Sabato 6 giugno 2026
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Vescovi italiani: no a qualsiasi forma d'eutanasia

U.E. - ITALIA
Notizia ·
No all'abbandono delle cure, all'accanimento terapeutico e a forme piu' o meno esplicite di eutanasia. E' quanto ribadisce oggi la Conferenza episcopale italiana nel Messaggio per la Giornata nazionale della vita che si celebra il primo febbraio 2009. La presa di posizione dei vescovi italiani arriva nel momento in cui la vicenda di Eluana Englaro ha conosciuto nuovi drammatici sviluppi. 'C'e', poi, chi vorrebbe rispondere a stati permanenti di sofferenza, reali o asseriti - si legge nel testo - reclamando forme piu' o meno esplicite di eutanasia'.  'Vogliamo ribadire con serenita', ma anche con chiarezza che si tratta di risposte false: la vita umana e' un bene inviolabile e indisponibile, e non puo' mai essere legittimato e favorito l'abbandono delle cure, come pure ovviamente l'accanimento terapeutico, quando vengono meno ragionevoli prospettive di guarigione. La strada da percorrere e' quella della ricerca, che ci spinge a moltiplicare gli sforzi per combattere e vincere le patologie - anche le piu' difficili - e a non abbandonare mai la speranza'.    

ALTRI COMMENTI

 "Ora e' il momento della preghiera e del silenzio. Posso solo dire che occorre fare una legge che normi quell'area grigia tra la difesa delle cure e la tutela della vita". Con queste parole il senatore Antonio Tomassini, presidente della Commissione Igiene e sanita' del Senato, risponde ai cronisti sulla vicenda di Eluana Englaro, la giovane donna in stato vegetativo permanente da oltre 16 anni che, sabato scorso, e' stata colpita da un'emorragia interna.  "In questi casi non conta la parte politica, ma ogni giudizio e' di tipo individuale", conclude Tomassini, a margine dell'incontro per la presentazione oggi a Roma del 'Safety Book-A cura di chi cura'.    

Il Movimento politico cattolico 'Militia Cristi' 'continuera' a pregare ed ad agire con tutti i mezzi morali e giuridici leciti per salvaguardare il diritti alla vita di Eluana Englaro come ha gia' fatto anche in occasione della giornata a lei dedicata lo scorso 7 ottobre'. Militia Cristi, in una nota, reputa 'gravissimo che le sia stata omessa la trasfusione di sangue, ordinaria terapia che deve essere doverosamente espletata nei confronti di ogni paziente che versi nelle sue stesse condizioni'. Per il movimento 'il bon ton in casi come questo, in cui si sta colpendo il diritto alla vita nella sua fase terminale, finisca col costituire soltanto una complice omissione'.   

Il prevosto di Lecco, monsignor Franco Cecchin, e' d'accordo con l'arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, sulla necessita' di un maggior silenzio sulla vicenda umana di Eluana Englaro e della sua famiglia. Il prevosto e' infatti convinto che la storia drammatica della donna lecchese in stato vegetativo dal 1992, ora in condizioni stazionarie dopo un'emorragia interna, sia una 'realta' complessa' che tocca molti aspetti come quello etico e medico, giuridico, educativo e pastorale. 'Non mi pongo in giudizio nei confronti di papa' Beppino, ma sono disponibile all'ascolto e sabato - ha spiegato Cecchin - quando ho incontrato Beppino ci siamo abbracciati, in un abbraccio che indicava accoglienza da entrambe le parti'. Un rapporto stretto, nonostante le diverse posizioni su cosa sia vita e cosa no, che ha portato la libreria parrocchiale San Nicolo' a ospitare il libro 'Eluana, la liberta' e la vita' scritto da papa' Englaro. 'La libreria e' cattolica e pertanto universale - ha concluso Cecchin - e, pur mantenendo la propria identita' cristiana, e' aperta all'ascolto e alla comprensione delle motivazioni dell'altro. Visto che questo libro e' attento al dramma di un papa' e alla vicenda travagliata di una famiglia, abbiamo deciso che potesse essere un'occasione per tutti di riflessione'.   

Una legge sul testamento biologico? 'Si puo' vivere anche senza la legge, piuttosto che con una legge cattiva, che non dice niente'. A dirlo e' Umberto Veronesi, ex ministro della Sanita', commentando la vicenda di Eluana Englaro. 'Cio' che irrita tutti - dice Veronesi - e' che io nel mio disegno di legge per il testamento biologico ho introdotto nelle volonta' di dichiarare anche la rinuncia all'idratazione e all'alimentazione artificiale. D'altra parte, se uno vuole rimanere in stato vegetativo permanente non credo che voglia rinunciare a queste due cose. Non facciamo la legge? - ribadisce - Niente di grave, si puo' anche vivere senza'. In merito al ritardo che l'Italia ha nell'approvare una legge sul testamento biologico, Veronesi precisa infine che 'L'Italia ha aderito alla convenzione di Oviedo del '99 e l'ha ratificata nel 2002, quindi di fatto ha gia' accettato come tutti i paesi europei il pensiero e la regola che le volonta' espresse in precedenza da un malato che si trova in condizioni di totale incapacita' ad esprimersi, devono essere rispettate'.   

Il messaggio di apertura della Giornata per la Vita della Cei, secondo la quale la sospensione delle cure e l'eutanasia sarebbero false risposte per i malati, mentre la strada da percorrere sarebbe la ricerca di nuove cure, non piace all'associazione Luca Coscioni. 'In uno stato di diritto l'unica risposta accettabile a chi si trova nella fase finale della sua vita risiede nel principio di autodeterminazione degli individui, ai quali spetta comunque l'ultima parola nelle scelte che riguardano il loro corpo e la loro salute. Dall'altro lato, il richiamo della Cei alla necessita' di percorrere la strada della ricerca scientifica rappresenta un'affermazione 'evidentemente ipocrita, perche' sono proprio i vertici vaticani i primi a battersi con ogni mezzo affinche' i nuovi strumenti che potrebbero condurre a reali risposte per i malati, come la ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali, vengano proibiti agli scienziati del nostro paese'. Per l'associazione Coscioni 'la sensazione e' che il valore della vita umana nel senso in cui viene invocato dalla Cei sia un concetto del tutto astratto, che non tiene conto della vita concreta delle persone ed e' quindi inadatto a risolvere i drammi che affliggono migliaia di malati; ma si rivela utilissimo per mascherare la debolezza di una posizione illiberale e integralista, peraltro non condivisa da gran parte dell'opinione pubblica italiana'.    

'Considero sbagliate le posizioni della Cei sull'eutanasia perche' a me pare che il rispetto della vita debba essere anche il rispetto della sofferenza e della possibilita' di una persona di mettere fine alla propria sofferenza'. Lo ha detto il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, intervistato a Montecitorio. 'Francamente a me parrebbe molto piu' civile e rispettoso della vita umana permettere a ciascuno di decidere' aggiunge Ferrero.    

'Le posizioni della Cei sull'eutanasia sono comprensibili dal suo punto di vista che e' quello della Chiesa. Lo Stato pero' oltre a rispettare la vita deve anche garantire il pieno rispetto della volonta' della persona'. Lo dichiara Silvana Mura, deputata di Idv e membro della Commissione Affari Sociali, commentando il messaggio della Conferenza Peiscopale Italiana.  'In questo senso -aggiunge Mura- e' piu' che mai necessario regolare con una legge la questione del testamento biologico, che e' cosa diversa dall'eutanasia. E' evidente che nessuno deve mai essere costretto a somministrare la morte ad un altro essere umano. Ma e' altrettanto evidente -sottolinea- che lo stato deve dotarsi di una legge che consenta ad un cittadino, anche in stato di incoscienza, di far valere la propria volonta', purche' questa risulti in modo chiaro e incontrovertibile, nel rifiutare la somministrazione di cure mediche al di la' di una certa soglia che considera lesiva per la propria dignita' di essere umano'.    

'La nota della conferenza episcopale italiana fa chiarezza definitiva sulla materia di fine della vita e del cosiddetto testamento biologico'. Francesco Cossiga commenta il documento reso pubblico oggi e aggiunge che questo e' 'chiaro riflesso anche, oltre che del potere proprio dei vescovi italiani, del potere di somma giurisdizione del Papa. Questa direttiva sara' considerata in coscienza perche' di puntualizzazione concreta, l'insegnamento puntuale di morale ed e' doverosamente vincolante per tutti anche per i cardinali-arcivescovi delle sedi italiane...'.   

"Ora e' il momento della preghiera e del silenzio. Posso solo dire che occorre fare una legge che normi quell'area grigia tra la difesa delle cure e la tutela della vita". Con queste parole il senatore Antonio Tomassini, presidente della Commissione Igiene e sanita' del Senato, risponde ai cronisti sulla vicenda di Eluana Englaro, la giovane donna in stato vegetativo permanente da oltre 16 anni che, sabato scorso, e' stata colpita da un'emorragia interna.  "In questi casi non conta la parte politica, ma ogni giudizio e' di tipo individuale", conclude Tomassini, a margine dell'incontro per la presentazione oggi a Roma del 'Safety Book-A cura di chi cura'.    

La posizione espressa oggi dalla Conferenza Episcopale Italiana rappresenta un concreto aiuto alle famiglie che vivono un dramma simile a quello dei congiunti di Eluana Englaro. Lo sostiene Alfredo Mantovano, sottosegretario al ministero dell'Interno: "La posizione della Conferenza Episcopale Italiana costituisce un pressante invito ad abbandonare la facile scorciatoia costituita da forme piu' o meno esplicite di eutanasia diretta o indiretta", spiega Mantovano, "e ad impegnare le energie di tutti verso la creazione di un compiuto sistema di assistenza che, in frangenti cosi' dolorosi e difficili, sorregga ed aiuti le famiglie colpite dalla sventura". Per il sottosegretario "e' questo il compito che attende il Parlamento nell'immediato futuro, mettendo da parte ogni ipotesi di consenso prestato in via generale".   

"Considero molto importante che la CEI abbia ritenuto opportuno sottolineare ancora una volta che la vita umana e' un bene inviolabile ed indisponibile dal suo concepimento fino alla morte naturale". Cosi' la senatrice Laura Bianconi, vice presidente dei sentori del Pdl, in merito al messaggio che la Conferenza Episcopale dei Vescovi italiani ha voluto dare per la Giornata Nazionale per la Vita che si celebrera' il prossimo 1 febbraio 2009. "In quest'ultimo periodo si e' avuta una vera e propria strumentalizzazione della posizione della chiesa sulla indisponibilita' del diritto alla vita", aggiunge la Bianconi con riferimento al caso di Eluana Englaro: "La nota di oggi della Conferenza Episcopale serve a chiarire come i Vescovi non abbiano mai aperto la porta a nessuna possibile deriva a favore del diritto a porre fine alla propria vita, come ho sempre pensato. Questo rafforza la mia convinzione contraria non solo a qualsiasi forma che induca all'eutanasia attiva, ma anche a quella omissiva, come si avrebbe se nel nostro paese si legiferasse in favore delle DAT (Dichiarazioni Anticipate di Trattamento)".    

Ha ragione la Cei che "pone l'accento sul vero problema fondamentale che non è (solo) l'accanimento terapeutico, ma piuttosto l'abbandono terapeutico". E' il commento di Rocco Buttiglione, presidente dell'Udc, alle dichiarazioni della Cei sull'eutanasia.  "La nostra società - dice in una nota - lascia l'uomo solo davanti alla prova del dolore e della malattia e in questa solitudine cresce la depressione, la disperazione e il desiderio di morire. E' necessaria una grande mobilitazione sul tema del garantire ai nostri anziani la possibilità di trascorrere in modo umano gli ultimi anni della vita. Le politiche a questo fine - conclude Buttiglione - devono assumere come interlocutore fondamentale la famiglia, chiamandola ad assumere in pieno le proprie responsabilità, ma dandole anche i sostegni a cui ha diritto e di cui ha bisogno".    

'La Cei dovrebbe essere piu' tollerante e rispettosa delle nostre posizioni come noi lo siamo delle loro'. Lo afferma Silvio Viale, il medico radicale che da anni si occupa di eutanasia e di aborto, a proposito del documento della Cei reso noto oggi. 'Prendo atto delle posizione della Cei - dice Viale - non le condivido, ma le rispetto. Credo che anche la Cei dovrebbe rispettare le nostre posizioni ed essere piu' tollerante. Sull'aborto credo anch'io che ci possano sempre essere soluzioni alternative positive nel rispetto, pero', della dignita', delle aspirazioni e della volonta' della donna, perche' non devono mai diventare imposizioni'. Circa l'eutanasia Viale aggiunge: 'Non vedo alcun ostacolo all'introduzione anche in Italia di una legge analoga a quelle di Olanda, Lussemburgo e Belgio. Diverso e' il caso dello stato vegetativo permanente che consiste in uno stato di morte corticale senza piu' vita, come ha dimostrato il recente aggravamento biologico di Eluana Englaro. Eluana non ha mai potuto percepire l'aggravamento biologico come in 16 anni non ha mai potuto percepire nulla. Perche' la Cei continua a preferire le logiche di potere e dell'imposizione?'.   

Un appello al procuratore generale della Repubblica di Milano e' stato lanciato da tre associazioni (Vive onlus, Arco 92 e Federazione associazioni traumi cranici) perche' 'si accerti lo stato effettivo' in cui versa Eluana Englaro, dopo l'emorragia avuta nei giorni scorsi. Le associazioni, che da anni si occupano tra l'altro di pazienti in stato vegetativo, 'intendono sollecitare nuovamente l'attenzione della magistratura sul caso di Eluana Englaro'. 'Pochi giorni fa - scrivono in una nota - Eluana Englaro ha avuto una metrorragia ovvero un ciclo mestruale anomalo molto abbondante tale da essere considerato una vera e propria emorragia. Tale evento potrebbe sembrare banale ma non lo e' affatto. Va detto preliminarmente che Eluana da non molti mesi ha ripreso il suo ciclo mestruale, il che significa che la sua ghiandola ipofisaria ha ripreso a funzionare dopo un lunghissimo periodo di tempo. Alla luce di questo nuovo, e non unico, elemento le associazioni si rivolgono alla Magistratura perche' presenti ricorso nel merito avverso il provvedimento della corte d'appello di Milano sul caso Englaro'. 'Appare doveroso, prima di autorizzare la sospensione della nutrizione e idratazione artificiale ad un soggetto incapace - proseguono le associazioni - accertarsi effettivamente e inequivocabilmente dello stato effettivo in cui versa il soggetto stesso tenendo presente i requisiti richiesti dalla Suprema Corte'.    

Stanno 'leggermente migliorando' le condizioni di Eluana Englaro, la donna lecchese di 37 anni, in coma vegetativo dal 1992, nei giorni scorsi colpita da una grave emorragia, poi rientrata. Gia' da domani, come ha spiegato il neurologo Carlo Alberto Defanti, che la segue da anni, 'potrebbe essere fuori pericolo'. 'I valori dell'emoglobina hanno cominciato lentamente a risalire - ha chiarito Defanti - e domani probabilmente potremo dire che e' fuori pericolo'. Il medico ha anche voluto replicare alle affermazioni contenute nell'appello che alcune associazioni hanno inviato oggi al procuratore generale di Milano. 'Alla luce delle recenti novita' su Eluana - e' scritto nell'appello -: la sua ghiandola ipofisaria da alcuni mesi ha ricominciato a lavorare'. Per Defanti, chi sostiene queste teorie 'non solo non conosce il quadro clinico della donna, ma nemmeno la biologia'. La ghiandola ipofisaria di Eluana, ha spiegato Defanti, 'non ha mai cessato di funzionare dopo l'incidente, perche' i centri nervosi che sovrintendono alla regolazione ormonale, e in particolare l'ipotalamo, non sono stati colpiti'. Non solo dunque, secondo il neurologo, 'queste tesi sono prive di fondamento, ma vengono da chi non conosce ne' ha mai studiato la biologia'. Defanti e' il medico che per due volte, nell'ambito del procedimento giudiziario, diagnostico' l'irreversibilita' dello stato vegetativo di Eluana.    
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