Lunedì 8 giugno 2026
Menu

I vescovi: noi i clandestini li sposiamo lo stesso

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Il matrimonio è "un sacramento" e quindi, "in assenza di impedimenti canonici, non neghiamo il matrimonio" agli immigrati irregolari: lo spiega mons. Domenico Sigalini, segretario della commissione Cei per i migranti e assistente ecclesiastico generale dell'Azione cattolica, a commento delle norme previste nel pacchetto sicurezza Maroni.

"Per le nozze in chiesa bisogna fare le pubblicazioni sia in parrocchia sia in comune", spiega il vescovo in un'intervista alla 'Stampa'. "E' una pratica antica che serve a informare del matrimonio chiunque sia a conoscenza di precedenti legami o altri ostacoli. Dal punto di vista del codice di diritto canonico non cambia nulla se gli sposi hanno o meno il permesso di soggiorno.
Italiani, clandestini, immigrati regolari senza cittadinanza sono identici davanti al sacramento. Se lo chiedono alla Chiesa e ne hanno il diritto lo ottengono. Il problema peró - spiega Sigalini - si crea con la trascrizione. Con il Concordato, quando celebriamo in Chiesa un matrimonio, poi lo facciamo trascrivere allo Stato. Ma perch, ció avvenga serve che, prima della cerimonia, siano state fatte le pubblicazioni in comune. Dunque il permesso di soggiorno diventa un ostacolo a monte. Peró ció non toglie che se anche non gli vengono riconosciuti effetti civili, il matrimonio è assolutamente valido per la Chiesa".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →