Venezuela. Cellule staminali per curare ulcerazioni nelle gambe
Uno dei reparti di chirurgia dell'Hospital de Clinicas Caracas e' stato teatro, il 5 maggio, del primo intervento sulle ulcere degli arti inferiori attraverso l'uso di cellule staminali dello stesso paziente. Si tratta di un procedimento chirurgico inedito in Venezuela e nell'America latina, volto ad evitare complicazioni piu' gravi in pazienti che sviluppano ulcerazioni giganti nelle gambe e nei piedi, come ha spiegato Roberto Varnagy, chirurgo vascolare e cardiovascolare di quell'ospedale, il quale ha imparato la tecnica a San Diego in California.
Per poter utilizzare cellule staminali e' necessario che l'ulcera del paziente sia di origine diabetica, che sia varicosa, neuropatica, autoimmune o causata da lebbra o leishmaniosi. "Si tratta di ulcere che non guariscono con i trattamenti medici convenzionali, generalmente di grande dimensione, e che si formano perche' il flusso sanguigno nell'arto inferiore non e' sufficiente", spiega Varnagy. Secondo lo specialista, l'intervento chirurgico non comporta grandi complicazioni e dura meno di quaranta minuti. Nel caso in cui il paziente non necessiti di un'operazione successiva per correggere dei problemi circolatori, l'intervento puo' essere ambulatoriale. La prima cosa che fa il chirurgo e' di estrarre le cellule staminali dal midollo osseo del paziente. "Otteniamo cellule staminali iliache: e' come se si estraesse il sangue del paziente tramite punzione, da immettere poi nell'ulcera", spiega. In seguito le cellule staminali vengono iniettate nel bordo di tutta la parte ulcerosa e anche sul fondo. "Non si sa esattamente come agiscono le cellule staminali in queste ulcere, ma si sa che inserendole nella zona colpita stimolano la formazione di tessuti. E' come se fabbricassimo tessuti nuovi nella gamba e nel piede, la' dove ci sono queste complicazioni", dice. Appena l'area colpita e' stata irrorata con le cellule staminali, l'equipe chirurgica la copre con materiale sanitario d'ingegneria genetica. "Se la persona non ha altre complicazioni che le ostacolano la circolazione sanguigna, l'intervento e' finito, e nel giro di poche ore puo' essere dimessa".
Per poter utilizzare cellule staminali e' necessario che l'ulcera del paziente sia di origine diabetica, che sia varicosa, neuropatica, autoimmune o causata da lebbra o leishmaniosi. "Si tratta di ulcere che non guariscono con i trattamenti medici convenzionali, generalmente di grande dimensione, e che si formano perche' il flusso sanguigno nell'arto inferiore non e' sufficiente", spiega Varnagy. Secondo lo specialista, l'intervento chirurgico non comporta grandi complicazioni e dura meno di quaranta minuti. Nel caso in cui il paziente non necessiti di un'operazione successiva per correggere dei problemi circolatori, l'intervento puo' essere ambulatoriale. La prima cosa che fa il chirurgo e' di estrarre le cellule staminali dal midollo osseo del paziente. "Otteniamo cellule staminali iliache: e' come se si estraesse il sangue del paziente tramite punzione, da immettere poi nell'ulcera", spiega. In seguito le cellule staminali vengono iniettate nel bordo di tutta la parte ulcerosa e anche sul fondo. "Non si sa esattamente come agiscono le cellule staminali in queste ulcere, ma si sa che inserendole nella zona colpita stimolano la formazione di tessuti. E' come se fabbricassimo tessuti nuovi nella gamba e nel piede, la' dove ci sono queste complicazioni", dice. Appena l'area colpita e' stata irrorata con le cellule staminali, l'equipe chirurgica la copre con materiale sanitario d'ingegneria genetica. "Se la persona non ha altre complicazioni che le ostacolano la circolazione sanguigna, l'intervento e' finito, e nel giro di poche ore puo' essere dimessa".
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