Domenica 7 giugno 2026
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Ventidue morti e migliaia in fuga per violenze xenofobe

AFRICA - SUD AFRICA
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Un altro straniero è stato ucciso la scorsa notte in un attacco di matrice xenofoba a Johannesburg, facendo salire cosí a 13 le persone uccise durante il fine settimana. Secondo Medici senza Frontiere, sono circa 6.000 gli immigrati in fuga, che cercano riparo nelle stazioni di polizia e in altri luoghi sicuri davanti all'ondata di violenze che ha investito nell'ultima settimana la capitale economica del Sudafrica, causando complessivamente 22 morti. La polizia ha riferito di 200 arresti, per diversi crimini, tra cui lo stupro. 

"La scorsa notte è stata relativamente calma rispetto alle notti precedenti - ha detto un portavoce della polizia, Govindsamy Mariemuthoo, citato dal quotidiano Mail&Guardian - abbiamo avuti pochi incidenti, un omicidio è stato denunciato ad Alexandra. Il corpo è stato rinvenuto con ferite da arma da fuoco". Per l'organizzazione Medici senza frontiere, si puó parlare ormai di crisi umanitaria, con migliaia di immigrati in fuga, cittadini di Zimbabwe, Malawi e Mozambico.

Sono circa tre milioni i cittadini dello Zimbabwe che vivono oggi in Sudafrica, lontano dalla povertà e alla violenza del loro Paese. Immigrati diventati un "capro espiatorio", secondo quanto scrive oggi la Bbc, a fronte delle difficoltà del Paese come l'alto tasso di disoccupazione, la criminalità e la mancanza di alloggi. 

Le violenze contro gli immigrati sono scoppiate la scorsa settimana nella giurisdizione di Alexandra, alle porte di Johannesburg, per poi investire le zone di Diepsloot, Thokoza, Tembisa e Cleveland, causando complessivamente 22 morti, stando a quanto precisato oggi dalla polizia. Nel corso del fine settimana, il centro di Johannesburg è apparso ai corrispondenti stranieri come una zona di guerra, con agenti di polizia costretti a usare gas lacrimogeni e proiettili di gomma per disperdere bande di sudafricani che davano la caccia allo straniero e saccheggiavano i negozi di proprietà di immigrati.

"Se torniamo in strada, ci uccideranno", ha detto alla Bbc un cittadino dello Zimbabwe riparato in una stazione di polizia.  Diversi quotidiani sudafricani hanno pubblicato oggi in prima pagina l'immagine di un uomo dato alle fiamme. La folla ha attaccato anche una chiesa dove avevano trovato rifugio circa 1.000 cittadini dello Zimbabwe.

Il vescovo della Chiesa metodista, Paul Veryn, ha dichiarao alla radio Sabc: "Riteniamo che la situazione stia diventando tanto seria che la polizia non riesce piú a controllarla". Il vescovo ha quindi chiesto che venga proclamato lo stato di emergenza, per poter mettere fine alle violenze. Ieri, il Presidente sudafricano Thabo Mbeki ha annunciato la creazione di un comitato di esperti per indagare su quanto sta accadendo, mentre il leader dell'African National Congress (Anc), Jacob Zuma, ha dichiarato che il Sudafrica non puó essere "un paese xenofobo". (Apcom)    
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