Wyoming. La Camera respinge proposta di legge per vietare il suicidio medicalmente assistito
Il Parlamento del Wyoming ha respinto una proposta di legge per mettere al bando il suicidio assistito. La Commissione Lavoro della Camera ha votato contro la legislazione dopo una lunga audizione in cui sono stati ascoltate diverse associazioni religiose e pro-life, tra cui la diocesi di Cheyenne.
Il testo prevedeva una condanna a 20 anni di carcere per coloro che partecipano nel suicidio di un paziente. Ha pero' prevalso l'opinione della federazione dei Medici, la Wyoming Medical Society. I rappresentanti dei medici dello Stato hanno spiegato alla commissione di non essere ne' favorevoli ne' contrari alla pratica, ma hanno invitato i parlamentari ad eliminare il divieto per i medici di fornire farmaci ai pazienti se possono accelerarne il processo di morte.
A quel punto, rimosso il divieto, la commissione ha approvato il testo con 5 voti favorevoli e 3 contrari.
Ora i religiosi, forti anche di un ripensamento di un deputato repubblicano che ha votato a favore del testo di legge, chiedono che si rivoti sulla versione originale. Cosi' come votata, sostengono, di fatto non si mette al bando il suicidio medicalmente assistito, ovvero la possibilita' che un medico prescriva farmaci ad un paziente che poi provvedera' ad autosomministrarseli per accelerare la morte.
Insomma, spiegano le associazioni pro-life, la Camera ha effettivamente 'ucciso' il divieto, mantenendo nella legalita' il suicidio medicalmente assistito.
Ora sono in preparazione altre proposte di legge, tra cui una per obbligare la donna a prendere visione del feto attraverso un esame agli ultrasuoni prima di abortire.
Il testo prevedeva una condanna a 20 anni di carcere per coloro che partecipano nel suicidio di un paziente. Ha pero' prevalso l'opinione della federazione dei Medici, la Wyoming Medical Society. I rappresentanti dei medici dello Stato hanno spiegato alla commissione di non essere ne' favorevoli ne' contrari alla pratica, ma hanno invitato i parlamentari ad eliminare il divieto per i medici di fornire farmaci ai pazienti se possono accelerarne il processo di morte.
A quel punto, rimosso il divieto, la commissione ha approvato il testo con 5 voti favorevoli e 3 contrari.
Ora i religiosi, forti anche di un ripensamento di un deputato repubblicano che ha votato a favore del testo di legge, chiedono che si rivoti sulla versione originale. Cosi' come votata, sostengono, di fatto non si mette al bando il suicidio medicalmente assistito, ovvero la possibilita' che un medico prescriva farmaci ad un paziente che poi provvedera' ad autosomministrarseli per accelerare la morte.
Insomma, spiegano le associazioni pro-life, la Camera ha effettivamente 'ucciso' il divieto, mantenendo nella legalita' il suicidio medicalmente assistito.
Ora sono in preparazione altre proposte di legge, tra cui una per obbligare la donna a prendere visione del feto attraverso un esame agli ultrasuoni prima di abortire.
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