Veneto. Da tre anni i malati di Sla attendono l'attivazione del centro di riferimento
Riceviamo e pubblichiamo
Fasolo (Asla): "Presso la Clinica Neurologica dell'Università di Padova sono in cura circa 300 pazienti ma il servizio di cui usufruiscono è a base puramente volontaristica, così come è nato potrebbe essere interrotto. Perché ciò non accada serve un impegno immediato dell'Azienda Ospedaliere di Padova e della Regione Veneto"
Venerdì l'On. Margherita Miotto (Pd) ha presentato alla Camera un'interrogazione parlamentare in merito.
Da tre anni i malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica (Sla) del Veneto attendono che l'Azienda Ospedaliera di Padova attivi, così come stabilito dalla Delibera Regionale n.751 dell'11 marzo 2005, un centro regionale di riferimento per la malattia, che dovrebbe nascere all'interno dell'azienda stessa. In tre anni tantissimi malati sono passati per questo centro - attualmente in cura ce ne sono circa 300 da tutto il Veneto e non solo. Sulla vicenda è intervenuta, venerdì scorso, l'On Margherita Miotto, che ha presentato alla Camera una interrogazione parlamentare.
"I malati che si rivolgono alla Clinica Neurologica - spiega Daniela Fasolo, vicepresidente dell'Asla di Padova (www.asla.it), associazione di sostegno ai malati di Sla - fino ad ora hanno avuto tutte le attenzioni necessarie solo grazie alla disponibilità e alla volontà di due neurologi dell'ospedale, che hanno deciso di dedicare a questi malati un certo numero di ore ambulatoriali. Tuttavia questo servizio non nasce da una decisione della Azienda Ospedaliera ma si regge esclusivamente su base volontaristica: dunque questo servizio non è strutturale e come è nato potrebbe cessare. I problemi ci sono già ora perché per questo servizio non ci sono risorse né economiche né umane e ogni giorno arrivano nuovi malati. Se il servizio cessasse dove andrebbero a curarsi gli oltre 300 malati di Sla?".
"Per scongiurare questo pericolo - spiega la vicepresidente di Asla Onlus - l'Azienda Ospedaliera dovrebbe attivare quel Centro di Riferimento in cui si parlò, più di tre anni fa, nella delibera n. 751, che è però rimasta lettera morta. Affinché ciò avvenga in tempi rapidi ci appelliamo all'assessore regionale alla Sanità, Sandri, perché si occupi della vicenda nell'interesse di centinaia di malati della sua regione e delle loro famiglie".
Questa mattina, in merito alla vicenda, l'On Anna Margherita Miotto (PD) - che come consigliere regionale in Veneto lavorò a favore dell'istituzione del centro di riferimento Sla di Padova - ha presentato alla Camera dei Deputati un'interrogazione parlamentare, rivolta al Ministro della Salute, per chiedere delucidazioni sul perché della mancata attuazione del centro.
Fasolo (Asla): "Presso la Clinica Neurologica dell'Università di Padova sono in cura circa 300 pazienti ma il servizio di cui usufruiscono è a base puramente volontaristica, così come è nato potrebbe essere interrotto. Perché ciò non accada serve un impegno immediato dell'Azienda Ospedaliere di Padova e della Regione Veneto"
Venerdì l'On. Margherita Miotto (Pd) ha presentato alla Camera un'interrogazione parlamentare in merito.
Da tre anni i malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica (Sla) del Veneto attendono che l'Azienda Ospedaliera di Padova attivi, così come stabilito dalla Delibera Regionale n.751 dell'11 marzo 2005, un centro regionale di riferimento per la malattia, che dovrebbe nascere all'interno dell'azienda stessa. In tre anni tantissimi malati sono passati per questo centro - attualmente in cura ce ne sono circa 300 da tutto il Veneto e non solo. Sulla vicenda è intervenuta, venerdì scorso, l'On Margherita Miotto, che ha presentato alla Camera una interrogazione parlamentare.
"I malati che si rivolgono alla Clinica Neurologica - spiega Daniela Fasolo, vicepresidente dell'Asla di Padova (www.asla.it), associazione di sostegno ai malati di Sla - fino ad ora hanno avuto tutte le attenzioni necessarie solo grazie alla disponibilità e alla volontà di due neurologi dell'ospedale, che hanno deciso di dedicare a questi malati un certo numero di ore ambulatoriali. Tuttavia questo servizio non nasce da una decisione della Azienda Ospedaliera ma si regge esclusivamente su base volontaristica: dunque questo servizio non è strutturale e come è nato potrebbe cessare. I problemi ci sono già ora perché per questo servizio non ci sono risorse né economiche né umane e ogni giorno arrivano nuovi malati. Se il servizio cessasse dove andrebbero a curarsi gli oltre 300 malati di Sla?".
"Per scongiurare questo pericolo - spiega la vicepresidente di Asla Onlus - l'Azienda Ospedaliera dovrebbe attivare quel Centro di Riferimento in cui si parlò, più di tre anni fa, nella delibera n. 751, che è però rimasta lettera morta. Affinché ciò avvenga in tempi rapidi ci appelliamo all'assessore regionale alla Sanità, Sandri, perché si occupi della vicenda nell'interesse di centinaia di malati della sua regione e delle loro famiglie".
Questa mattina, in merito alla vicenda, l'On Anna Margherita Miotto (PD) - che come consigliere regionale in Veneto lavorò a favore dell'istituzione del centro di riferimento Sla di Padova - ha presentato alla Camera dei Deputati un'interrogazione parlamentare, rivolta al Ministro della Salute, per chiedere delucidazioni sul perché della mancata attuazione del centro.
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