Western Australia. Contro il suicidio assistito si pensa ad eliminare il segreto professionale del medico
Le autorita' dello stato del Western Australia stanno riesaminando le linee guida sul trattamento delle infermita' mentali dopo il suicidio assistito di una paziente. Le tre sorelle sono accusate di non aver fatto niente per prevenire alla donna di seguire le istruzioni contenute in un libro sul suicidio assistito.
Erin Berg, 39 anni e madre di quattro figli, si e' tolta la vita in Messico utilizzando il farmaco Nembutal, impiegato per l'eutanasia veterinaria e consigliato dal medico e sostenitore della legalizzazione dell'eutanasia Philip Nitschke.
Berg era stata recentemente dimessa da un reparto di psichiatria di Perth, dove sono emersi sospetti sia sulle sorelle che sul personale medico, accusato di essere al corrente delle intenzioni della donna.
Un quotidiano australiano riporta che Berg soffriva di depressione post-partum e si e' tolta la vita il 10 maggio scorso a Tijuana.
"E' un caso tragico e credo di avere solo ora compreso a fondo cio' che e' accaduto", spiega il ministro della Salute Jim McGinty. "Il caso ha sollevato questioni fondamentali sul diritto alla privacy dei pazienti e sulle circostanze in cui esso debba essere violato".
Per questo, il ministro ha chiesto la revisione delle linee guida per capire quando e come il diritto alla riservatezza nel rapporto medico-paziente possa essere ignorato nel caso in cui emerga la volonta' di suicidarsi.
Erin Berg, 39 anni e madre di quattro figli, si e' tolta la vita in Messico utilizzando il farmaco Nembutal, impiegato per l'eutanasia veterinaria e consigliato dal medico e sostenitore della legalizzazione dell'eutanasia Philip Nitschke.
Berg era stata recentemente dimessa da un reparto di psichiatria di Perth, dove sono emersi sospetti sia sulle sorelle che sul personale medico, accusato di essere al corrente delle intenzioni della donna.
Un quotidiano australiano riporta che Berg soffriva di depressione post-partum e si e' tolta la vita il 10 maggio scorso a Tijuana.
"E' un caso tragico e credo di avere solo ora compreso a fondo cio' che e' accaduto", spiega il ministro della Salute Jim McGinty. "Il caso ha sollevato questioni fondamentali sul diritto alla privacy dei pazienti e sulle circostanze in cui esso debba essere violato".
Per questo, il ministro ha chiesto la revisione delle linee guida per capire quando e come il diritto alla riservatezza nel rapporto medico-paziente possa essere ignorato nel caso in cui emerga la volonta' di suicidarsi.
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