Vodafone: il cellulare 'fisso' puo' partire
Vodafone attende solo il via libera dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni per lanciare sul mercato il 'telefonino domestico', il cellulare che si usa col numero di casa. 'Non ci risulta che per avviare servizi di telefonia fissa via radio siano necessarie procedure come riportato dal alcuni giornali. L'Agcom ha gia' dato l'approvazione ad una schema di delibera che riconosce l'orientamento pro-competitivo e innovativo di questi servizi e in tutti gli altri Paesi europei in cui questo e' avvenuto, come Francia, Spagna, Portogallo e Germania, non e' stata necessaria alcuna procedura di consultazione con la Comunita' Europea, la quale e' naturalmente favorevole a servizi concorrenziali nel campo della telefonia fissa'. E' quanto sottolinea l'amministratore delegato di Vodafone Italia, Pietro Guineani, rispondendo alle domande dei cronisti -in occasione della relazione annuale dell'Autorita' delle Comunicazioni- sul possibile stop al 'telefonino domestico' da parte della Ue. 'Vodafone-casa e' un servizio di telefonia fissa via radio come tale rappresenta anche un'innovazione tecnologica. Quindi siamo tranquilli in attesa della delibera finale dell'Agcom che dia completamente luce verde a questa innovazione tecnica e commerciale'.
Guineani ha cosi' chiarito il punto di vista di Vodafone a seguito di di una comunicazione dell'Ue all'Agcom per chiarire gli aspetti procedurali comunitari di alcune misure che la stessa authority nazionale intende imporre alle società Vodafone e Telecom Italia riguardo alle nuove offerte di servizi integrati fisso-mobile (rispettivamente "Vodafone casa numero fisso" e "Unico").
Agcom non ha ancora pubblicato i propri provvedimenti, ma ne ha inviato a Bruxelles le bozze, che la Commissione dice di aver "valutato attentamente, al fine di raggiungere delle conclusioni preliminari riguardanti le procedure comunitarie da seguire". La lettera dell'Esecutivo Ue, inviata 13 luglio scorso a Roberto Viola, segretario Generale di Agcom, è firmata dai direttori generali per la Società dell'Informazione e Media, Fabio Colasanti, e per la Concorrenza, Philip Lowe. I provvedimenti che Agcom intende adottare, segnala la Commissione, sono di tre tipi: da una parte misure di protezione dei consumatori, dall'altra misure specifiche per ognuna delle due società, Vodafone e Telecom Italia, concernenti la regolazione sia dei servizi al dettaglio che di quelli 'all'ingrosso'. Per 'Vodafone casa numero fisso' le misure del regolatore riguardano "l'uso delle frequenze e i 'numeri geografici', la portabilità del numero e l'identificazione delle chiamate entranti, e anche i costi di terminazione delle chiamate". Per 'Unico', invece, l'Agcom intende imporre a Telecom Italia "di concludere accordi d'interconnessione con altri operatori fissi o mobili che vogliano offrire servizi comparabili ai loro clienti su una base equa, ragionevole e non discriminatoria". I due direttori generali di Bruxelles ricordano "che qualunque misura ('remedy', ndr) che sarà prevista per Vodafone e per Telecom Italia dovrà essere imposta agli operatori solo se risulterà che possiedono un significativo potere di mercato (Smp), a seguito di una procedura di analisi di mercato", come prescrive la direttiva quadro Ue sulle telecomunicazioni agli articoli 14,15 e 16. Le misure stesse, poi, "dovranno essere notificate alla Commissione". Questa opzione è stata scelta, ad esempio, ricorda la Commissione, "dalle autorità regolatrici nazionali austriaca e tedesca, per il prodotto 'Vodafone Zuhause'". Ma il regolatore italiano potrà scegliere anche un'altra strada. "Se tuttavia Agcom intende usare l'art.5 della 'Direttiva sull'accesso' come base giuridica" per i suoi provvedimenti, osserva la Commissione, allora "gli obblighi di interconnessione potranno essere imposti anche alle imprese che controllano l'accesso (alla rete, ndr), nella misura necessaria ad assicurare l'interconnettività da punto a punto". Se l'authority italiana sceglierà quest'opzione, "dovrà dimostrare, separatamente per ognuno dei due servizi, quali sono i problemi di connettività da punto a punto per i quali è necessario l'intervento regolatorio". Sta al regolatore nazionale, insomma, decidere quale delle due soluzioni adottare. I servizi della Commissione notano, infine, che potrebbe non essere necessario notificare a Bruxelles alcune altre misure previste da Agcom, e in particolare quelle relative alla protezione dei consumatori e i provvedimenti riguardanti l'uso dei numeri geografici e delle frequenze. Fonti dell'authority italiana, sentite da Apcom, si sono dette "sorprese" del clamore e dell'interpretazione dati oggi alla lettera da una parte della stampa italiana. Secondo le fonti di Agcom, "si tratta solo di un normale dialogo a livello procedurale con i servizi della Commissione, e assolutamente non di uno stop" dato da Bruxelles.
Guineani ha cosi' chiarito il punto di vista di Vodafone a seguito di di una comunicazione dell'Ue all'Agcom per chiarire gli aspetti procedurali comunitari di alcune misure che la stessa authority nazionale intende imporre alle società Vodafone e Telecom Italia riguardo alle nuove offerte di servizi integrati fisso-mobile (rispettivamente "Vodafone casa numero fisso" e "Unico").
Agcom non ha ancora pubblicato i propri provvedimenti, ma ne ha inviato a Bruxelles le bozze, che la Commissione dice di aver "valutato attentamente, al fine di raggiungere delle conclusioni preliminari riguardanti le procedure comunitarie da seguire". La lettera dell'Esecutivo Ue, inviata 13 luglio scorso a Roberto Viola, segretario Generale di Agcom, è firmata dai direttori generali per la Società dell'Informazione e Media, Fabio Colasanti, e per la Concorrenza, Philip Lowe. I provvedimenti che Agcom intende adottare, segnala la Commissione, sono di tre tipi: da una parte misure di protezione dei consumatori, dall'altra misure specifiche per ognuna delle due società, Vodafone e Telecom Italia, concernenti la regolazione sia dei servizi al dettaglio che di quelli 'all'ingrosso'. Per 'Vodafone casa numero fisso' le misure del regolatore riguardano "l'uso delle frequenze e i 'numeri geografici', la portabilità del numero e l'identificazione delle chiamate entranti, e anche i costi di terminazione delle chiamate". Per 'Unico', invece, l'Agcom intende imporre a Telecom Italia "di concludere accordi d'interconnessione con altri operatori fissi o mobili che vogliano offrire servizi comparabili ai loro clienti su una base equa, ragionevole e non discriminatoria". I due direttori generali di Bruxelles ricordano "che qualunque misura ('remedy', ndr) che sarà prevista per Vodafone e per Telecom Italia dovrà essere imposta agli operatori solo se risulterà che possiedono un significativo potere di mercato (Smp), a seguito di una procedura di analisi di mercato", come prescrive la direttiva quadro Ue sulle telecomunicazioni agli articoli 14,15 e 16. Le misure stesse, poi, "dovranno essere notificate alla Commissione". Questa opzione è stata scelta, ad esempio, ricorda la Commissione, "dalle autorità regolatrici nazionali austriaca e tedesca, per il prodotto 'Vodafone Zuhause'". Ma il regolatore italiano potrà scegliere anche un'altra strada. "Se tuttavia Agcom intende usare l'art.5 della 'Direttiva sull'accesso' come base giuridica" per i suoi provvedimenti, osserva la Commissione, allora "gli obblighi di interconnessione potranno essere imposti anche alle imprese che controllano l'accesso (alla rete, ndr), nella misura necessaria ad assicurare l'interconnettività da punto a punto". Se l'authority italiana sceglierà quest'opzione, "dovrà dimostrare, separatamente per ognuno dei due servizi, quali sono i problemi di connettività da punto a punto per i quali è necessario l'intervento regolatorio". Sta al regolatore nazionale, insomma, decidere quale delle due soluzioni adottare. I servizi della Commissione notano, infine, che potrebbe non essere necessario notificare a Bruxelles alcune altre misure previste da Agcom, e in particolare quelle relative alla protezione dei consumatori e i provvedimenti riguardanti l'uso dei numeri geografici e delle frequenze. Fonti dell'authority italiana, sentite da Apcom, si sono dette "sorprese" del clamore e dell'interpretazione dati oggi alla lettera da una parte della stampa italiana. Secondo le fonti di Agcom, "si tratta solo di un normale dialogo a livello procedurale con i servizi della Commissione, e assolutamente non di uno stop" dato da Bruxelles.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti