Veneto. Trento (Pd) presenta proposta di legge per assistenza a malati terminali
Nel Veneto mancano strutture adeguate e posti letto per assistere le oltre 13 mila persone che vengono a mancare ogni anno da patologie neoplastiche e tumorali. E solo il 30% dei malati oncologici ha accesso a cure palliative, che riescono cioe' a lenire il dolore e ad assicurare una discreta qualita' della vita sino al suo esito naturale.
Per superare questa 'lacuna' del servizio sanitario regionale i consiglieri regionali del Partito Democratico hanno presentato un progetto di legge, primo firmatario Guido Trento, che stanzia 5 milioni di euro l'anno per incrementare il numero delle strutture di accoglienza per malati terminali.
Il primo obiettivo della legge, sinora unica nel panorama regionale italiano, e' quello di creare una rete di assistenza, ospedaliera e domiciliare, che preservi il piu' possibile la qualita' della vita, tramite cure palliative, sino al termine naturale della vita.
'Nel campo delle cure palliative e dell'assistenza ai malati terminali il Veneto e' in ritardo -spiega Guido Trento- e continua ad accumulare ritardi, mentre le altre regioni stanno accelerando'.
La proposta di legge del PD prevede quindi che ogni azienda sanitaria territoriale si doti di una o piu' strutture residenziali di degenza, tutte con camere singole dotate di un posto letto anche per il familiare o chi assiste il paziente, e che ogni distretto sanitario disponga di un servizio per le cure palliative, garantito da una rete di operatori in grado di intervenire sia in ospedale, sia nelle case di riposo e nelle strutture di degenza, sia a domicilio.
La rete di cura dovra' essere composta da un nucleo di operatori del distretto-sociosanitario (medico, psicologo e infermieri appositamente formati), dal medico di base, dai servizi sociosanitari territoriali e da associazioni di volontariato dedicate a questo particolare settore di assistenza.
Per coordinare al meglio gli interventi e personalizzarli a seconda delle specifiche esigenze del singolo paziente la proposta presentata prevede anche l'istituzione in ogni Ulss del servizio di 'case manager', che si fara' carico di individuare e personalizzare il percorso di cura del paziente.
Le linee guida dei servizi di assistenza, la formazione del personale e il monitoraggio sulla loro attivita' e sull'esito delle cure palliative, sono affidati ad un osservatorio regionale composto da tre figure esperte (un dirigente medico, un medico specializzato in cure e un case manager) nominate dalla Giunta. All'osservatorio si affianca una Commissione regionale per le cure palliative e la lotta al dolore, della quale faranno parte anche le associazioni di volontariato.
Per superare questa 'lacuna' del servizio sanitario regionale i consiglieri regionali del Partito Democratico hanno presentato un progetto di legge, primo firmatario Guido Trento, che stanzia 5 milioni di euro l'anno per incrementare il numero delle strutture di accoglienza per malati terminali.
Il primo obiettivo della legge, sinora unica nel panorama regionale italiano, e' quello di creare una rete di assistenza, ospedaliera e domiciliare, che preservi il piu' possibile la qualita' della vita, tramite cure palliative, sino al termine naturale della vita.
'Nel campo delle cure palliative e dell'assistenza ai malati terminali il Veneto e' in ritardo -spiega Guido Trento- e continua ad accumulare ritardi, mentre le altre regioni stanno accelerando'.
La proposta di legge del PD prevede quindi che ogni azienda sanitaria territoriale si doti di una o piu' strutture residenziali di degenza, tutte con camere singole dotate di un posto letto anche per il familiare o chi assiste il paziente, e che ogni distretto sanitario disponga di un servizio per le cure palliative, garantito da una rete di operatori in grado di intervenire sia in ospedale, sia nelle case di riposo e nelle strutture di degenza, sia a domicilio.
La rete di cura dovra' essere composta da un nucleo di operatori del distretto-sociosanitario (medico, psicologo e infermieri appositamente formati), dal medico di base, dai servizi sociosanitari territoriali e da associazioni di volontariato dedicate a questo particolare settore di assistenza.
Per coordinare al meglio gli interventi e personalizzarli a seconda delle specifiche esigenze del singolo paziente la proposta presentata prevede anche l'istituzione in ogni Ulss del servizio di 'case manager', che si fara' carico di individuare e personalizzare il percorso di cura del paziente.
Le linee guida dei servizi di assistenza, la formazione del personale e il monitoraggio sulla loro attivita' e sull'esito delle cure palliative, sono affidati ad un osservatorio regionale composto da tre figure esperte (un dirigente medico, un medico specializzato in cure e un case manager) nominate dalla Giunta. All'osservatorio si affianca una Commissione regionale per le cure palliative e la lotta al dolore, della quale faranno parte anche le associazioni di volontariato.
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