Washington. Ex Governatore lancia referendum per legalizzare il suicidio medicalmente assistito
Una coalizione di associazioni capeggiata dall'ex Governatore Booth Gardner ha lanciato una proposta modellata sulla legge dell'Oregon per la legalizzazione del suicidio medicalmente assistito.
L'iniziativa, che mira ad inserire un quesito referendario sulla scheda elettorale del novembre 2008, dovra' essere sottoscritta da 225mila firme da raccogliere entro il 3 luglio.
Nel 1991, gli elettori di Washington avevano respinto una proposta referendaria che avrebbe legalizzato non solo il suicidio assistito, ma anche l'eutanasia attiva.
La legge in Oregon, su cui e' modellata la proposta dell'ex Governatore, ha permesso a 292 malati terminali con meno di 6 mesi di vita di ottenere la prescrizione di farmaci per togliersi la vita.
Cosi' come in Oregon, la campagna di raccolta firme trovera' l'opposizione dei gruppi conservatori e religiosi. Lo scontro si concentrera' soprattutto sul linguaggio della proposta referendaria. Se per i proponenti, come l'associazione Compassion & Choices, si parla di "aiuto medico al morire", per gli oppositori la pratica e' "medical killing" o "uccisione medica".
Secondo un sondaggio del Pew Research Center, il 46% degli americani e' favorevole alla legalizzazione della pratica, mentre il 45% e' contrario. Ma quando viene usato il termine "suicidio" o "omicidio", invece di "morte assistita", l'opposizione alla pratica aumenta.
"Se Compassion & Choices di Washington vince la battaglia del linguaggio, avra' vinto", spiega il medico Charles Benz, presidente dell'associazione medica Physicians for Compassionate Care, contraria alla proposta.
L'iniziativa, che mira ad inserire un quesito referendario sulla scheda elettorale del novembre 2008, dovra' essere sottoscritta da 225mila firme da raccogliere entro il 3 luglio.
Nel 1991, gli elettori di Washington avevano respinto una proposta referendaria che avrebbe legalizzato non solo il suicidio assistito, ma anche l'eutanasia attiva.
La legge in Oregon, su cui e' modellata la proposta dell'ex Governatore, ha permesso a 292 malati terminali con meno di 6 mesi di vita di ottenere la prescrizione di farmaci per togliersi la vita.
Cosi' come in Oregon, la campagna di raccolta firme trovera' l'opposizione dei gruppi conservatori e religiosi. Lo scontro si concentrera' soprattutto sul linguaggio della proposta referendaria. Se per i proponenti, come l'associazione Compassion & Choices, si parla di "aiuto medico al morire", per gli oppositori la pratica e' "medical killing" o "uccisione medica".
Secondo un sondaggio del Pew Research Center, il 46% degli americani e' favorevole alla legalizzazione della pratica, mentre il 45% e' contrario. Ma quando viene usato il termine "suicidio" o "omicidio", invece di "morte assistita", l'opposizione alla pratica aumenta.
"Se Compassion & Choices di Washington vince la battaglia del linguaggio, avra' vinto", spiega il medico Charles Benz, presidente dell'associazione medica Physicians for Compassionate Care, contraria alla proposta.
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