Wi-max e Valle d'Aosta: le imprese hanno fame di connettivita'
Un'occasione di crescita tecnologica della regione e un'opportunita' imprenditoriale per il settore delle telecomunicazioni. Cosi' il mondo della imprenditoriale legato alle nuove tecnologie in Valle d'Aosta guarda alla gara, bandita dal Ministero delle Comunicazioni, per l'assegnazione di una licenza regionale delle frequenze Wi-Max che consente la trasmissione a banda larga senza fili.
La procedura, che per le frequenze della Valle d'Aosta ha fissato una base d'asta di 40mila euro, assegna complessivamente a livello nazionale, per 15 anni, 35 licenze, nella banda 3,4-3,6 Mhz, di cui 21 su base regionale e 14 concernenti sette macro-aree, per complessivi 45 milioni di euro. Oltre che per la licenza regionale, il territorio della Valle d'Aosta e' coinvolto nell'assegnazione di altre due licenze (con base d'asta di circa 2,8 mln di euro) che verranno assegnate nella macro-regione composta anche da Piemonte, Liguria e Toscana.
'L'opportunita' e' senza dubbio appetibile - commenta Tommaso Grimaldi, titolare di Hexilan, societa' valdostana che tra le prime in Italia ha sperimentato le trasmissioni Wi-Max - ma va valutata con molta attenzione, soprattutto tenendo conto degli investimenti necessari per la copertura del segnale nella regione, stimabili sui 300mila euro e per le opportunita' di mercato, comunque limitate visto che il bando non prevede la versione mobile del Wi-Max'.
I vincoli per lo sviluppo del Wi-Max in una regione alpina, come la Valle d'Aosta, preoccupano anche Paolo Conta, titolare dell'azienda Laser e delegato della categoria Terziario innnovativo nella Giunta di Confindustria Valle d'Aosta: 'E' questo un tipo di tecnologica che funziona bene in spazi aperti, nelle valli ci sono invece difficolta' tecniche di diffusione del segnale'. Le prospettive di una moltiplicazione delle opportunita' di accesso alla banda e' comunque salutata come positiva dallo stesso Conta: 'Le aziende valdostane - spiega - hanno fame di connettivita''.
C'e' dunque interesse tra gli imprenditori valdostani per i nuovi scenari tecnologici aperti dal bando ministeriale che scadra' a inizio dicembre. Con la consapevolezza, tuttavia, che non di sole infrastrutture vive lo sviluppo tecnologico: 'A fianco agli investimenti sulle reti, sarebbe necessario - aggiunge Conta - valorizzare la crescita delle applicazioni e dei servizi, indispensabili per lo sviluppo delle realta' imprenditoriali locali che, in questo campo, sarebbero anche in grado di esprimere un forte competitivita'.
La procedura, che per le frequenze della Valle d'Aosta ha fissato una base d'asta di 40mila euro, assegna complessivamente a livello nazionale, per 15 anni, 35 licenze, nella banda 3,4-3,6 Mhz, di cui 21 su base regionale e 14 concernenti sette macro-aree, per complessivi 45 milioni di euro. Oltre che per la licenza regionale, il territorio della Valle d'Aosta e' coinvolto nell'assegnazione di altre due licenze (con base d'asta di circa 2,8 mln di euro) che verranno assegnate nella macro-regione composta anche da Piemonte, Liguria e Toscana.
'L'opportunita' e' senza dubbio appetibile - commenta Tommaso Grimaldi, titolare di Hexilan, societa' valdostana che tra le prime in Italia ha sperimentato le trasmissioni Wi-Max - ma va valutata con molta attenzione, soprattutto tenendo conto degli investimenti necessari per la copertura del segnale nella regione, stimabili sui 300mila euro e per le opportunita' di mercato, comunque limitate visto che il bando non prevede la versione mobile del Wi-Max'.
I vincoli per lo sviluppo del Wi-Max in una regione alpina, come la Valle d'Aosta, preoccupano anche Paolo Conta, titolare dell'azienda Laser e delegato della categoria Terziario innnovativo nella Giunta di Confindustria Valle d'Aosta: 'E' questo un tipo di tecnologica che funziona bene in spazi aperti, nelle valli ci sono invece difficolta' tecniche di diffusione del segnale'. Le prospettive di una moltiplicazione delle opportunita' di accesso alla banda e' comunque salutata come positiva dallo stesso Conta: 'Le aziende valdostane - spiega - hanno fame di connettivita''.
C'e' dunque interesse tra gli imprenditori valdostani per i nuovi scenari tecnologici aperti dal bando ministeriale che scadra' a inizio dicembre. Con la consapevolezza, tuttavia, che non di sole infrastrutture vive lo sviluppo tecnologico: 'A fianco agli investimenti sulle reti, sarebbe necessario - aggiunge Conta - valorizzare la crescita delle applicazioni e dei servizi, indispensabili per lo sviluppo delle realta' imprenditoriali locali che, in questo campo, sarebbero anche in grado di esprimere un forte competitivita'.
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