Vicenda Sebire: verso il non luogo a procedere
La procura di Dijon s'accinge ad archiviare l'inchiesta per "istigazione al suicidio", aperta a giugno in seguito alla morte di Chantal Sebire.
"Mi sono fatto trasmettere il rapporto dell'inchiesta e molto probabilmente decidero' la chiusura" dell'indagine preliminare, ha comunicato il 15 ottobre il procuratore della Repubblica, Jean-Pierre Alacchi. L'inchiesta era stata aperta il 20 giugno e affidata alla sezione ricerche della gendarmeria di Dijon, tre mesi dopo la morte della donna colpita da tumore incurabile, e che chiedeva l'eutanasia. Secondo il magistrato, "sono state sentite numerose persone, ma nulla e' emerso, ne' come, ne' da chi Chantal Sebire si fosse procurata il prodotto" (pentobarbital, ndr) che ha assunto per darsi la morte."Sara' dunque un'archiviazione senza seguito, causa autore sconosciuto", ha concluso il procuratore. Ha pero' precisato che dovranno essere fatte delle "ultime verifiche" presso il laboratorio implicato nella produzione del farmaco.
Chantal Sebire soffriva di un tumore doloroso che le deformava crudelmente il viso, e invano aveva sollecitato dalla giustizia il diritto di ricorrere all'eutanasia. La morte l'ha colta il 19 marzo scorso nella sua abitazione a Plombieres (Cote-d'Or), dopo aver ingerito una "dose mortale" del barbiturico, accreditando la tesi del suicidio.
"Mi sono fatto trasmettere il rapporto dell'inchiesta e molto probabilmente decidero' la chiusura" dell'indagine preliminare, ha comunicato il 15 ottobre il procuratore della Repubblica, Jean-Pierre Alacchi. L'inchiesta era stata aperta il 20 giugno e affidata alla sezione ricerche della gendarmeria di Dijon, tre mesi dopo la morte della donna colpita da tumore incurabile, e che chiedeva l'eutanasia. Secondo il magistrato, "sono state sentite numerose persone, ma nulla e' emerso, ne' come, ne' da chi Chantal Sebire si fosse procurata il prodotto" (pentobarbital, ndr) che ha assunto per darsi la morte."Sara' dunque un'archiviazione senza seguito, causa autore sconosciuto", ha concluso il procuratore. Ha pero' precisato che dovranno essere fatte delle "ultime verifiche" presso il laboratorio implicato nella produzione del farmaco.
Chantal Sebire soffriva di un tumore doloroso che le deformava crudelmente il viso, e invano aveva sollecitato dalla giustizia il diritto di ricorrere all'eutanasia. La morte l'ha colta il 19 marzo scorso nella sua abitazione a Plombieres (Cote-d'Or), dopo aver ingerito una "dose mortale" del barbiturico, accreditando la tesi del suicidio.
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