Zapatero difende la nuova legge sull'aborto: giusto che 16enni possano abortire senza consenso genitori
Il premier spagnolo Jos, Luis Zapatero ha difeso uno degli aspetti piú controversi del suo progetto di legge sulla liberalizzazione dell'aborto: il diritto delle minori fra 16 e 18 anni ad abortire senza il consenso dei genitori.
"Prendiamo in considerazione ció che dicono gli esperti, l'esperienza degli altri paesi europei, e diamo fiducia ai nostri giovani, alle nostre donne", ha detto oggi durante una conferenza stampa. "Non li priviamo del potere di decidere liberamente, non interveniamo in una decisione libera e intima di una donna, che è quella che assume la responsabilità di una gravidanza durante tutta la sua vita", ha aggiunto.
La proposta di legge approvata dal Consiglio dei ministri la scorsa settimana e che ora dovrà essere esaminata dal Parlamento, ha sollevato polemiche e dibattiti in Spagna, con la forte opposizione dei vescovi e dell'opposizione di centrodestra del Partido popular (Pp). Il leader del Pp Mariano Rajoy ha annunciato venerdí scorso che intende presentare un ricorso alla Corte costituzionale.
Il testo prevede la possibilità di interrompere la gravidanza liberamente fino alla 14esima settimana e, in particolari condizioni, quali rischi per la salute della madre o malformazione del feto, fino alla 22esima settimana. Nel caso dell'aborto entro la 22esima settimana, oggi consentito con il parere di un medico specialista, serviranno peró i pareri di due medici. Inoltre, sarà possibile interrompere la gravidanza anche oltre le 22 settimane se dovessero essere rivelate anomalie del feto quali malattie estremamente gravi o incurabili, dietro parere favorevole di una commissione di specialisti.
Attualmente l'aborto - considerato un reato - è depenalizzato solo in caso di violenza sessuale entro le 12 settimane, di malformazione del feto entro le 22 settimane o in caso di grave rischio per la salute psichica o fisica della madre, senza alcun limite di tempo: le statistiche mostrano che la grande maggioranza delle interruzioni di gravidanza vengono praticate per "rischi psicologici", in alcuni casi oltre il sesto mese.
La principale diversità della nuova legge non è tanto negli aspetti temporali, quanto concettuali. L'aborto passa a far parte della legge quadro sulla Salute sessuale e riproduttiva e dunque diventa un diritto giuridico della donna, che lo Stato è obbligato a rispettare nei limiti imposti dalla legge, e non piú una concessione tutelata da terzi - giudici e medici in primo luogo. Va notato che viene inoltre eliminata la pena detentiva prevista attualmente per chi si sottopone ad un'interruzione di gravidanza fuori dai vincoli stabiliti dalla legge.
"Prendiamo in considerazione ció che dicono gli esperti, l'esperienza degli altri paesi europei, e diamo fiducia ai nostri giovani, alle nostre donne", ha detto oggi durante una conferenza stampa. "Non li priviamo del potere di decidere liberamente, non interveniamo in una decisione libera e intima di una donna, che è quella che assume la responsabilità di una gravidanza durante tutta la sua vita", ha aggiunto.
La proposta di legge approvata dal Consiglio dei ministri la scorsa settimana e che ora dovrà essere esaminata dal Parlamento, ha sollevato polemiche e dibattiti in Spagna, con la forte opposizione dei vescovi e dell'opposizione di centrodestra del Partido popular (Pp). Il leader del Pp Mariano Rajoy ha annunciato venerdí scorso che intende presentare un ricorso alla Corte costituzionale.
Il testo prevede la possibilità di interrompere la gravidanza liberamente fino alla 14esima settimana e, in particolari condizioni, quali rischi per la salute della madre o malformazione del feto, fino alla 22esima settimana. Nel caso dell'aborto entro la 22esima settimana, oggi consentito con il parere di un medico specialista, serviranno peró i pareri di due medici. Inoltre, sarà possibile interrompere la gravidanza anche oltre le 22 settimane se dovessero essere rivelate anomalie del feto quali malattie estremamente gravi o incurabili, dietro parere favorevole di una commissione di specialisti.
Attualmente l'aborto - considerato un reato - è depenalizzato solo in caso di violenza sessuale entro le 12 settimane, di malformazione del feto entro le 22 settimane o in caso di grave rischio per la salute psichica o fisica della madre, senza alcun limite di tempo: le statistiche mostrano che la grande maggioranza delle interruzioni di gravidanza vengono praticate per "rischi psicologici", in alcuni casi oltre il sesto mese.
La principale diversità della nuova legge non è tanto negli aspetti temporali, quanto concettuali. L'aborto passa a far parte della legge quadro sulla Salute sessuale e riproduttiva e dunque diventa un diritto giuridico della donna, che lo Stato è obbligato a rispettare nei limiti imposti dalla legge, e non piú una concessione tutelata da terzi - giudici e medici in primo luogo. Va notato che viene inoltre eliminata la pena detentiva prevista attualmente per chi si sottopone ad un'interruzione di gravidanza fuori dai vincoli stabiliti dalla legge.
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