Vescovi: abbiamo buoni ricercatori, ma sistema non li valorizza
Il futuro della cura delle malattie cerebrali sta nell'alleanza' tra chirurghi e biologi. Lo hanno affermato gli esperti internazionali intervenuti alla consegna dei premi dell'associazione Atena per altrettante personalita' della ricerca scientifica nell'ambito delle neuroscienze avvenuta ieri a Roma. I premi sono andati al ricercatore americano Dennis Steindler dell'universita' della Florida, al neurochirurgo Gianfranco Rossi e alla ricercatrice premio Nobel Rita Levi Montalcini. 'Il segreto degli enormi progressi della cura delle malattie cerebrali sta in questa alleanza - ha spiegato Steindler - i biologi sono eccitati dalle scoperte sulle staminali e sulla possibilita' di rigenerare il tessuto cerebrale, ma c'e' biasogno anche dei chirurghi per arrivare al paziente'. Durante la cerimonia sono state presentate anche le linee principali della ricerca della fondazione nel campo delle malattie del cervello:'Mi aspetto che tutti i filoni che stiamo seguendo portino a risultati in tempi brevi - ha affermato Giulio Maira, fondatore dell'associazione e direttore dell'istituto di neurochirurgia del'universita' Cattolica di Roma - nel campo dei tumori cerebrali maligni, ma anche in quello degli aneurismi intracranici, delle staminali neurali e della chirurgia ricostruttiva'. Alla cerimonia hanno partecipato tra gli altri Oscar Luigi Scalfaro accompagnato dalla figlia Marianna, gli ex ministri della Salute Livia Turco e Girolamo Sirchia, monsignor Silvestrini e monsignor Vincenzo Paglia, il regista Enrico Vanzina e l'attore Leo Gullotta.
"In Italia abbiamo buoni ricercatori di grande creativita', ma attorno alla ricerca non c'e' un sistema forte che la valorizzi". Parola di Angelo Vescovi, docente di Biologia cellulare all'universita' degli Studi di Milano, direttore dell'Istituto cellule staminali di Terni e presidente dell'Associazione Atena Onlus.
"Il quadro della ricerca italiana e' sempre lo stesso - spiega amaramente l'esperto - perche' nel nostro Paese ci sono ricercatori innovativi con grandi idee che pero' non riescono a sviluppare per la mancanza di un sistema che li sostenga. La ricerca italiana e' viva, il sistema no". Secondo Vescovi non e' un problema di colore politico. "A prescindere da chi c'e' al Governo il quadro non cambia. Ed e' un peccato, perche' le possibilita' per fare bene ci sarebbero. Le neuroscienze sono un settore molto positivo, specialmente nel campo delle malattie neurodegenerative. In Italia siamo sempre in anticipo grazie ad una grande creativita' dei nostri ricercatori, ma il rischio e' che altri Paesi 'sequestrino' i progetti grazie alle loro diverse disponibilita'".
"In Italia abbiamo buoni ricercatori di grande creativita', ma attorno alla ricerca non c'e' un sistema forte che la valorizzi". Parola di Angelo Vescovi, docente di Biologia cellulare all'universita' degli Studi di Milano, direttore dell'Istituto cellule staminali di Terni e presidente dell'Associazione Atena Onlus.
"Il quadro della ricerca italiana e' sempre lo stesso - spiega amaramente l'esperto - perche' nel nostro Paese ci sono ricercatori innovativi con grandi idee che pero' non riescono a sviluppare per la mancanza di un sistema che li sostenga. La ricerca italiana e' viva, il sistema no". Secondo Vescovi non e' un problema di colore politico. "A prescindere da chi c'e' al Governo il quadro non cambia. Ed e' un peccato, perche' le possibilita' per fare bene ci sarebbero. Le neuroscienze sono un settore molto positivo, specialmente nel campo delle malattie neurodegenerative. In Italia siamo sempre in anticipo grazie ad una grande creativita' dei nostri ricercatori, ma il rischio e' che altri Paesi 'sequestrino' i progetti grazie alle loro diverse disponibilita'".
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