Lunedì 8 giugno 2026
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Verso la criminalizzazione dell'immigrato clandestino? Le preoccupazioni di Bucarest

U.E. - ITALIA
Notizia ·
La sicurezza nelle citta' italiane passa necessariamente dall'operato dei sindaci. La Stampa spiega la strategia del governo in materia: "La stretta sui clandestini e' una delle priorita' di governo ed e' Silvio Berlusconi in persona a annunciarla quando parla dei 'rischi dell'immigrazione selvaggia e non regolata'.
Cosi' non stupisce che il primo atto dei ministri sia una riunione a palazzo Chigi tra Maroni (Interno), Frattini (Esteri), Alfano (Giustizia) e La Russa (Difesa) per mettere mano al prossimo Pacchetto Sicurezza. Cinque i capitoli: immigrazione clandestina dai Paesi extracomunitari, rapporti con la Romania, ruolo dei sindaci, nuovi reati, criminalita' organizzata. Sul versante penale, ci saranno serie aggravanti per chi commette reati ai danni di anziani, bambini e handicappati, cosi' come ci sara' un giro di vite per chi viene trovato ubriaco al volante e per le rapine in villa.
Torna anche una vecchia di idea di Giuliano Amato: utilizzare i lavori socialmente utili come pena alternativa per chi commette piccoli reati. Sfuma abbastanza, invece, l'ipotesi d'istituire il reato di immigrazione clandestina. Al riguardo c'e' stata una sollevazione del mondo cattolico, ma anche dei tecnici del settore. E cosi' il ministro Maroni si dice 'personalmente favorevole', ma intanto rinvia la decisione al confronto con il collega della Giustizia. E anche Andrea Ronchi, ministro alle Politiche Comunitarie, che pure avrebbe visto bene la novita', si appella all'Europa: 'Non e' una decisione presa. Ci stiamo lavorando. Lavoreremo molto anche in Europa proprio per far si' che questo reato possa essere accettato'. Di fatto, difficilmente il nuovo reato entrera' nel decreto del governo. Qualcuno ha scoperto che sarebbe stato il modo migliore per bloccare i tribunali e non arrivare alle espulsioni perche' poi i clandestini avrebbero avuto diritto di restare in Italia fino a sentenza definitiva in Cassazione. Confermate nel vertice tra ministri molte tra le indiscrezioni circolate in questi giorni. Questione nomadi con passaporto rumeno: ci saranno il famoso tetto minimo di reddito legale (a Cittadella, in provincia di Padova, il sindaco leghista aveva indicato 5 mila euro all'anno) e la necessita' di indicare una residenza che rispetti gli standard urbanistici, ma anche una dichiarazione d'ingresso, per ottenere il certificato di residenza, in assenza del quale, dopo novanta giorni di libero soggiorno, puo' scattare l'allontanamento coatto. Confermato anche il progetto di moltiplicare i Cpt, specie al Nord, e di allungare i tempi di permanenza (attualmente sono 2 mesi; il 'sogno' dei ministri e' arrivare a 18 mesi, ma di mezzo c'e' la corte costituzionale). Per pagare le spese dei voli charter con cui il ministero dell'Interno intende portare via i clandestini, si battera' cassa a Bruxelles, dove ci sono fondi specifici.
E ci sara' anche la stretta sui ricongiungimenti familiari: si arrivera' sul serio all'esame del Dna per chi chiede di far arrivare i congiunti (e solo quelli di primo grado).
Capitolo cruciale della svolta sulla sicurezza, i sindaci.
Maroni vedra' domani i vertici dell'Anci (associazione nazionale comuni), ma l'incontro filera' liscio. Il ministro ha infatti annunciato in tutti i modi che dara' ai sindaci quello che chiedono da un anno a questa parte, e cioe' i poteri di ordinanza in tema di sicurezza pubblica. Uno scudo legale per evitare che i Tar di nuovo annullino tutto, come e' accaduto due giorni fa a Lecco. Saranno proprio loro, i sindaci, i principali alleati di Maroni. Lui ricambia. Da qui la decisione di nominare il prefetto di Milano 'commissario straordinario' per i problemi dei rom, che e' piaciuta molto a Letizia Moratti e a Filippo Penati ('Nell'area milanese si trovano 23 mila rom, per lo piu' localizzati nei comuni dell'hinterland. La situazione cosi' non e' sostenibile. Sono troppi', dice a sorpresa il presidente della Provincia, di centrosinistra, con grande scandalo di Rifondazione). A Roma, Gianni Alemanno e' gia' pronto a chiedere altrettanto: 'Sposo in pieno'. A Torino, Sergio Chiamparino vorrebbe capire meglio: 'Maroni non puo' incontrare i sindaci e con ognuno prendere un impegno diverso'".

I TIMORI DI BUCAREST. Una raccolta di firme on-line 'contro la demonizzazione dei romeni in Italia', organizzata dal Partito socialdemocratico romeno all'opposizione. L'iniziativa, lanciata oggi a Craiova, nel sud della Romania, dal leader del partito, Mircea Geoana, e' indirizzata al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ai ministri chiave del governo italiano, al presidente della Commissione europea Jose' Manuel Durao Barroso, al nuovo commissario Ue per la giustizia Antonio Tajani e al presidente del Parlamento europeo Hans Gert Poettering. Una mobilitazione necessaria, secondo Geoana, per superare quella che ha definito: 'la piu' grave crisi di immagine all'estero dai tempi degli orfanotrofi del regime dell'ex ditattore Nicolae Ceausescu'. 'Ogni giorno arrivano dichiarazioni dal nuovo governo italiano che chiedono di limitare l'accesso al mercato del lavoro e invocano persino l'espulsione massiccia di alcuni cittadini romeni dall'Italia', ha detto Geoana. 'La colpa principale pero' - ha aggiunto - non e' tanto della demagogia della classe politica italiana, quanto dell'incapacita' del governo romeno, del capo dello Stato, dei ministri degli interni e degli esteri che hanno assistito impassibili a questo tsunami'. Geoana, citato dall'agenzia Rompres, ha auspicato che a firmare la petizione siano 'quei romeni, italiani ed europei che non ritengono che tutti i romeni siano ladri o criminali, che tutti i rom siano legati alla Romania, e tutti coloro che condividono l'impegno nel difendere il nostro diritto di essere uguali agli altri'. I promotori della petizione puntano a raggiungere il traguardo di un milione di firme in un mese.    

L'UE CONTRO LA SOSPENSIONE DI SCHENGEN.
Inizierà oggi il confronto all`Europarlamento sulla proposta di direttiva, presentata dall`ex commissario Franco Frattini, per armonizzare le disposizioni sul rimpatrio degli immigrati clandestini espulsi dai paesi Ue, e sulle condizioni di detenzione nei centri d'accoglienza in attesa dell'identificazione dei sans-papiers.  Il punto piú controverso della proposta di direttiva è in realtà perfettamente in linea con le proposte di Maroni, e riguarda la fissazione di un limite massimo di 18 mesi di detenzione `amministrativa` per gli immigrati illegali. Le altre misure riguardano la possibilità di rimpatriare anche i minori, senza il bisogno di identificarne le famiglie e con la sola garanzia che ci sia un istituto che si ne prenda cura, il fatto che gli immigrati espulsi possano essere riportati anche nei paesi di transito, e l'armonizzazione a cinque anni del periodo in cui è fatto divieto agli immigrati clandestini di ritornare nel paese che li ha espulsi. La proposta di compromesso si scontra peró contro, da una parte, l`opposizione del gruppo socialista dell`aula di Strasburgo e dall`altra, in modo piú serio, le perplessità di 10 Stati membri, tra cui l`Italia, la Germania e la Francia, ma anche l`Ungheria e la Polonia, che hanno deciso di mantenere alcune riserve, volte per lo piú a fissare condizioni piú stringenti nei confronti dei clandestini.  Condizioni che peró difficilmente potranno passare attraverso una revisione delle norme di Schengen, ormai acquisite nel diritto comunitario, e che comunque non sono ancora applicate a paesi come la Romania e la Bulgaria. Bucarest, in particolare, punta ad entrare nella zona di libera circolazione dei cittadini nel 2012. "Una modifica di Schengen non si puó fare dall`oggi all`indomani, tanto piú che per ora sembra essere un`esigenza solo italiana", spiega Friso Roscam Abbing, portavoce dell`ex commissario Frattini, che a sua volta, in un`intervista, aveva indicato in "almeno due anni" i tempi necessari ad una revisione. E` vero che nel passato ci sono stati casi in cui Schengen è stata sospesa, ma si è sempre trattato di una misura straordinaria, decisa in casi eccezionali per motivi di ordine pubblico o di sicurezza nazionale, come in Francia all`indomani degli attentati di Londra del 2005 o per delle riunioni del G8 come quella di Heiligendamm, in Germania.  Ed è peró anche vero che il fatto che la Romania sia ancora fuori da Schengen non rappresenta un ostacolo per i cittadini che vogliono circolare liberamente in Europa: ai rumeni infatti non serve un visto, ma solo un passaporto per poter entrare in un altro Stato membro per motivi turistici. E mentre se il viaggio avviene in aereo i controlli sono fatti all'ingresso in Italia, i pullman vengono invece fermati solo alla prima frontiera dell`area Schengen. Una volta sul territorio italiano, chi resta per piú di 3 mesi deve dimostrare di avere un lavoro, oppure deve tornare in patria. "Dopo 90 giorni ti chiedono di dimostrare di non essere un fardello per il paese che ti ospita", spiegano fonti comunitarie da Bruxelles, osservando come questa formula lasci comunque margini di incertezza che permettono di sfuggire ai controlli.  "Per chi è legalmente registrato non possono essere imposte misure di rimpatrio, a meno che non ci sia una minaccia seria e documentata all'ordine pubblico, alla sicurezza e alla salute", osservano le fonti di Bruxelles, ricordando che "la vecchia direttiva nasce per consentire la libera circolazione delle persone, non per limitarla". Sospendere Schengen, concludono le fonti, "sarebbe come sospendere i trattati, poich, non si tratta solo delle frontiere".    

VELTRONI: NO A RONDE E CACCIA AGLI IMMIGRATI.
"Attenzione alla caccia agli immigrati e alle ronde". Lo ha detto Walter Veltroni intervenendo in aula alla Camera nel dibattito sulla fiducia al governo Berlusconi. Il leader del Pd affrontando il tema della sicurezza, ha sostenuto l'esigenza di un approccio rigoroso contro gli immigrati disonesti o i clandestini. Ma allo stesso tempo ha sottolineato che "bisogna accogliere coloro che lavorano e rappresentano il 6 per cento del Pil. Di essi - ha proseguito - la nostra economia ha bisogno" e li ha paragonati agli italiani che in passato "emigravano con la valigia di carta in mano".   
Veltroni ha ammonito: "Attenzione alla logica che ai piu' forti e' consentito di stabilire se ci si possa rifiutare o meno di offrire una sigaretta o portare i capelli in un certo modo".
E infine, ha definito "un errore enorme non aver approvato il pacchetto sicurezza di Amato" durante il governo Prodi.
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