Zaia: alcool e droga causano pochissimi incidenti
Gli incidenti stradali causati dalla guida in stato di ebbrezza sono pari ad appena il 2,09% del totale quindi basta con le campagne contro vino e alcool. Parola del ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia intervenuto alla presentazione della ricerca "La causa degli incidenti stradali percezione vs realtà" realizzata da Piepoli per conto della Fipe, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi."Sono qui a fare la mia arringa contro quel pubblico ministero che mette sempre sul banco degli imputati il vino e lo vede come una delle causa principali della mortalità sulle strade", ha affermato il ministro Zaia sottolineando che "solo il 2,09% degli incidenti stradali è dato dalla guida in stato di ebbrezza". Il ministro ha poi spiegato che "il 18% degli incidenti viene causato dal non rispetto delle regole, il 12% da condizioni definite di "distrazione", e lí dentro ci vedrei l'uso di droghe piuttosto che l'assunzione di farmaci come antistaminici, antiallergici, antidolorifici che hanno chiare controindicazioni rispetto alla guida". In conclusione Zaia ha rivolto un appello affinchè si interrompa "questa campagna contro il vino e l'alcool visto che il 98% degli incidenti è provocato da altre cause", aggiungendo che "se qualcuno vuole mettersi in pace la coscienza pensando che il capro espiatorio debba essere il mondo della viticoltura e dell'enologia si sbaglia perchè io saró qui a difenderlo fino alla fine".
In base alla ricerca realizzata da Piepoli emerge che nel 2007 gli incidenti stradali causati da conducenti sotto l'effetto di alcool o droghe sono stati pari al 3% del totale. Il restante 97%, invece, è stato determinato da cause "collegate ad incovenienti di circolazione" fra cui guida distratta, eccesso di velocità e mancato rispetto della distanza di sicurezza che, da sole, hanno rappresentato il 30% delle cause di incidenti. Numeri ben diversi rispetto alla percezione dell'opinione pubblica che ritiene alcool e droga la causa del 98% degli incidenti stradali.
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