Verso la regolarizzazione dei lavoratori clandestini in sciopero
Si avvicina alla fine in Francia lo sciopero dei lavoratori clandestini che da ormai una settimana chiedono di essere regolarizzati. Dopo l'incontro di ieri con i responsabili del ministero dell'Immigrazione, dell'integrazione e dell'identita' nazionale, i sindacati e le associazioni che difendono i "sans-papiers" hanno annunciato ieri di aver fatto dei "passi avanti" verso la regolarizzazione dei 600 immigrati clandestini che scioperano dal 15 aprile. Si tratta essenzialmente di lavoratori del settore alberghiero e ristorazione, di addetti alla sicurezza e di badanti e infermiere, molti dei quali vivono in Francia da diversi anni, hanno un contratto regolare e pagano imposte e contributi. Secondo quanto deciso ieri, entro stasera dovranno essere depositati nelle prefetture di Parigi e di quattro dipartimenti (province) limitrofi coinvolti gli elenchi completi dei "sans-papiers" che chiedono di essere regolarizzati. Domani il ministro Brice Hortefeux incontrera' i prefetti interessati per stabilire "una linea comune". Sempre domani Hortefeux incontrera' i sindacati per fare il punto sulle domande "caso per caso". Domani sera poi associazioni e sindacati hanno indetto una manifestazione di solidarieta'. Il governo rifiuta l'idea di una regolarizzazione in massa degli scioperanti e insiste sull'esame caso per caso da parte dei prefetti. Fra i criteri presi in conto, spiega Liberation, ci sono il possesso di "competenze particolarmente ricercate sul mercato del lavoro" (ma, fanno osservare i sindacati, dell'elenco di mestieri "ricercati" non fanno parte quelli, essenzialmente subalterni, della maggior parte degli scioperanti) e l'apprezzamento della "tensione locale del mercato del lavoro". Sulle decisioni dei prefetti dovrebbero anche pesare le pressioni del sindacato degli albergatori e dei ristoratori (Synhorcat), secondo il quale l'economia francese avrebbe bisogno che 50-100.000 "sans-papiers" vengano regolarizzati e chiede quindi la regolarizzazione in blocco degli scioperanti.
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