Veronesi: legge su testamento biologico e' dovere morale
"Io penso sia un dovere morale del nostro Paese promulgare una legge sul Testamento Biologico come logica estensione del Consenso informato per evitare futuri casi come quello di Eluana Englaro ancora irrisolto dopo quasi vent'anni, e per dimostrare che puo' esistere un pensiero politico al passo con i tempi. Se l'autodeterminazione e' un diritto riconosciuto, la legge deve tutelarlo in tutti i suoi aspetti". Lo ha affermato in un intervento pubblicato su 'La Stampa' lo scienziato e senatore del Pd Umberto Veronesi.
"Io penso che dobbiamo andare piu' in la' e spostare i confini del consenso informato, cosi' come la medicina ha spostato quelli del suo intervento, fino a tenerci in vita oltre la nostra coscienza, cioe' in caso di morte cerebrale. Per questo ho appena presentato in Senato un mio disegno di legge sul Testamento Biologico, per dare la possibilita' di esprimere, in condizioni di lucidita' mentale, le direttive anticipate che i medici devono rispettare nel caso un danno cerebrale grave impedisca la consapevole espressione dell'assenso o il dissenso alle cure"
"Io penso che nessuno debba decidere per noi e che ognuno abbia il diritto di autodeterminarsi e di esprimere, in base alle proprie convinzioni (e la propria fede, se c'e'), cosa vuole fare della propria esistenza, quando essa e' minacciata dalla perdita del bene piu' prezioso: la salute".
"Io penso che dobbiamo andare piu' in la' e spostare i confini del consenso informato, cosi' come la medicina ha spostato quelli del suo intervento, fino a tenerci in vita oltre la nostra coscienza, cioe' in caso di morte cerebrale. Per questo ho appena presentato in Senato un mio disegno di legge sul Testamento Biologico, per dare la possibilita' di esprimere, in condizioni di lucidita' mentale, le direttive anticipate che i medici devono rispettare nel caso un danno cerebrale grave impedisca la consapevole espressione dell'assenso o il dissenso alle cure"
"Io penso che nessuno debba decidere per noi e che ognuno abbia il diritto di autodeterminarsi e di esprimere, in base alle proprie convinzioni (e la propria fede, se c'e'), cosa vuole fare della propria esistenza, quando essa e' minacciata dalla perdita del bene piu' prezioso: la salute".
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