impostazione attuale della programmazione degli interventi regionali (triennale e annuale) riconducendoli ad un unico quadro organico che dovra' essere concordato con il Tavolo unico per l'immigrazione, sentito il parere della consulta regionale.
Il tavolo unico e' una delle novita' piu' rilevanti del disegno di legge che punta a far concertare tra gli assessori competenti, i diversi rappresentanti delle istituzioni (ministero del lavoro, Prefetture, Province, enti locali), delle organizzazioni sindacali e produttive e delle associazioni a favore degli immigrati per definire i progetti di politica immigratoria. La consulta, invece, mantiene la configurazione attuale di organo consultivo di rappresentanza delle associazioni di immigrati regolarmente registrate. Gli interventi regionali previsti dal disegno di legge sono tutti ispirati dal principio della parita' di trattamento tra immigrati regolari e cittadini italiani e spaziano dalla formazione all'alloggio sociale, dalla tutela della salute alla mediazione linguistica, all'accompagnamento dei minori senza famiglia, alla promozione femminile.
Si prevedono anche incentivi per l'imprenditoria e progetti pilota per il recupero di alloggi da destinare ai lavoratori in cerca di abitazione, specificando tuttavia che tali iniziative devono essere estese anche agli imprenditori e ai lavoratori italiani. Si prospettano inoltre intese e accordi di programma con soggetti pubblici e privati (associazioni, fondazioni, enti locali) per la realizzazione di alloggi e per l'integrazione sociale e lavorativa. Tra le novita' della proposta della Giunta compare l'istituzionalizzazione della figura del mediatore culturale, iscritto ad apposito registro, che dovra' offrire un sostegno non solo linguistico, ma anche amministrativo, psicologico e orientativo.
La proposta del centrosinistra, dal titolo 'Delle politiche delle migrazioni. Accoglienza degli immigrati e promozione della convivenza per la coesione sociale nelle citta' del Veneto', si concentra, in modo particolare, sulle politiche dell'abitazione prevedendo accordi di programma tra le Ater e gli operatori privati per ottenere anche un'offerta abitativa temporanea per i lavoratori stagionali. In materia di politiche del lavoro i 51 articoli del testo presentato prevedono facilitazioni per l'accesso alla formazione professionale e all'apprendimento della lingua italiana, organizzazione dei luoghi di lavoro con appositi spazi per esercitare il diritto alla preghiera e servizi di mensa con pasti compatibili con le tradizioni culturali e religiose dei dipendenti. Un capitolo e' dedicato alle prestazioni sanitarie da erogare agli immigrati e ai loro familiari a condizione di parita' con i cittadini italiani con l'obbligo di garantire le cure essenziali e urgenti anche agli immigrati presenti nel Veneto non in regola con le norme di ingresso e soggiorno. Altri articoli si occupano della tutela dei minori stranieri anche non accompagnati, del sostegno al ritorno volontario degli immigrati nei paesi di origine e dell'integrazione dei cittadini stranieri di ascendenza veneta che intendono ritornare nelle terre da cui partirono i loro antenati. La legge stabilisce, inoltre, una serie di organismi per gestire e coordinare le politiche delle migrazioni. Tra questi il 'Consiglio regionale degli immigrati' composto da 32 componenti da eleggere contestualmente al rinnovo del Consiglio regionale del Veneto.
Infine, l'iniziativa legislativa presentata da Zabotti, De Boni e Rossato, dal titolo 'Norme in materia di immigrazione per la coesione sociale nelle comunita' del Veneto', affida alla Regione i compiti di coordinamento degli interventi e delle pianificazioni delle amministrazioni locali. Nei 13 articoli del testo di legge si individuano alcuni strumenti di programmazione e di indirizzo: si impegnano le amministrazioni provinciali e comunali a realizzare sessioni annuali di discussione relative agli aspetti territoriali della presenza e della condizione degli immigrati; si prevedono piani annuali comunali di intervento in partenariato con il privato sociale e le categorie economiche, valorizzando come interlocutori i rappresentanti delle associazioni di promozione sociale dei migranti; si precisano i compiti della Rete regionale informativa per l'immigrazione e dell'Osservatorio regionale sull'immigrazione; si istituisce il Tavolo unico regionale di coordinamento per l'immigrazione (definito 'Tavolo unico per la coesione sociale') che assorbe le funzioni svolte dall'attuale Consulta e dovra' predisporre il programma triennale delle politiche per la coesione sociale da approvarsi da parte del Consiglio regionale.
La proposta di legge mira a valorizzare il ruolo delle associazioni di promozione sociale a cui partecipano i migranti e prevede appositi contributi regionali per incentivare la costituzione di nuove associazioni dei migranti regolarmente presenti nel territorio regionale.
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