Lunedì 8 giugno 2026
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VIA LIBERA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI ALLA RIFORMA DELLA CITTADINANZA (2)

U.E. - ITALIA
Notizia ·
REAZIONI (continua da VIA LIBERA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI ALLA RIFORMA DELLA CITTADINANZA)

Riconoscere la cittadinanza italiana ai figli di una coppia di immigrati di cui almeno uno sia residente regolarmente nel nostro paese è "una scelta logica per un paese come l'Italia che è diventato terra di immigrazione": è il commento di Mario Scialoja, presidente della sezione italiana della lega musulmana mondiale, all'istituto dello 'ius solis' introdotto nella normativa sull'immigrazione varata oggi dal Consiglio dei ministri. Introdurre lo 'ius solis' era stata una delle richieste avanzate al ministro dell'Interno, Giuliano Amato, da parte della Consulta per l'islam italiano di cui Sicaloja fa parte.
Quanto all'insieme del pacchetto approvato dal governo, l'esponente musulmano sottolinnea che si tratti di misure "positive". "E' bene abbreviare il termine per ottenere la cittadinanza, ora però bisognerebbe facilitare le procedure burocratiche per l'ottenimento della cittadinanza, che sono attualmente una corsa ad ostacoli".

"Le nuove ulteriori norme sull'immigrazione sono demagogiche e pericolose e si inseriscono in un contesto di iniziative devastanti realizzate senza un confronto aperto che abbia come base la legge Fini-Bossi. Prima la maxi sanatoria, poi il ricongiungimento per qualunque parente, ora l'accesso facilitato alla cittadinanza". Lo dichiara Maurizio Gasparri, deputato dell'esecutivo di An. "Si tratta - continua - di un errore gravissimo. E' necessario mantenere un termine lungo e adeguato prima di concedere la cittadinanza. L'introduzione dello jus soli una scelta assurda ed esclusa in tutti i paesi europei. Va stroncata". "In tema di immigrazione - ha aggiunto Gasparri - non va condannato solo il razzismo ma anche la demagogia di chi vuol far arrivare in Italia milioni di clandestini, presunti parenti di extracomunitari con l'aggiunta di un facile accesso alla cittadinanza. Bisogna invece, come hanno fatto Blair e altri leader europei, rendere piu' stringente le norme di accesso alla cittadinanza. Lo impone quanto avvenuto dopo l'11 settembre e l'ondata di fondamentalismo islamico. Personalmente, - ha concluso l'esponente di AN - e saremo certamente in molti, animero' una dura battaglia parlamentare contro queste norme che rappresentano un autentico attentato alla Costituzione italiana e agli interessi della nostra nazione".

- "Gli interventi sulla cittadinanza varati dal Governo segnano una svolta positiva nelle politiche dell'immigrazione". Questo il commento di Aly Baba Faje, responsabile Immigrazione Ds, al provvedimento varato oggi dal Consiglio dei ministri. "Su queste nuove riforme - continua Aly Baba - l'opposizione si renda disponibile per un confronto al di fuori di prese di posizione ideologiche. E' infatti auspicabile che le regole che riguardano l'immigrazione, possano trovare un consenso generale nel Paese".
"Se e' vero, come affermano alcuni esponenti dell'opposizione, che non c'e' nessun automatismo tra cittadinanza e integrazione, non si puo' non riconoscere che una legge moderna sulla cittadinanza non puo' far altro che favorire l'integrazione dei cittadini stranieri. Con le nuove norme, infatti, l'Italia si adegua ai maggiori paesi europei, come la Francia, la Gran Bretagna, la Germania, l'Olanda. Il nuovo provvedimento sulla cittadinanza degli immigrati - conclude Aly Baba Faye - e' un segno di consapevolezza e di grande senso di responsabilita' da parte di una classe dirigente che vuole affrontare questioni decisive per il futuro del Paese".

"Un disegno di legge civile, moderno ed europeo." Cosi' il senatore Luigi Bobba, responsabile Welfare della Margherita, commenta la decisione assunta oggi in Consiglio dei Ministri di dimezzare i tempi necessari per ottenere la cittadinanza italiana.
"Finalmente, con il via libera al provvedimento del Governo- spiega Bobba- l'Italia si appresta ad avviare una legislazione adeguata agli orientamenti piu' generali dell'Unione Europea, nonche' alle esigenze di un Paese dove i cittadini immigrati sono ormai quasi il 4 per cento".
La proposta di legge- precisa Bobba- segna un cambiamento rilevante anche per il futuro personale degli stranieri residenti in Italia, che potranno cosi' iniziare concretamente il percorso di integrazione nella nostra vita civile, sociale e lavorativa. Sara' piu' facile, per loro, impegnarsi a dare un futuro alla propria famiglia e ai propri figli e non dover piu' vivere con l'incubo dell'irregolarita' e della clandestinita'."
L'augurio del diellino, infine, e' che "il percorso legislativo alle Camere possa essere approfondito e che, nello stesso tempo, vada prontamente in porto".

"Cambiare le regole sulla concessione della cittadinanza equivale ad un colpo di Stato e il Governo lo vuole fare senza cambiare la Costituzione". La dichiarazione, allarmata, e' del deputato Roberto Cota del gruppo Lega Nord Padania, commentando le decisioni del Consiglio dei ministri di varare il disegno di legge per la cittadinanza dopo 5 anni.
"Mentre tutti gli altri Stati d'Europa stringono le maglie dell'immigrazione- aggiunge- da noi si spalancano le porte. Che senso ha attribuire la cittadinanza, dopo cosi' pochi anni, senza per altro verificare la conoscenza della nostra lingua, della nostra storia e della nostra cultura?"
Insomma, "altro che invocare il confronto ed un clima di intese- dice Cota- tutto fumo negli occhi. In realta' vanno avanti a distruggere tutto quello che si puo' distruggere" E allora, "se passa la loro idea- ha concluso Cota- presto saremo colonizzati".

"Sull'immigrazione il governo Prodi ha segnato un significativo miglioramento rispetto al governo Berlusconi. Peccato che la svolta sia stata solo di 180 gradi e non di 360, come sarebbe stato se il governo avesse disposto la chiusura dei cpt. Quanto a Calderoli: anziche' pensare alla guerra che accadra', a suo avviso, in Senato, quando si discutera' di immigrazione, pensi alla guerra che ha gia' all'interno del suo schieramento che finira' presto per svilire l'opposizione. E lasci parlare di sacrilegi agli altri, lui, che da leghista doc, non puo' ignorare la manifestazione-cerimonia in cui lo stato maggiore padano si riferiva paganamente al dio, parlando delle acque del fiume Po". Lo ha dichiarato il presidente della delegazione dei Comunisti italiani al Parlamento europeo, Marco Rizzo.

"Su ogni proposta e' legittimo e doveroso discutere, ma in questo periodo di sbarchi, varare un Ddl che agevoli l'acquisizione della cittadinanza per gli extracomunitari e' come fare uno spot a favore dell'immigrazione clandestina". Lo afferma Simone Baldelli, deputato di Forza italia e membro del direttivo del gruppo di Fi alla Camera, che aggiunge: "E con questa sortita agostana, a Camere chiuse, con milioni di italiani in viaggio verso le localita' turistiche, il governo Prodi, che rappresenta solo meta' del Paese, dimostra di non avere il senso di responsabilita' ne' per produrre una politica complessiva di programmazione economica, sociale e di sicurezza sul tema dell'immigrazione, ne'- conclude Balzelli- per cercare un confronto o per creare le condizioni di un dibattito serio e sereno che aiuti davvero il processo di integrazione".

"Non mi preoccupa tanto la proposta di diminuire gli anni di residenza necessari per la concessione della cittadinanza, peraltro i numeri di cui parla Amato sono limitati, semmai il fatto che si voglia attribuire alla cittadinanza l'esclusiva funzione di realizzare l'integrazione degli immigrati". E' il commento del presidente dei senatori di An Altero Matteoli al provvedimento varato dal Consiglio dei ministri.
"Ci confronteremo -aggiunge Matteoli- con impegno sulla proposta del governo, ma riteniamo che gli strumenti per rendere possibile l'effettiva integrazione degli immigrati siano soprattutto altri, gia' previsti dalla Bossi-Fini e che vanno incrementati. Per fronteggiare, invece, il grande esodo -osserva ancora- la strada maestra resta quella degli aiuti che l'Europa e il mondo occidentale devono dare alle popolazioni piu' povere del pianeta nei loro paesi d'origine".

"La strategia è giusta, ma questo non deve passare attraverso una sorta di polemica nei confronti della Bossi-Fini. Il principio cardine deve essere quello di legare l'ingresso in Italia al posto di lavoro". Così Bruno Tabacci, deputato dell'Udc, commenta con il quotidiano online Affaritaliani.it il ddl approvato dal governo sulla cittadinanza.
"Quello dell'integrazione dell'immigrazione attraverso procedure che arrivino fino alla cittadinanza - osserva il centrista - era una questione che si era posta anche negli anni passati. Lo stesso Fini aveva parlato del voto alle amministrative. Secondo me è una strategia giusta. Certo che deve essere corredata da politiche di immigrazione collegate alle esigenze di lavoro che ci sono".
Tabacci si dice favorevole a concedere il diritto di voto amministrativo agli immigrati "ma per coloro che già hanno un rapporto stabile di lavoro in Italia da un determinato periodo di anni. Anche lo stesso Fini aveva sollevato la questione durante la scorsa legislatura".

"Complimenti al ministro Amato e al Governo per i provvedimenti annunciati oggi in materia di immigrazione e cittadinanza". E' quanto dice Daniele Capezzone, segretario dei Radicali italiani. "L'approvazione di quelle norme segnera' la nascita di una "nuova Italia" capace non solo di "accogliere", ma di far tesoro dei "nuovi italiani". Ed allontanarsi dallo "ius sanguinis" per procedere verso lo "ius soli" e' un importante e coraggioso passo di civilta', che va sostenuto e aiutato".

"L'irresponsabilita' del governo determinera' nuovi e drammatici flussi immigratori. Ormai l'Italia e' considerata l'Eldorado per tutti gli immigrati che sanno che una volta approdati non saranno mai rimpatriati e che potranno perfino coltivare il sogno della cittadinanza 'facile'". Lo afferma Maurizio Ronconi, deputato dell'Udc. "Anche senza entrare nel merito delle decisioni assunte dal governo quello che e' certo e' che c'e' stato un errore clamoroso nella scelta dei tempi perche' si assumono queste decisioni solo quando non c'e' una straordinaria pressione immigratoria come invece e' oggi".

"Pieno apprezzamento" per la modifica, da parte del Consiglio dei ministri, delle norme per l' acquisizione della cittadinanza per gli stranieri, viene espressa oggi in una nota dall' assessore all' Immigrazione del Friuli Venezia Giulia, >Roberto Antonaz.
"La normativa italiana sulla cittadinanza, tradizionalmente piuttosto chiusa ed ancorata al desueto principio dello ius sanguinis - sottolinea Antonaz - viene oggi innovata sensibilmente, divenendo piu' adatta a rispondere ai grandi cambiamenti del nostro tempo e alle esigenze di una societa' che e', e sara' sempre piu', una societa' ove convivono e si mescolano tra loro diverse culture, lingue, religioni, tradizioni".
Secondo l' assessore "l' Italia, dopo anni di immobilita', torna a investire sul tema strategico dell' integrazione sociale degli stranieri. In questa direzione la Regione Friuli Venezia Giulia - conclude - puo' rappresentare un punto di riferimento importante a livello nazionale, avendo scelto di adottare una chiara politica di accoglienza e di inclusione sociale dei cittadini stranieri che vivono nella nostra Regione".

"La misura e' colma. Siamo stati troppo buoni finora, in ottanta giorni abbiamo dovuto subire piu' immigrati per tutti, piu' tasse per tutti e piu' delinquenti in circolazione per tutti e ora si arriva ad un vero e proprio golpe proponendo di dare cittadinanza e voto ai bingo-bongo per far recuperare alla sinistra, dagli ultimi arrivati, i voti che dagli italiani non gli arriveranno mai piu'. Questo e' un golpe mascherato, un attentato alla democrazia e quando c'e' in gioco la democrazia la Lega Nord torna a giocare e a giocare pesante". A lanciare l'ultimatum e' il vicepresidente del Senato e coordinatore delle Segreterie nazionali della Lega nord, Roberto Calderoli.
"Non solo quella legge verra' fatta a pezzi in Parlamento al Senato -incalza- ma scenderemo in piazza e sara' la piazza a far pentire amaramente chi, per i propri giochi di potere, vuol svendere la nostra identita', la nostra storia e il nostro popolo. Si accorgeranno che le manifestazioni dei loro sindacati erano cose da dilettanti rispetto a quello che vedranno".

"La 'guerra' che Calderoli minaccia per quando il ddl sull'immigrazione arrivera' in Senato, trovera' una Unione compatta e determinata nel difendere quanto previsto nel programma". E' quanto assicura il presidente dei senatori del Prc Giovanni Russo Spena replicando alle dichiarazioni del coordinatore della Lega, che aveva parlato di "ddl pro bingo-bongo" che verra' "fatto a pezzi" a palazzo Madama. "La decisione di concedere la cittadinanza agli immigrati dopo cinque anni invece che dieci - sottoliena Russo Spena - e' una fondamentale scelta di civilta' ed e' anche la prova della determinazione del governo Prodi nell'invertire drasticamente la rotta rispetto ale politiche della destra. Ma la concessione della cittadinanza ai minori, figli di almeno un immigrato residente in Italia da cinque anni, e' persino piu' importante e significativa perche' affianca al discutibile ius sanguinis lo ius soli, elemento infinitamente piu' civile e moderno".

"Calderoli dovrebbe ogni tanto ricordarsi che e' vicepresidente del Senato. E non esternare a tutti i costi per cercare i titoli a effetto". Lo dichiara Riccardo Villari, responsabile per le Riforme istituzionali della Margherita a proposito delle dichiarazioni di Calderoli sui provvedimenti del Consiglio dei Ministri.
"Il provvedimento sulla cittadinanza, che dimezza i tempi richiesti da 10 a 5 anni, varato oggi dal Governo e' un ottima decisione, che premia gli onesti lavoratori stranieri in regola che vivono nel nostro Paese. Al contrario le parole razziste di Calderoli sono lo specchio di un risentimento vergognoso che, questo si', non ha diritto di cittadinanza in un Paese quale e' il nostro. Da Calderoli ci aspetteremmo le scuse, che puntualmente non arriveranno. Speriamo almeno che i suoi colleghi della Cdl ne prendano le distanze".

*************************************************************** "Finalmente ci si mette dietro le spalle la stagione delle leggi-manifesto, fatte per esibire il nome di politici, come Bossi e Bini, che legiferano per rassicurare la piazza, per fare propaganda, per cavalcare le paure; Leggi rivelatesi ideologiche e, insieme, inefficaci, tanto da costringere al paradosso di sanatorie di massa". Cosi' Franco Monaco dell'Ulivo sul ddl immigrazione varato oggi dal Consiglio dei ministri.
"Torna il tempo della concretezza e della responsabilita' di governo - conclude Monaco - che coniugano principi di civilta' e legalita', diritti e doveri, sicurezza e solidarieta', braccia per il lavoro e dignita' delle persone".

"Gli immigrati, lo dicono le statistiche economiche e demografiche, sono una risorsa e non un peso ed e' quindi doveroso offrire un quadro di certezze giuridiche a quanti da molti anni vivono e lavorano nel nostro paese. In questa prospettiva, il diritto di cittadinanza e' il cardine di un processo di effettiva integrazione fondato sulla condivisione dei diritti e dei doveri". Lo afferma il ministro per le Politiche per la famiglia, Rosy Bindi.
"E' un percorso rigoroso che - prosegue il ministro - al tempo stesso indica la prospettiva certa a tutti quei lavoratori e alle loro famiglie che hanno investito una parte della propria vita in Italia. Diventare cittadini italiani non e' un privilegio e neppure un terno al lotto, ma la conclusione di un cammino con il quale si e' consolidata la condivisione delle nostre regole, dei nostri principi e delle nostre leggi".
"Estendere la possibilita' di diventare cittadino italiano anche ai figli di immigrati nati in Italia, significa favorire l'integrazione degli immigrati di terza generazione, quelli che nel nostro Paese stanno garantendo un lieve incremento delle nascite. Questi bambini sono una parte del nostro futuro e' giusto accoglierli - conclude Bindi -, fin dall'inizio, come nuovi cittadini di un paese che cresce e si sviluppa governando senza paura le novita' e le sfide di una societa' multietnica e multiculturale".

"Quello del voto agli immigrati e' un tema aperto gia' dalla precedente legislatura: spero che ora il governo possa fare una legge che accolga la proposta dell' Anci". Lo rileva Fabio Sturani, sindaco di Ancona e vicepresidente dell' Associazione dei Comuni italiani, nel giorno del via libera, da parte del Consiglio dei ministri, al provvedimento che riduce a cinque anni il tempo necessario agli stranieri residenti in Italia per ottenere la cittadinanza.
L'Anci aveva infatti gia' presentato un disegno di legge per il voto amministrativo ai cittadini non comunitari residenti da almeno cinque anni, grazie al nuovo potere normativo in materia assegnato ai Comuni dal titolo V della Costituzione. E alcuni comuni fra cui Genova, Torino, Ancona e Firenze, hanno gia' modificato in tal senso il proprio statuto. In analoga direzione sono poi andati anche alcuni Consigli regionali, come in Toscana, Emilia Romagna e Campania, e provinciali.
"Il voto agli immigrati e' un passo obbligato - osserva - rispetto alle scelte di governo compiute sul territorio per poter rappresentare tutti i cittadini. Ma in questa materia siamo ancora ultimi in Europa". Il governo precedente infatti, ricorda ancora Sturani, aveva annullato le delibere degli enti locali, che a loro volta avevano presentato ricorso al Tar. Con l'atto odierno del Consiglio dei ministri - all' indomani della presentazione di una proposta di legge Ds per il voto amministrativo agli immigrati - si e' fatto un passo avanti, rileva ancora Sturani, sulla strada indicata per i primi cento giorni nel programma dell' Unione. Ora Governo e Parlamento vadano avanti, conclude, visto che il tema figura tra gli impegni dei primi cento giorni nel programma dell' Unione.

"Per avere la cittadinanza italiana un immigrato deve sentirsi italiano e poterlo anche dimostrare, riconoscendosi nella lingua, nella cultura democratica, nei principi della costituzione italiana: piu' che sul numero di anni e' su questo che vogliamo confrontarci nella aule del Parlamento quando si discutera' la proposta sulla cittadinanza agli immigrati". Cosi' il deputato dell'Udc Carlo Giovanardi ha commentato il varo da parte del Cdm di norme che dimezzano il numero di anni necessario a stranieri residenti in Italia per ottenere la cittadinanza.

"Una politica di apertura molto meno ostile ai fenomeni migratori" ma mantenedo "la disciplina riguardo alle regole, ai doveri e ai diritti". Il presidente del Consiglio Romano Prodi, in un'intervista rilasciata ieri al quotidiano egiziano Akhbar Elyom, descrive con queste parole la politica Governo italiano in materia di immigrazione. "Io credo- ha aggiunto Prodi- che dobbiamo lavorare in modo piu' attivo riguardo all'immigrazione, non soltanto con dei numeri, non soltanto con un approccio burocratico ma proprio perche' questa immigrazione porti un incrocio di investimento in nuove attivita' economiche". Per quanto riguarda gli immigrati provenienti dall'Egitto, il premier ricorda che la quota e' stata aumentata recentemente a 7.000 unita'. "Non solo- aggiunge Prodi- i lavoratori egiziani in Italia sono tra i meglio inseriti".

"Con questo provvedimento l'attuale governo dimostra un nuovo e piu' civile atteggiamento di apertura nei confronti degli immigrati, che avvicina ulteriormente il nostro paese all'Europa". Lo sottolinea il MOvimento difesa del cittadino (Mdc) dopo l'approvazione da parte del Cdm del provvedimento che dimezza i tempi per ottenere la cittadinanza.
Si tratta di un disegno di legge, prosegue Mdc, "che accorcia le distanze tra cittadini stranieri e cittadini italiani" e che avra' conseguenze positive anche a livello burocratico. Gli extracomunitari, spiega Mdc, "fino a ieri per ottenere maggiori diritti avevano come unica possibilita' dopo 6 anni quella di richiedere la 'carta di soggiorno' (un particolare permesso di soggiorno che garantisce diritti aggiuntivi), per la quale sono necessari numerosi documenti che attestino requisiti ferrei per quanto riguarda, ad esempio, lo status lavorativo, reddituale e abitativo (come il certificato di idoneita' dell'alloggio e un reddito non inferiore all' assegno sociale). Oggi invece molti di loro possono ottenere gli stessi diritti concessi agli italiani con meno difficolta' burocratiche richiedendo la cittadinanza".

"Sono contrario alla politica del concedere senza nulla ottenere in cambio". Lo ha sottolineato oggi ilpresidente dellaRegione Veneto, Giancarlo Galan in una nota in merito al disegno di legge sulla cittadinanza agli immigrati. "E' sbagliato - precisa Galan - che il governo affronti il tema della cittadinanza scorporato dal fondamentale tema di una vera politica per l'immigrazione. Cosi' come e' stato profondamente sbagliato concedere l'indulto senza proporre nel contempo un progetto di riforma complessiva del nostro sistema carcerario, anche questa iniziativa rientra nello schema di un buonismo peloso, capace cioe' solo di procurare danni gravissimi al nostro Paese. Buonismo peloso perche' soltanto interessato ad incassi elettorali".
"Il governo sbaglia - continua Galan - anche perche' cio' che innanzitutto va stabilita e' la parita' tra i diritti e i doveri, tra i diritti da riconoscere all'immigrato e i doveri cui l'immigrato deve attenersi. Prima di concedere la cittadinanza nei tempi brevi proposti dal governo, bisogna che l'immigrato dimostri di conoscere perfettamente la nostra lingua, che condivida i valori della nostra societa' a iniziare dai valori democratici, che conosca la nostra cultura, che condivida i valori della civilta' occidentale e quelli propri dell'identita' nazionale".

Per sostenere le riforme del governo alla Bossi-Fini e per migliorare la condizione degli immigrati "la voce di chi si e' fatto sentire negli anni scorsi contro guerra, razzismo e contro tagli all'articolo 18 continui a farsi sentire". Cosi' il ministro della Solidarieta' sociale Paolo Ferrero alla platea che lo ascolta nel suo intervento nel palazzo occupato da Action a Roma, dove e' intervenuto a un incontro sul diritto alla casa. E' la prima volta di un ministro in un'occupazione, e Ferrero spiega che per sostenere il passaggio parlamentare dei provvedimenti decisi dal governo serve il sostegno dei movimenti, contro l'intenzione annunciata dalla destra di ricorrere alla piazza per contestare le riforme alla Bossi-Fini.
Riuscire a far passare quei provvedimenti "sara' complicato- spiega Ferrero- bisognera' in qualche modo che si manifesti il sostegno". Pero', precisa, "io non chiedo il sostegno al governo, sia chiaro, ma il sostegno a quelle politiche che migliorano la sistuazione degli immigrati. Credo che si faccia sentire la vostra voce su quelle politiche".
Cio', aggiunge il titolare della Solidarieta' sociale, "lo dico perche' la destra minaccia il ricorso alla piazza, come hanno gia' fatto avvocati e tutto il resto nelle scorse settimane. Credo- aggiunge- che noi, di fronte a questa situazione dobbiamo chiedere, per lo meno e' quello che credo io- sottolinea- non il sostegno al governo, ma che la voce di chi si e' fatto sentire negli anni scorsi, contro guerra, razzismo e contro i tagli all'articolo 18 continui a farsi sentire".
Ferrero parla a una sala stracolma di persone, in gran parte immigrati e occupanti di case, ognuno racconta le proprie storie, e molti fanno riferimento a "il mare intorno a Lampedusa, che e' un enorme cimitero dove migliaia e migliaia di nostri fratelli muoiono ogni giorno". A loro il ministro dice: "Io so che qui non posso darvi risposte immediate ne' sul problema della casa, ne' sul problema dell'immigrazione: quello che posso fare stasera e' provare ad aprire una discussione, un tavolo per confrontarsi che vada avanti". Insomma, aggiunge, "non sono qui per dirvi che questo e' un governo amico ma a dire che qui possiamo aprire una discussione".
Ferrero ricorda che la maggioranza, almeno al Senato, e' troppo esigua per garantire la certezza del buon fine dei provvedimenti da lui sostenuti, pero', aggiunge, far passare questi provvedimenti "sara' possibile se e' chiaro che in questo Paese continuano a scendere in piazza la sinistra e la gente che ha il problema dei propri bisogni, e non 'lor signori'".

"Una risposta di civiltà e di buon senso per quanti lavorano nelle nostre aziende contribuendo al progresso civile della nazione". Nicodemo Oliverio, responsabile organizzativo della Margherita, commenta così il provvedimento del governo che accorcia da 10 a 5 il numero di anni di residenza in Italia necessario per richiedere la cittadinanza.
"Un disegno di legge veramente riformista - dice Oliverio - che avvicina l'Italia all'Europa e interviene migliorando la legislazione in una materia importante e dai delicati risvolti sociali".
"Era importante - prosegue - dare un segnale di vicinanza e di non ostilità ai cittadini immigrati che rappresentano una risorsa umana di primissimo ordine per il nostro paese. Finalmente tanti di loro potranno sentire l'Italia la loro casa. Un provvedimento pienamente in sintonia con la tradizione cattolica democratica che si ispira alla cultura del dialogo e dell'accoglienza".

"Avevamo detto che avremmo fatto la riforma della cittadinanza, e oggi facciamo una riforma seria, che garantisce a coloro che vogliono diventare cittadini italiani di diventarlo a tutti gli effetti, rispettando le regole e le leggi dello Stato italiano". Alfonso Pecoraro Scanio, ministro dell'Ambiente, parla così del decreto legislativo approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, con il quale si recepiscono le direttive comunitarie del 2003 sul diritto di cittadinanza. Pecoraro Scanio, che ha parlato coi cronisti a margine dell'inaugurazione di Festambiente, presso il Parco Naturale della Maremma, ha rivendicato la coerenza delle azioni del Governo con quanto promesso agli elettori: "Noi applichiamo il programma del centrosinistra".
A tale proposito, il ministro ha citato alcuni provvedimenti presi nella giornata di oggi in materia di caccia e diritto alla casa, ed ha criticato le scelte del precedente esecutivo per quanto riguarda il Corridoio Tirrenico: "Non c'è nessun progetto autostradale - ha detto - si deve migliorare l'Aurelia come abbiamo sempre detto, vedo che ormai si sta rilavorando. Ci abbiamo messo 5 anni in cui purtroppo il centrodestra, parlando di autostrada in Maremma, ha fatto perdere tempo per la messa in sicurezza ed il potenziamento dell'Aurelia. Peraltro il Governo ha già detto con chiarezza che i soldi non ci sono per i megaprogetti faraonici e fasulli. Bisogna fare le opere serie, quelle che servono al Paese".
Pecoraro Scanio quindi non commenta le voci persistenti sull'ipotesi di allargamento della maggioranza, sulle quali era stato interpellato dai cronisti presenti: "In Italia - sottolinea - se anche i giornalisti stessero meno appresso al gossip politico, e guardassero i provvedimenti, sarebbe più utile per tutti".

"Ho l'impressione che ci siano tante realta' italiane che sono pronte, e qualche altra no. Ma prima mi permetta di fare una riflessione storica. Questo e' un fenomeno che comincia in Italia alla fine degli anni Settanta. Parliamo di trent'anni fa". Cosi' il presidente del Censis, Giuseppe De Rita, interviene in un'intervista a "La Repubblica" sul disegno di legge Amato per gli immigrati. Per De Rita, dunque, il problema "l'abbiamo continuamente rimosso. Non ci interessava approfondirlo fino in fondo".
"Pensavamo -continua- che fosse un fenomeno di dimensioni limitate. Perche' per noi gli immigrati erano i lavavetri o gli albanesi. L'abbiamo rimosso, punto. La cultura collettiva italiana e' stata sollecitata ad affrontare questo problema? La risposta e' no".
"Non possiamo risolvere con una legge -aggiunge ancora- un problema che se viene messo sul piano giuridico rischia di essere ammazzato dalle furbizie e dalle stupidita' degli uomini. Dobbiamo sapere e far sapere agli italiani che se non riusciamo a creare un collegamento di integrazione economica e integrazione sociale, per arrivare alla cittadinanza, noi andiamo diritti verso il caos".

"Dopo porte aperte anche urne aperte agli immigrati. Questa maggioranza colabrodo prodiana non finisce di stupirci con i suoi blitz legislativi da colpi di sole. Aver dimezzato i tempi da dieci a cinque anni per ottenere la cittadinanza italiana e il diritto a recarsi alle urne e' un altro irresponsabile espediente escogitato dall'esecutivo galleggiante dell'Unione per accaparrarsi i voti e i consensi piu' disparati". Lo ha detto Antonio Martusciello, deputato di Forza Italia.
"Questa liberalizzazione da disperati fara' gongolare gli scafisti che vareranno flotte di carrette del mare per scaricare sulle nostre coste migliaia di extracomunitari attirati da promesse da paese di bengodi", sottolinea il componente della Consulta di Forza Italia.
"Cosi' non si fanno gli interessi della collettivita' e neanche degli extracomunitari in regola, che gia' hanno un lavoro ma solo di una banda ideologicamente esaltata che - conclude Martusciello - dietro certe sortite demagogiche, dannose nasconde una sola volonta': rimanere a ogni costo al potere".

"Difficile non concordare" con lo spirito delle misure approvate ieri dal Consiglio dei ministri in materia di cittadinanza e immigrazione, ma occorre sollevare qualche "interrogativo": 'Avvenire' accoglie con cautela l'iniziativa del governo.
"L'allargamento delle maglie che viene prospettato - domanda un editoriale del quotidiano dei vescovi - favorirà i processi di integrazione o rischia di dare disco verde anche a persone che vogliono semplicemente sfruttare i vantagi derivanti dall'acquisizione di certi diritti senza sottomettersi ai relativi doveri?". L'editorialista Giorgio Paolucci cita come controesempio gli attentati terroristici compiuti l'anno scorso a Londra da figli di immigrati e i recenti disordini delle 'banlieues' francesi.
"Non si tratta per nessuno di difendere a spada tratta un'identità chiusa e congelata - precisa 'Avvenire' - ma di pensare insieme a una convivenza in cui ciò che fonda la nostra tradizione viene ad arricchirsi con nuovi contributi, compatibili con essa". Il quotidiano della Cei cita, al proposito, una serie di requisiti: "Conoscenza (obbligatoria) della lingua, della storia, delle tradizioni, dei principi giuridici che fondano il Paese di cui si vuole diventare parte integrante".

Il leader del movimento Diritti civili, Franco Corbelli, ha segnalato la storia di due fratellini ciechi, Marko e Branko, di 9 e 8 anni, nati in Italia da una coppia di profughi serbi, espulsi dall'Italia, ma autorizzati, con un permesso straordinario a restarvi temporaneamente solo per poter curare i propri figli, che dovranno lasciare il Paese perche' non potranno beneficiare della legge per la cittadinanza agli immigrati.
"Sono oltre 5 anni, da quando abbiamo saputo del loro caso - ha sostenuto Corbelli - che Diritti Civili lotta per aiutare questi bambini e i loro poverissimi genitori. Quello che sino ad oggi siamo riusciti ad ottenere per loro e' gia' un grande risultato, un primo miracolo. Marko e Branko, nati con problemi agli occhi, hanno perso la vista: Branko a tutti e due mentre a Marko siamo riusciti a salvare un occhio con un delicato e difficile intervento eseguito a Bologna. Dopo avere vissuto in una tenda, accanto ad una discarica, alla periferia di Cosenza, oggi i bambini necessitano di visite e cure continue: Marko per mantenere la vista all'unico occhio buono e Branko per evitare il pericolo di infezioni. Vanno a scuola insieme. Mano nella mano. Marko guida con il suo unico occhio vedente il fratellino".
"La legge sull'immigrazione - ha aggiunto Corbelli - purtroppo non prevede per loro il diritto alla cittadinanza e quindi alla possibilita' di restare nel nostro Paese. I loro diritti sono stati ignorati e calpestati. Per i bambini e' la fine di ogni speranza. I loro genitori, per colpa della guerra, non hanno piu' niente. Ne' un paese, ne' una casa dove andare. Per questo chiedono di poter restare per sempre in Italia, per continuare a curare i loro poveri e sfortunati bambini non vedenti".
"Puo' - ha concluso Corbelli - un Paese civile e una legge sulla immigrazione che viene definita di grande civilta' e umanita', non dare ospitalita', non accogliere questi due fratellini? Si puo' negare il diritto all'assistenza sanitaria, alla salute e alla vita a questi due bambini? Continuero' personalmente a lottare, con ogni mezzo lecito e con forme clamorose di protesta, per impedire che questi sfortunati fratellini, gia' cosi' colpiti da un destino crudele, vengano cacciati dal nostro Paese".

"Le coordinate di un confronto, aperto, sereno e costruttivo, senza pregiudizi ne' steccati, sono chiaramente espressi nel documento di An che ha aperto il dibattito all'inizio dell'estate, sia per quanto riguarda la riforma necessaria per il diritto di cittadinanza sia per quanto riguarda il voto degli immigrati alle amministrative". E' quanto ha rilevato l'onorevole Adolfo Urso dell'esecutivo nazionale di Alleanza Nazionale secondo cui "la destra e' pronta a dare il proprio contributo secondo il principio dell'accoglienza se non sara' smantellata anzi applicata la legge Bossi-Fini".
"Non ci puo' essere integrazione responsabile se non c'e' anche duro contrasto alla clandestinita' e controllo dei flussi migratori. Altrimenti - aggiunge - si alimentano da una parte pericolose illusioni, e quindi nuove ondate di sbarchi come sta purtroppo avvenendo, e dall'altra paure e timori che sono a fondamento di reazioni xenofobe. Peraltro - conclude Urso - le parole sconsiderate del ministro Ferrero rivelano come a sinistra vi siano coloro che pensano solo ad azioni strumentali, addirittura alla caccia al voto, piuttosto che a responsabili scelte di civilta"'.

"La nuova legge che consente agli stranieri di ottenere entro cinque anni la cittadinanza e il diritto di voto portera' rapidamente il nostro Paese allo sfascio".
A sostenerlo e' il capogruppo di Forza Italia a Palazzo Ferro-Fini, Remo Sernagiotto, secondo il quale questo provvedimento, pensato soprattutto per incassare consensi elettorali a sinistra, stravolgera' il delicato equilibrio che si e' venuto a creare nell'ambito dell'integrazione e della coesione sociale. "Secondo le stime della Caritas, - afferma Sernagiotto - sono piu' di un milione gli stranieri gia' in possesso dei requisiti per diventare cittadini italiani, non 18 mila all'anno come sostiene il Ministro dell'Interno, Giuliano Amato. Solo tra un decennio, pero', ci renderemo davvero conto dei gravissimi danni che queste sciagurate manovre in tema di immigrazione stanno facendo al nostro Paese. Ci ridurremo presto ai livelli della Francia, con un conflitto sociale oggi inimmaginabile".
Il capogruppo forzista lancia poi un appello a tutta la coalizione di centrodestra: "Ora tocca a noi muoverci per difendere l'Italia, e l'unico strumento che abbiamo a disposizione e' il referendum. Dobbiamo spiegare ai cittadini il pericolo che sta correndo il nostro Paese in mano ad un Governo prigioniero della sinistra radicale e promuovere quanto prima una consultazione popolare contro i 350 mila nuovi permessi di soggiorno e contro la cittadinanza concessa agli stranieri dopo soli cinque anni di residenza nel suolo italiano".
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