Lunedì 8 giugno 2026
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Wisconsin. Corte d'Appello: l'assistenza al suicidio non e' omicidio

AMERICHE - USA
Notizia ·
La Corte d'Appello del Wisconsin ha confermato la sentenza di primo grado che aveva riconosciuto, alla moglie e alla figlia, l'eredita' di un uomo che si era tolto la vita , nonostante queste lo avessero assistito a morire.
Un caso che i giuristi definiscono senza precedenti nell'intero Paese: nonostante la legge impedisca a coloro che "intenzionalmente uccidono" un parente di ereditare e beneficiare dalla morte, la Corte d'Appello ha ribadito che tale divieto non si applica al suicidio assistito.
Edward Schunk, 63 anni, era stato ricoverato in ospedale pochi giorni prima di morire per un linfoma. Secondo la cartella clinica, il giorno prima di morire, il suo medico gli ha permesso di andarsene per un giorno per vedere la sua casa ed il suo cane 'un'ultima volta'.
La moglie e la figlia lo hanno portato a casa. Piu' tardi quel giorno, e' stato trovato nella sua abitazione a seguito di una fucilata al petto autoinflitta. Ha lasciato tutto alla moglie e alla figlia Megan, ma niente agli altri cinque figli, i quali hanno fatto causa appellandosi al divieto statale, cercando di includere l'assistenza al suicidio nel concetto di 'omicidio'.
Ma la corte ha dato ragione alle due donne. "Una persona che assiste un'altra persona a togliersi volontariamente ed intenzionalmente la vita non sta ovviamente uccidendo nessuno... Fornire all'uomo un fucile carico non equivale ad averlo ucciso. Egli si e' tolto la vita da solo sparandosi con il fucile".
Scontate le critiche delle associazioni pro-life, che hanno criticato la sentenza in quanto potrebbe costituire un incentivo a spingere i propri cari a togliersi la vita.

Qui il testo della sentenza:
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